Acronis lancia Cyber Frame, una piattaforma iperconvergente per gli MSP in cerca di alternative a VMware
di Vittorio Manti pubblicata il 18 Maggio 2026, alle 17:21 nel canale Security
La nuova soluzione combina virtualizzazione, networking, storage e cyber protection in uno stack basato su KVM e OpenStack, con due modalità di erogazione e multitenancy nativa. Acronis non parla di una sfida diretta a VMware, ma di una risposta agli operatori esclusi dalle nuove politiche commerciali
A Milano, Acronis ha presentato Cyber Frame, la nuova piattaforma iperconvergente con cui entra in modo strutturato nel mercato dell'infrastructure-as-a-service (IaaS) dedicato ai service provider. L'annuncio è stato accompagnato da un evento europeo trasmesso in streaming, mentre la lettura italiana del lancio è arrivata da Dennis Cassinerio, Senior Director & General Manager South EMEA di Acronis, in un incontro riservato alla stampa specializzata.
Il prodotto è disponibile da subito a livello globale. L'idea di fondo è semplice da enunciare e impegnativa da realizzare, portare in un'unica piattaforma le risorse di calcolo virtualizzate (virtual machine, rete, storage) e tutto lo stack di cyber protection di Acronis, dal backup al disaster recovery, dalla sicurezza alla gestione remota. Una mossa che colloca l'azienda in un mercato, quello dell'iperconvergenza, dove finora non era stata identificata tra gli operatori di riferimento.
Una piattaforma iperconvergente con la cyber protection integrata
Acronis Cyber Frame nasce da una scelta tecnologica precisa. Lo stack è basato su tecnologie open source, KVM come hypervisor e OpenStack come orchestratore, con componenti sviluppate in collaborazione con Virtuozzo, su cui Acronis poggia da anni anche le proprie operations interne. È una base che evita il lock-in con hypervisor proprietari e che, secondo l'azienda, rappresenta uno dei vantaggi competitivi più tangibili in un mercato in cui il tema del vincolo tecnologico è tornato centrale.
Il modello di erogazione è duplice. Con Acronis Cyber Frame Cloud il partner accede a un servizio completamente gestito, senza dover investire in hardware proprio. Con Acronis Cyber Frame Local lo stack viene installato direttamente nei data center del partner, che mantiene così il pieno controllo sui costi del servizio, prestazioni e localizzazione dei dati. È una flessibilità pensata per assecondare i diversi approcci dei service provider, da chi vuole partire subito con costi variabili a chi ha già investito in infrastrutture proprie e intende ammortizzarle.

La caratteristica più qualificante, e quella che Acronis indica come il vero elemento di differenziazione sul mercato, è l'integrazione nativa della cyber protection. A differenza delle piattaforme tradizionali, dove sicurezza e protezione del dato si aggiungono come strumenti separati, in Cyber Frame ogni workload eredita per impostazione predefinita backup, disaster recovery, protezione dalle minacce e funzionalità di monitoraggio e gestione remota. Anche la multitenancy è nativa, con isolamento dei tenant, distribuzione white-label e strumenti operativi calibrati sui workflow dei service provider.
In una breve dichiarazione affidata al lancio, Gaidar Magdanurov, President di Acronis, ha legato la nuova piattaforma alla domanda di sostituzione delle infrastrutture legacy, sostenendo che "i service provider stanno ripensando le strategie per le infrastrutture in risposta ai grandi cambiamenti di mercato e hanno bisogno di soluzioni che si adattino al loro business".
Non contro VMware, ma in sostituzione di VMware

Sul posizionamento di Cyber Frame, Edge9 ha chiesto a Cassinerio se l'obiettivo della piattaforma sia, in modo dichiarato, quello di intercettare i clienti scontenti delle nuove politiche commerciali di VMware seguite all'acquisizione da parte di Broadcom. La risposta sposta l'asse del ragionamento dal piano competitivo a quello del posizionamento.
"Non andiamo contro VMware, c'è una necessità di rimpiazzare VMware, che dal punto di vista del lessico è diverso", ha spiegato Cassinerio. La distinzione non è di forma. Acronis non rivendica una sfida diretta alle scelte industriali di Broadcom, ma la propria capacità di rispondere a una domanda concreta. Numerosi service provider sono stati esclusi dalle nuove politiche di licensing di VMware, altri stanno volontariamente ripensando lo stack di virtualizzazione per non restare vittime di decisioni commerciali fuori dal loro controllo. È a questi due bacini che Cyber Frame si rivolge.
L'argomento tecnologico a sostegno del posizionamento è solido. Il gruppo dirigenziale di Acronis arriva in larga parte dalle stesse esperienze di Parallels e Virtuozzo, e questo, sostiene l'azienda, ha consentito di portare sul mercato una piattaforma iperconvergente che integra dal momento zero non solo IaaS, stack di rete e storage, ma anche tutto ciò che serve a un service provider per erogare e proteggere servizi gestiti. Cassinerio cita esplicitamente come concorrenti diretti operatori come Nutanix, Proxmox, HPE, Dell e Red Hat, sottolineando che l'elemento differenziante di Cyber Frame è la sicurezza, integrata fin dall'inizio, e una multitenancy nativa che alcune piattaforme oggi sul mercato non offrono. Su quest'ultimo punto la critica è esplicita, senza multitenancy nativa un service provider non può erogare i servizi tipici del suo modello senza sovrapporre strumenti aggiuntivi che aumentano costi e complessità.
Solo per gli MSP, con la leva della sovranità del dato
Un secondo passaggio chiarisce un altro tratto distintivo. Cyber Frame non sarà venduto direttamente agli utenti finali. "Cyber Frame è realizzato per gli MSP", ha detto Cassinerio, e il managed service provider è l'unico canale attraverso cui la piattaforma arriverà sul mercato. Una scelta coerente con il modello di business di Acronis, che da anni ha individuato negli erogatori di servizi gestiti il proprio interlocutore principale e che ora rafforza con uno stack che permette al partner di costruire e gestire la propria infrastruttura con i propri margini, senza passare da un hyperscaler.

A questa scelta si aggancia il tema della sovranità del dato, che in Europa è diventato un driver decisionale concreto. Cyber Frame può essere installato nei data center del partner, salvaguardando investimenti già effettuati e rispondendo a esigenze di prossimità e di conformità locale, oppure può essere erogato dai data center di Acronis, che secondo l'azienda rispettano i livelli di conformità più elevati. Per l'Italia il riferimento è il data center qualificato dall'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) nelle classi QC1 e QC2, che presuppongono certificazioni ISO 27001, 27017 e 27018 e che impongono adempimenti come la comunicazione semestrale all'autorità della lista delle pubbliche amministrazioni servite. È un punto che Cassinerio inquadra in una logica global-local adottata da Acronis fin dagli esordi della propria strategia di canale, e che sul mercato italiano si combina con la fase di entrata in vigore concreta degli obblighi NIS2.
Il momento italiano di Acronis
Il lancio di Cyber Frame arriva in una fase di mercato che Cassinerio descrive come favorevole. L'Italia, secondo i numeri condivisi, sta crescendo "abbondantemente sopra il double digit", oltre l'andamento medio del mercato della cybersecurity, e il primo trimestre del 2026 ha confermato la fase di espansione del canale dopo un biennio dedicato al consolidamento delle partnership internazionali. Acronis sta lavorando con i distributori per ampliare la base partner e sta riallineando la pre-vendita su un modello centrato sulla piattaforma, superando l'approccio per silos (backup, security, remote management) che oggi rallenta la conversazione con gli operatori.
Sul tavolo c'è poi un acceleratore normativo destinato a pesare nei prossimi mesi. L'ACN dovrebbe avviare entro l'autunno i controlli effettivi sull'attuazione di NIS2, e questo, conferma Cassinerio, sta spingendo le aziende verso soluzioni in grado di garantire resilienza operativa e continuità dei servizi senza moltiplicare i punti di gestione. È il terreno naturale di un'offerta che combina IaaS, cyber protection e gestione remota in un'unica piattaforma.
Sullo sfondo c'è il tema dell'intelligenza artificiale, che Acronis sta integrando in modo progressivo nella propria piattaforma con un agente IA per l'orchestrazione delle risposte e un orchestratore agentico per la gestione e l'eventuale suggerimento di nuovi workflow, in particolare in ambito detection and response. Cassinerio inquadra questa fase in termini netti, l'IA sta drasticamente comprimendo lo skill gap che fino a ieri era il principale collo di bottiglia per gli MSP e sta abbassando il costo operativo dei servizi di cyber resilienza in misura tale da rimettere in discussione i modelli economici degli operatori. Per chi non saprà adattare la propria offerta nei prossimi tre o quattro anni, avverte, la pressione competitiva diventerà difficile da sostenere. È in questa cornice, di trasformazione del modello degli MSP e di pressione sui margini, che il lancio di Cyber Frame trova la sua collocazione strategica, una piattaforma con cui Acronis prova a stare un passo avanti rispetto alla domanda dei propri partner.










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