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Quando BitLocker non basta: HP TPM Guard protegge dagli attacchi fisici

di pubblicata il , alle 12:41 nel canale Security Quando BitLocker non basta: HP TPM Guard protegge dagli attacchi fisici

BitLocker, da solo, non è più sufficiente per fermare i criminali. HP ha recentemente presentato TPM Guard, una funzionalità che esclude i principali attacchi

 

BitLocker non basta più. Questa è la conclusione a cui giunge HP, che ha per questo recentemente annunciato TPM Guard come funzionalità inclusa sui suoi dispositivi per prevenire una nuova tipologia di attacchi molto sofisticati che rendono la funzionalità di Windows di fatto inutile.

HP TPM Guard risolve una vulnerabilità di BitLocker

BitLocker è nato come soluzione per proteggere i dati dagli attacchi fisici: l'intera partizione è cifrata e i dati sono quindi completamente inaccessibili, anche qualora si estraesse il disco e lo s'inserisse in un altro computer per aggirare la necessità della password di Windows.

Avere accesso ai dispositivi e ai dati in essi contenuti è particolarmente d'interesse per i criminali, dato che spesso ciò consente di avere accesso a informazioni riservate o ad applicazioni interne, con la possibilità di entrare nelle reti aziendali e insediarvisi. Rubare un portatile è dunque una soluzione (relativamente) facile per accedere a un dispositivo senza dover penetrare le difese informatiche, e BitLocker è pensato per fermare questo genere di attacco.

Il problema è, come evidenzia HP, che l'architettura stessa ha delle vulnerabilità. Una tecnica nota come "TPM bus snooping" ("sbirciata nel bus del TPM") consente infatti d'intercettare le comunicazioni tra la CPU e il TPM, il modulo di sicurezza che gestisce le chiavi crittografiche tra cui anche quella di BitLocker. La comunicazione tra CPU e TPM non è infatti cifrata e ciò consente a criminali con la giusta attrezzatura (dal costo piuttosto ridotto di appena 20 dollari) di frapporsi tra i due per intercettare le chiavi di BitLocker e avere, dunque, accesso illimitato ai dati. Dal momento che si tratta di un problema hardware, non basta aggiornare il software.

Questo genere di attacchi cambia totalmente le carte in gioco, nel senso che le aziende che devono proteggere i dati custoditi in locale sui dispositivi non possono più contare su BitLocker come misura protettiva. Non si tratta di una novità: nella Storia abbiamo visto il rincorrersi costante di difese e armi, passando dalle palizzate ai castelli e dalle frecce ai cannoni. Per fare un paragone, è come se BitLocker fosse un castello medioevale in cui si può, però, arrivare al portone indisturbati. TPM Guard è dunque l'analogo del ponte levatoio.

TPM Guard cifra infatti i dati che passano tra la CPU e il TPM, così da prevenire attacchi di snooping. Non solo: il TPM stesso è cifrato ed è legato allo specifico dispositivo, il che fa sì che non sia possibile estrarlo e leggerne i contenuti su un altro dispositivo.

HP ha presentato TPM Guard a Imagine 2026 e intende includerlo su tutti i PC presentati a partire da quest'anno, così da garantire la sicurezza dei dati. Almeno fino a che non si scoprirà un nuovo attacco che renderà vane le difese attuali.

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