Propaganda russa e hactivism fra le principali minacce cyber per l'Italia. Il report di Clusit sui primo semestre 2025
di Alberto Falchi pubblicata il 05 Novembre 2025, alle 17:42 nel canale Security
Nel primo semestre dell’anno, l’Italia ha registrato il 10% degli incidenti informatici globali, con una crescita del 13%. Solo il 40% è classificato come “critico” o “elevato”, anche grazie alla prevalenza di attacchi DDoS attribuiti a hacktivisti. I settori più colpiti sono quello governativo/militare e quello dei trasporti
Come ogni anno, a novembre Clusit ha presentato un aggiornamento del suo report sullo stato della cybersecurity a livello globale, con un focus specifico sull'Italia. Il quadro che emerge non stupisce, purtroppo: aumentano ovunque gli incidenti informatici, in particolare quelli gravi. Il 10% di questi incidenti, tra l'altro, si è verificato in Italia. C'è però una buona notizia: sebbene il Bel Paese sia fra quelli più colpiti, la percentuale di attacchi di gravità "critica" o "elevata" è inferiore rispetto al resto del mondo.
Ogni giorno ci sono mediamente 15 attacchi informatici a livello globale

Ogni nuovo rapporto del Clusit porta a un nuovo record storico. In questo caso, è quello nel numero di incidenti, cresciuto nel primo semestre del 2025 del 36% rispetto al secondo semestre del 2024. Tradotto in numeri, significa che sono stati registrati ben 2.755 incidenti cyber in soli 6 mesi, circa 15 al giorno. In crescita anche la gravità media: nell'82% dei casi questi incidenti sono stati identificati con impatto "critico" o "elevato" (nel 2024 era il 77%)
In Italia l'incremento è stato però più contenuto: la crescita è stata del 13%, con "solamente" il 40% di questi considerato come "critico" o "elevato". Una buona notizia, apparentemente, ma nemmeno troppo, dato che il 10,2% degli incidenti a livello mondiale si è infatti verificato proprio in Italia, contro il 9,9% del 2024, confermando una escalation dal 3,4% del 2021 e dal 7,6% del 2022.

Come si combinano queste due informazioni apparentemente contradditorie? Secondo il Clusit, la risposta è da cercare nel fatto che una fetta non trascurabile di questi attacchi è da parte di hacktivisti, con un numero molto elevato di attacchi DDoS. Che possono mettere momentaneamente fuori gioco dei servizi, ma non hanno impatti gravi e a lungo termine come il furto di segreti industriali o i ransomware. Il Clusit sottolinea anche un aspetto molto importante: quelle che sono indicate come attività di attivisti spesso nascondono operazioni di sabotaggio coordinate da strutture governative russe.
Il cybercrime rimane il motivo principale per sferrare attacchi informatici
In generale, l'analisi di Clusit evidenzia che gli attacchi informatici sono guidati da un motivo: monetizzare. Con 2401 incidenti, nel primo semestre del 2025 si è verificato il 76% degli eventi di cybercrime registrati nell’anno 2024. In Italia, quasi la metà degli incidenti rilevati (46%) ricade nella categoria del cybercrime.
In calo, a livello globale, lo spionaggio e gli attacchi di information warfare, che invece sono cresciuti nel nostro Paese, come già detto.
I settori più colpiti

A livello globale, la prima metà del 2025 conferma una crescente complessità del panorama delle minacce informatiche. Gli attacchi rivolti a obiettivi multipli — ovvero capaci di colpire simultaneamente più settori — rappresentano il 21% delle vittime e oltre l’85% degli incidenti totali del 2024, segno di una crescente strategia offensiva trasversale. Seguono gli attacchi ai settori governativo/militare, stabili al 14% ma con un volume di incidenti che ha già raggiunto i tre quarti di quelli dell’anno precedente.
La sanità mostra un’apparente flessione, con 337 episodi che equivalgono al 67% del 2024, mentre il manifatturiero cresce sensibilmente, arrivando all’8% del totale e toccando in sei mesi il 90% del numero di attacchi dell’anno passato. Forti incrementi si osservano anche nei comparti professionale/scientifico/tecnico (+94%) e trasporti/logistica (+110%), mentre il commercio al dettaglio/ingrosso segue la tendenza con oltre il 65% degli incidenti annuali già registrati. In controtendenza il settore scolastico, che dimezza gli eventi rispetto al 2024.
In Italia, invece, il quadro è differente. Il settore governativo/militare è il più colpito, con il 38% del totale degli incidenti e una crescita del 600% rispetto al 2024. Un incremento legato in gran parte all’escalation dell’hacktivism, che mira a obiettivi pubblici per massimizzare l’impatto mediatico. Seguono trasporti e logistica (17%), cresciuti di oltre una volta e mezzo in un solo semestre, spesso a causa di attacchi che interrompono le catene di fornitura. Il manifatturiero si attesta al 13%, una quota superiore alla media globale, coerente con la struttura produttiva del Paese. Anche il commercio al dettaglio/ingrosso cresce, raggiungendo in sei mesi il 70% degli incidenti del 2024, mentre la sanità mostra un calo, in controtendenza rispetto a quanto osservato negli anni precedenti.
“Le analisi dei dati da parte di Clusit, a livello nazionale e globale, mettono in evidenza un marcato squilibrio tra la crescente capacità offensiva degli attaccanti e l’efficacia delle contromisure, purtroppo sempre più a vantaggio degli attaccanti. La difficoltà crescente nel difendersi porta a un aumento significativo dei rischi e, se questa tendenza dovesse consolidarsi, il problema rischia di espandersi coinvolgendo tutto il sistema organizzativo, industriale e sociale”, commenta Anna Vaccarelli, presidente di Clusit. "Le analisi dei dati da parte di Clusit, a livello nazionale e globale, mettono in evidenza un marcato squilibrio tra la crescente capacità offensiva degli attaccanti e l’efficacia delle contromisure, purtroppo sempre più a vantaggio degli attaccanti. La difficoltà crescente nel difendersi porta a un aumento significativo dei rischi e, se questa tendenza dovesse consolidarsi, il problema rischia di espandersi coinvolgendo tutto il sistema organizzativo, industriale e sociale”.











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106 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoNel primo semestre dell’anno, l’Italia ha registrato il 10% degli incidenti informatici globali, con una crescita del 13%. Solo il 40% è classificato come “critico” o “elevato”, anche grazie alla prevalenza di attacchi DDoS attribuiti a hacktivisti. I settori più colpiti sono quello governativo/militare e quello dei trasporti
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Questi sono i russi? https://m.youtube.com/watch?v=blMM1Cf8F_I
Esattamente. E noi ce la siamo bevuta allegramente.
Non è una novità, sono decenni che circolano le "versioni russe" dei fatti in Italia anche se non ce ne siamo accorti.
Sti propagandisti russi... già allora erano all'opera per diffondere disinformazione nel nostro paese.
Ora, Immagina quante altre balle ci beviamo tutti i giorni.
Sono al lavoro almeno dagli anni '50 e hanno fatto un ottimo lavoro.
Guarda, la propanda per definizione è un martellamento costante senza mai cambiare tono, senza mai lasciare spazio al dubbio e senza mai smettere di ripetere lo stesso concetto, fino a renderlo percepito come verità.
Un servizio sporadico del Tg2 in tempi non sospetti, ben 6 anni prima dell'invasione se lo consideri propaganda alzo le mani...
Ma come dici evidentemente i russi erano lungimiranti e si portavano avanti con il lavoro
Un servizio sporadico del Tg2 in tempi non sospetti, ben 6 anni prima dell'invasione se lo consideri propaganda alzo le mani...
Ma come dici evidentemente i russi erano lungimiranti e si portavano avanti con il lavoro
Forse quella spiccia e visibile. La propaganda sovietica prima e oggi quella russa si è sempre mossa verso la sovversione ideologica e ha sempre cominciato dal mondo dell'informazione, dagli intellettuali e dai cattedratici in modo molto più strisciante.
Lo ha spiegato benissimo Bezemov quando ha parlato di un processo lungo 25-30 anni.
Ma poi l'aggressioen all'Ucraina è inziata nel 2014 con la Crimea. Non sei sempre tu che lo dici?
Che fai ora la postdati al 2022?
Nel primo semestre dell’anno, l’Italia ha registrato il 10% degli incidenti informatici globali, con una crescita del 13%. Solo il 40% è classificato come “critico” o “elevato”, anche grazie alla prevalenza di attacchi DDoS attribuiti a hacktivisti. I settori più colpiti sono quello governativo/militare e quello dei trasporti
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i russi hanno inondato i social (tiktok fb e compagnia) di miliardi di post compiacenti, video vari, spesso al limite del ridicolo - per non parlare dei vari prezzolati che pagano profumatamente (qualcuno ha detto 49 mil di salvini?)
l'ultimo grido è: venite ad abitare in russia (si vede che sono a corto di corpi da uccidere al fronte)
il livello è simile alle ultime dichiarazioni del ministro esteri russo: crollerete come la torre dei conti, guardate italiani dove vanno le vostre tasse
ovviamente pensano che gli italiani siano come i russi: una massa di bovini abituati da secoli alla dittatura, grazie a dio siamo (leggermente) meglio..ma nn dobbiamo abbassare la guardia
chiaro che questo continuo bombardamento al solito influisce sulle valutazioni dellle persone piu influenzabili (ignoranti, anziani, giovanissimi etc.)...al solito solo la cultura, lo studio, la riflessione puo salvarci dalla prpaganda piu o meno becera
Sto parlando di Ucraini e non di Russi emigrati.
Tutto è cominciato decine e decine di anni fa,quando dalla Russia centrale hanno cominciato a emigrare una cospicua parte di russi,si sono insediati "pacificamente" e poi dopo una decina di anni hanno cominciato a fare casini e a litigare con gli ucraini autoctoni.
Non è la prima volta che la Russia fa così,prima si insidia e poi conquista.
Hanno fatto la stessa cosa con i Tatari nel 44 ma ci sono fatti storici praticamente uguali sempre riguardanti la Russia.
Stanno facendo la stessa cosa anche in altri stati dell' est.
Con la scusa che sono russofoni (una mia cara amica mi dice sempre che è una ucraina che parla russo ma è ucraina e non russa e sottolinea che è ucraina,il russo lo parla perché le è stato imposto a scuola a Karkiv) i russi vanno e pretendono il territorio,celebre la frase "dovunque un soldato russo posa il suo scarpone e da considerarsi territorio russo" quindi,quella volta che sono venuti in Italia con la scusa del COVID,dovremmo considerare l'Italia russa?
Anche gli israeliani hanno usato lo stesso metodo per erodere i territori ma di situazioni così in giro per il mondo ce ne sono tante.
Cosa fareste voi se i Greci, cominciassero a trasferirsi in Sicilia, Calabria e Puglia con la scusa del lavoro e dopo aver raggiunto quota 30% della popolazione, cominciassero a fomentare odio,disprezzo,violenza e cominciassero a dire: qui non è italia,qui grecia.
Se pure gli storici russi hanno dato contro a Putin,il quale li ha messi a tacere,dove pensiate sia la verità?
Andate a riguardarvi gli articoli di qualche anno fa,gli storici russi sono stati tutti messi a tacere perché Putin stava dicendo grandi cavolate pur di scusare l'invasione.
Non vuole la Nato ai confini non perché ha paura di essere attaccato da Usa e Europa,non vuole la Nato perché il piano di rifare la nuova URSS non potrebbe essere messo in atto e con il tempo ci riusciranno se non diamo un messaggio chiaro e forte.
Chiedete a un Bulgaro,un Rumeno,un Polacco o altri dell' est se sono felici di ritornare sotto il dominio russo,non hanno visto l'ora dopo la caduta del muro di Berlino e la caduta dell' Urss di essere liberi.
Il mondo si è dimenticato degli omicidi e degli stupri dei russi nelle ex repubbliche sovietiche perpretati dai soldati russi che venivano giù per sedare la voglia di libertà delle persone.
Ci sono vecchi documentari sull'accaduto,che mi piacerebbe che li riproponessero,gente torturata o stuprata che scampò alla morte,gente che ha una certa età e che solo a sentire la parola russo gli sale un istinto omicida.
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