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IA, virtualizzazione e cyber resilienza: la strategia di Acronis spiegata da Denis Cassinerio

di pubblicata il , alle 17:15 nel canale Security IA, virtualizzazione e cyber resilienza: la strategia di Acronis spiegata da Denis Cassinerio

In occasione del Security Summit abbiano incontrato Denis Cassinerio, Senior Director & General Manager South EMEA di Acronis, che ci ha parlato dei piani futuri dell'azienda. Al centro l'IA, l'automazione della sicurezza, ma anche gli hypervisor

 

Il mercato della sicurezza in Italia cresce rapidamente, trainato sia da una maggiore consapevolezza delle imprese, sia dai nuovi obblighi normativi come NIS 2 e DORA. Una crescita a doppia cifra, del 14% rispetto all'anno precedente, che porta il comparto a valere oltre 2 miliardi di euro. Anche per questo le realtà specializzate in sicurezza stanno aumentando gli investimenti. Fra queste Acronis, che ha visto l'organico della filiale italiana passare da 22 a 60 persone in pochi anni, e che è ancora alla ricerca di nuovi talenti.

Durante il Security Summit, evento sulla sicurezza che si è tenuto a Milano e dove è stato presentato il Rapporto Clusit, e abbiamo incontrato Denis Cassinerio, Senior Director & General Manager South EMEA di Acronis, che ci ha illustrato i piani per il futuro e il corso che intende prendere l'azienda. 

Le novità della piattaforma Acronis: una roadmap sempre più fitta

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I rapidi sviluppi dell'intelligenza artificiale stanno accelerando anche la roadmap dei progetti di Acronis, che prevede di sviluppare entro breve nuove funzionalità che introducono ulteriori controlli sulle infrastrutture di IA. A partire dai controlli sugli LLM, così da garantire un utilizzo sicuro ed evitare che le IA possano restituire come output informazioni sensibili. "Vediamo l'IA come un ulteriore carico di lavoro da proteggere", afferma Cassinerio. L'obiettivo è quello di "normare la gestione degli LLM, cercando di capire se i prompt utilizzati possono essere considerati sicuri". 

L'IA per Acronis non è solo un workload da proteggere, ma anche una tecnologia fondamentale per accelerare lo sviluppo e l'innovazione, tanto che all'interno dell'azienda se ne fa largo uso. "Abbiamo diffuso l'utilizzo interno di un paio di LLM e abbiamo corsi interni per capire come ottimizzare il lavoro. Stiamo promuovendo questa tecnologia non solo a livello di sviluppo software, ma anche nelle practiche quotidiane", afferma il manager, che sottolinea gli enormi vantaggi che sta portando. A partire dai cicli di sviluppo accelerati drasticamente, tanto che alcuni processi di sviluppo sono stati ridotti da una settimana a poche ore. Un'adozione che, secondo il General Manager, "sta portando a un enorme vantaggio competitivo", arrivando addirittura ad abbattere i tempo di sviluppo dai 6/8 mesi necessari per avere una versione beta a una sola settimana. 

Questo nonostante un certo attrito da parte di alcuni dei tecnici interni, in particolare quelli senior, che mostrano un certo scetticismo verso questa tecnologia. Le figure più giovani, al contrario, hanno abbracciato con favore l'introduzione di strumenti di IA per velocizzare la scrittura del codice. Un fenomeno naturale, considerato che il change management, cioè la gestione del cambiamento, è sempre un scoglio difficile da superare, in qualsiasi tipo di realtà. 

Acronis accelera sul disaster recovery

La crescita del mercato e la velocità con cui si riesce a innovare grazie alla tecnologia stanno anche spingendo Acronis a rivedere il proprio modello di business, accelerando in settori strategici come il disaster recovery. In questo ambito c'è grande fermento, complice anche la spinta normativa che sta portando sempre più aziende ad adottare soluzioni di questo tipo. 

L'obiettivo di Acronis è quello di democratizzare l'accesso a questa tecnologia, un tempo limitata alle realtà di grandi dimensioni: l'obiettivo è infatti renderla accessibile anche alle PMI, che rappresentano buona parte del tessuto industriale del Paese. E di integrare il disaster recovery all'interno delle soluzioni di sicurezza e, in futuro, anche nella virtualizzazione, che è un altro mercato che l'azienda intende presidiare. 

Virtualizzazione: un nuovo settore da presidiare per Acronis

Il mercato della virtualizzazione è in subbuglio da quanto Broadcom ha acquisito VMware e ha stravolto il sistema di licenze, rendendole molto più costose e meno accessibili alle realtà di dimensioni minori. Anche i big, però, stanno iniziando a guardarsi attorno, temendo di rimanere legati a VMware a causa del lock in. Acronis mira a intercettare queste necessità e ha stretto una collaborazione con Virtuozzo, una realtà specializzata proprio in soluzioni di virtualizzazione e che sta vedendo una rapida crescita, tanto da puntare a raggiungere un fatturato superiore al miliardo in poco tempo. 

L'idea è quella di espandere ulteriormente la collaborazione, sia per erogare servizi di sicurezza e disaster recovery, sia per fornire anche soluzioni di desktop as a service, che sono sempre più richieste anche a causa della difficoltà di trovare sul mercato nuovo hardware, computer inclusi, a causa delle supply chain messe in crisi dalla situazione geopolitica. 

acroniscyberframe

Cassinerio non ha svelato nel dettaglio i piani per l'ingresso nel settore della virtualizzazione, affermando che ci saranno annunci a breve, ma ha sottolineato un dettaglio significativo: questa tipologia di servizi, denominata Cyber Frame, e sarà hypervisor agnostic, quindi non dipendente da uno specifico hypervisor, garantendo maggiore libertà di scelta ai propri clienti. 

L'idea è quella di semplificare la vita ai clienti gestendo praticamente tutto: offrendo capacità computazionale tramite i propri data center e mettendo automaticamente al sicuro questi carichi di lavoro grazie al disaster recovery, oltre che monitorando e tenendo sotto controllo l'infrastruttura tramite la componente di sicurezza della piattaforma Acronis. 

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