VMware Cloud Foundation 9.1: Broadcom punta su IA privata, efficienza e abbattimento del TCO
di Alberto Falchi pubblicata il 05 Maggio 2026, alle 16:01 nel canale Private Cloud
A circa un anno dalla disponibilità di VFC 9 arriva un importante aggiornamento della soluzione per la virtualizzazione di Broadcom. Con la versione 9.1 il focus è sull'IA privata e sul cloud sovrano, oltre che sulla riduzione dei costi per i clienti
Lo scorso anno Broadcom ha reso disponibile la nuova versione della piattaforma VMware, VMware Cloud Foundation 9. L'azienda era stata acquisita due anni prima da Broadcom, che aveva dato il via a una nuova strategia, anche piuttosto aggressiva, per le licenze. Di fatto, tagliando fuori i clienti più piccoli e aumentando i costi a dismisura. Questo anche perché VFC 9 non si limitava a soddisfare le esigenze di virtualizzazione, ma rappresentava una piattaforma ben più completa ed evoluta. E di fatto obbligando i clienti a prendere il "pacchetto" completo, decisamente più oneroso e pieno di funzioni non utili a tutte le tipologie di utenza.

A meno di un anno di distanza, l'azienda svela il primo corposo aggiornamento: VFC 9.1.
VFC 9.1: efficienza, velocità e sicurezza
A quanto afferma Broadcom, VFC 9 è stato un successo, nonostante le polemiche che hanno accompagnato l'uscita della nuova versione. Nello specifico, secondo l'azienda i clienti hanno riscontrato una riduzione del 40% del TCO, grazie a funzionalità come l'NVMe memory tiering, un abbattimento del costo dello storage pari al 39%, e anche una riduzione del rischio cyber del 40%, merito delle funzionalità di vDefend Lateral Security.

Per quanto concerne l'ottimizzazione dei costi, la novità principale di VCF 9 è stato il supporto alle NVMe come memoria di secondo livello. In pratica, i dati meno utilizzati vengono spostati dalla RAM alle NVMe, permettendo di gestire workload più pesanti senza dover aumentare la memoria del sistema. Una scelta dovuta soprattutto al fatto che il costo di RAM e storage è aumentato in maniera drastica, obbligando le imprese a ottimizzare al più possibile l'uso dell'hardware.
VFC 9.1 prosegue sulla stessa strada, promettendo un'ulteriore riduzione del TCO, una maggiore velocità per la distribuzione di applicazioni e ancora più sicurezza. La funzionalità di memory tiering su NVMe è stata ulteriormente migliorata e ottimizzata.
Sempre in quest'ottica, sono stati migliorati gli algoritmi di deduplicazione dati sulle vSAN, permettendo di ridurre l'utilizzo delle risorse di storage senza alcun impatto sulle prestazioni. Una scelta che, secondo l'azienda, consentirà di abbattere di un ulteriore 39% il TCO.
Più efficienza per distribuire più velocemente le applicazioni

Un altro aspetto sul quale si è concentrata Broadcom è quello dell'efficienza. La novità di spicco è la possibilità di distribuire rapidamente la piattaforma sull'edge: grazie alle nuove funzioni di zero touch provisioning, i clienti potranno distribuire in parallelo ESXi su server bare metal in centinaia di siti edge allo stesso tempo, evitando configurazioni manuali e riducendo significativamente il tempo di configurazione sui siti locali.
Un dettaglio importante, considerato che Broadcom sottolinea come sempre più aziende stiano spostando i carichi di lavoro di IA sui propri sistemi o sul cloud privato, così da garantire di mantenere il pieno controllo sui propri dati e su come vengono elaborati dall'IA.

Ulteriore passo avanti verso una maggiore efficienza è l'introduzione di Microsoft SQL Server Database as a Service, che in pratica consente di automatizzare l'installazione del server DB su larga scala, consentendo agli utilizzatori di integrarlo in pochi clic, in maniera self service. Una funzionalità che si affianca al potenziamento del servizio di Container as a Service già presente in VFC 9, che ora consuma meno risorse di calcolo.
Infine, arrivano strumenti per l'osservabilità dell'IA, integrati direttamente nella piattaforma. Consentono di avere visibilità sul consumo di token e di risorse hardware, oltre che l'utilizzo di agenti, così da individuare con più facilità eventuali colli di bottiglia.
VC 9.1: la sicurezza prima di tutto
Oltre all'efficienza e all'abbattimento di costi, una delle priorità dei clienti di Broadcom era la maggiore sicurezza e l'accesso a più strumenti per verificare la conformità normativa. Con VMware 9.1 fanno il loro esordio gli strumenti per la cyber recovery on premise: un workflow totalmente automatizzato per ripristinare i dati da clean room isolate in caso di disastri.

I clienti possono ora salvare copie delle proprie VM in un ambiente isolato fisicamente secondo la logica air gapped. In caso di incidenti, il ripristino sarà più semplice grazie alle automazioni, e anche più rapido. Non solo: sono stati integrati strumenti di IA per verificare l'assenza di malware sui punti di ripristino, con la possibilità di integrare anche l'EDR di CrowdStrike per controlli ancora più approfonditi.
Arrivano anche nuovi strumenti per la conformità normativa, che consentono di verificare che le configurazioni e di avvisare i team IT immediatamente in caso di modifiche a queste impostazioni. Tutto può essere gestito da una singola console, facilitando i controlli sull'interno parco di installazioni: una funzionalità utile in particolare per le aziende di fascia enterprise, con ambienti VMware distribuiti su vari siti dal punto di vista geografico.
Infine, sono ora presenti opzioni per installare le patch di sistema senza dover riavviare le VM, per VMware ESX e VMware vCenter. Questo migliora la sicurezza velocizzando la distribuzione delle patch e allo stesso tempo semplificando le operazioni per i team IT.
VMware 9.1: nuove partnership con AMD e ARISTA
Altre due novità di nota sono le nuove partnership. Ora i clienti hanno un alternativa alle GPU NVIDIA e possono far girare i propri carichi di lavoro IA anche su GPU AMD Instinct MI350, così da non obbligare gli utenti a rimanere ancorati al mondo NVIDIA.
Arriva anche una partnership con ARISTA sul networking.











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