Ci sono meno incubatori e acceleratori in Italia, ma sono più specializzati: il nuovo rapporto di SIM e Politecnico di Torino

di pubblicata il , alle 12:01 nel canale Startup Ci sono meno incubatori e acceleratori in Italia, ma sono più specializzati: il nuovo rapporto di SIM e Politecnico di Torino

SIM e il Politecnico diTorino hanno presentato il nuovo rapporto su acceleratori e incubatori italiani, da cui emerge che ne è diminuito il numero, ma che non sembra esserci una crisi del settore, ma una sua ridefinizione e un consolidamento

 

Ci sono meno acceleratori e incubatori in Italia, ma non è detto che sia necessariamente una cattiva notizia. Questo è il sunto brevissimo dell'ultimo rapporto su incubatori e acceleratori compilato da SIM (Social Innovation Monitor) e Politecnico di Torino, con la collaborazione di InnovUp, associazione che riunisce e rappresenta la filiera dell'innovazione in Italia. Il rapporto si riferisce al 2024 e getta luce sul settore delle startup dal punto di vista delle realtà che consentono loro di crescere e prosperare.

Meno acceleratori e incubatori, ma maggiore specializzazione

Secondo il rapporto, ci sono 203 acceleratori e incubatori in Italia, con un totale di 2.300 dipendenti (per una media, dunque, di circa 11 dipendenti ciascuno). La maggior parte opera nel Nord-Ovest e in particolare in Lombardia (45), seguita da Lazio (22), Emilia-Romagna (21), Campania (17) e Toscana (16).

Rispetto all'anno scorso c'è una contrazione superiore al 10% nel numero di realtà, ma questo segnale apparentemente negativo potrebbe, in realtà, nascondere una maggiore specializzazione e un consolidamento del settore, come spiega il professor Paolo Landoni, direttore della ricerca: "tra le cause principali spiccano le fusioni societarie, il pivoting verso modelli come i Venture Studio e la conclusione di progetti temporanei o non più sostenibili in un mercato sempre più competitivo. In generale, pur rimanendo una serie di criticità e limiti del nostro ecosistema, la contrazione sembra indicare una ridefinizione e una specializzazione più che una crisi."

I servizi erogati dagli incubatori sono principalmente l'accompagnamento manageriale, il supporto allo sviluppo di relazioni e quello alla ricerca di finanziamenti, nonché l'accesso a spazi fisici e la formazione imprenditoriale e manageriale. La ricerca ha inoltre analizzato, per la prima volta, quali siano i servizi richiesti dagli incubatori stessi; secondo Stefano Richeri, vicedirettore della ricerca, "abbiamo rilevato che oltre il 93% delle strutture delega attività importanti a fornitori esterni, spaziando dai servizi professionali alla gestione operativa di pulizie e catering. Un segnale significativo è che oltre il 63% di questi soggetti seleziona i propri partner in base all’impatto sociale e ambientale."

Proprio a questo riguardo, quasi il 50% di incubatori e acceleratori supporta organizzazioni con un alto impatto sociale e ambientale. Sono più di 5.000 le startup incubate o accelerate (un numero in linea con quello dell'anno precedente), con un fatturato complessivo superiore ai 600 milioni di euro; il numero medio di dipendenti di queste realtà è passato da 7 a 4, per un totale di oltre 20.300 persone.

Interessante è il dato per cui l'85% di acceleratori e incubatori svolge anche attività non direttamente collegate a quelle d'incubazione e accelerazione, per quanto siano a esse collaterali: spiccano la partecipazione a progetti e bandi, la gestione e la promozione di eventi, la consulenza (a pagamento) per enti pubblici, PMI e grandi imprese, nonché le attività di scouting e di open innovation per le grandi aziende.

Da ultimo, l'ecosistema degli incubatori sembra aver raggiunto la parità di genere in quanto a numero d'impiegati: il cambiamento è significativo, poiché negli anni precedenti la componente femminile si fermava a poco più di un terzo.

Giorgio Ciron, direttore di InnovUp, ha dichiarato: "In Italia, gli incubatori e acceleratori continuano a essere attori fondamentali per il rafforzamento e la crescita della filiera innovativa del nostro Paese. I dati del report evidenziano come la contrazione degli incubatori rifletta una specializzazione verso aggregazioni e modelli più efficienti, senza crisi ma con un rafforzamento dell'impatto economico e sociale. Come InnovUp reputiamo che sia essenziale che le politiche supportino questa evoluzione, ampliando certificazioni - come con l'introduzione degli acceleratori certificati di cui attendiamo i primi dati con interesse - e incentivi - a partire dal credito d'imposta dell'8% per investimenti diretti e indiretti in startup, recentemente introdotto e che andrebbe reso strutturale - per favorire la competitività del settore innovativo e la creazione di posti di lavoro altamente qualificati nel Paese."

Il rapporto completo è disponibile a questo indirizzo.

0 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
^