Western Digital integra la crittografia post-quantistica nei dischi per data center
di Riccardo Robecchi pubblicata il 21 Maggio 2026, alle 17:21 nel canale Security
La crittografia post-quantistica comincia a diffondersi e lo fa anche dove non ce lo si aspetterebbe: Western Digital ha infatti presentato nuovi modelli di hard disk dotati dei nuovi sistemi crittografici per proteggere l'integrità dei firmware
L'arrivo di computer quantistici in grado di effettuare calcoli complessi e con applicazioni reali avrà molti aspetti positivi, ma inciderà anche negativamente sulla crittografia a chiave pubblica attualmente in uso, che non sarà più efficace. Un ambito su cui ci si sofferma poco è quello delle firme digitali, che consentono di autenticare molteplici elementi, dai documenti fino al firmware dei dispositivi. Proprio quest'ultimo aspetto è quello su cui si è concentrata Western Digital, che ha annunciato il lancio dei primi hard disk con crittografia post-quantistica per certificare che il firmware non sia stato corrotto.
La crittografia post-quantistica arriva sugli HDD di Western Digital

Western Digital ha annunciato che la nuova linea di dischi Ultrastar UltraSMR, caratterizzati dall'impiego della tecnologia SMR e destinati ai data center, sarà la prima a essere dotata di cifrari post-quantistici per certificare che il firmware in esecuzione sui dischi non sia stato compromesso.
Attualmente i sistemi si basano, infatti, su quella che è chiamata in inglese hardware root of trust, ovvero "radice hardware della fiducia": in altri termini, il sistema si "fida" del fatto che il firmware non sia stato compromesso (e, a catena, che le verifiche che esegue siano valide) perché c'è una componente hardware immodificabile che certifica che le componenti di base siano valide.
Per fare ciò, viene usata una firma digitale. Come per la crittografia a chiave pubblica, sono presenti due componenti: una chiave privata, che viene usata per cifrare (e, quindi, "firmare") il firmware e fornire dunque la "radice" di cui sopra, e una chiave pubblica, che viene usata per la decifrazione (e, quindi, verificare la validità della firma). Nel momento in cui i computer quantistici saranno sufficientemente potenti, però, tale sistema verrà rotto dal fatto che sarà possibile trovare relativamente facilmente la chiave privata e, dunque, firmare anche firmware compromessi.
L'uso da parte di Western Digital della crittografia post-quantistica evita che ciò sia possibile, perché usa algoritmi di cifratura che non hanno le stesse debolezze dei cifrari usati finora.
"Mentre i dati per l'IA si accumulano e diventano più preziosi e longevi, renderli sicuri per il futuro non è più un'opzione. Il calcolo quantistico rappresenta una delle più significative transizioni tecnologiche del nostro tempo, e sta avanzando più velocemente di quanto molte organizzazioni si aspettassero. L'architettura di sicurezza che ha protetto l'archiviazione delle imprese per più di un decennio dovrà evolversi", ha affermato Xiaodong Che, Chief Technology Officer e Senior Vice President presso WD. "Integrare la crittografia post-quantistica nei nostri dischi Ultrastar di classe enterprise è parte del nostro impegno ad aiutare i clienti a rimanere un passo avanti rispetto alle minacce che sono già presenti come attacchi HNDL ["harvest now, decrypt later": attacchi in cui i dati vengono raccolti ora, con l'intenzione di decifrarli una volta che saranno disponibili dispositivi sufficientemente potenti, NdR]. Allineandoci con gli standard del NIST e della CNSA 2.0 oggi, aiutiamo le imprese a costruire un percorso chiaro e a basso attrito verso un'infrastruttura di archiviazione a prova di computer quantistico."











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