Il Governo statunitense anticipa di 5 anni il passaggio alla cifratura post-quantistica
di Riccardo Robecchi pubblicata il 30 Giugno 2026, alle 17:01 nel canale SecurityIl Governo degli Stati Uniti ha anticipato dal 2035 al 2030 l'introduzione dei cifrari post-quantistici, per via dello sviluppo più rapido del previsto dei computer quantistici
Il momento in cui un computer quantistico sarà sufficientemente potente da rompere i cifrari a chiave pubblica attualmente in uso si avvicina velocemente e, di fatto, molto più velocemente rispetto a quanto ci si aspettasse. È per questo motivo che il Governo statunitense ha scelto di anticipare di 5 anni il momento in cui le agenzie federali statunitensi dovranno passare integralmente ai nuovi metodi di cifratura post-quantistica, e di 4 anni il passaggio alle firme digitali post-quantistiche.
L'addio ai cifrari non sicuri arriverà prima del previsto

Quello che sembrava un tema molto lontano nel tempo si sta rivelando, invece, più vicino di quanto ci s'aspettasse. I miglioramenti nell'hardware stanno compiendo passi da gigante e saranno a un punto tale da consentire l'esecuzione di calcoli commercialmente interessanti fra solo pochi anni.
Dall'altro lato, i miglioramenti negli algoritmi stanno abbassando drasticamente il numero di qubit necessari per rompere i cifrari a chiave pubblica in uso attualmente. Ciò fa sì che il momento in cui ciò avverrà non sia fra 20 o 30 anni, come si ipotizzava fino a pochi anni fa, ma prima, potenzialmente molto prima.
Proprio questa considerazione ha spinto la Casa Bianca a emanare un nuovo ordine esecutivo, intitolato "Securing the Nation against Advanced Cryptographic Attacks", che impone nuovi termini per il passaggio dei sistemi "ad alto valore e alto impatto" ai sistemi crittografici post-quantistici: i cifrari a chiave pubblica dovranno cambiare entro il 31 dicembre 2030, mentre quelli per le firme digitali entro il 31 dicembre 2031, come riporta Ars Technica.
Si tratta di un anticipo di un lustro, che è un'eternità nel mondo della tecnologia, rispetto al termine del 2035 che era stato dato precedentemente. Tale anticipo è giustificato dalla discesa costante e significativa nel numero di qubit che si ritiene necessario per rompere i cifrari: ad esempio, la rottura di RSA a 2048 bit, cifrario comunemente usato ad esempio per lo scambio di chiavi quando ci si collega a un sito Web, s'ipotizzava richiedesse un miliardo di qubit nel 2012, 20 milioni nel 2019 e solo un milione nel 2025.
Il problema più significativo, nonostante abbiamo già a disposizione cifrari post-quantistici (perché certificati dal NIST), resta quello della loro messa in opera, che risulta particolarmente complessa per via del numero elevatissimo di dispositivi e applicazioni che usano i cifrari vulnerabili agli attacchi quantistici, inclusi apparati di rete distribuiti sul territorio e sistemi "legacy" che non sono facilmente aggiornabili. Proprio questo aspetto è quello che rende l'anticipo al 2030 più significativo, perché impone un lavoro enorme in un lasso di tempo relativamente breve. Non abbiamo attualmente notizie di misure simili in Italia.











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