Deep Tech Revolution: le cinque startup che lavoreranno nei laboratori di Area Science Park
di Vittorio Manti pubblicata il 16 Marzo 2026, alle 17:13 nel canale Startup
Dalla chirurgia robotica non invasiva ai supercondensatori per veicoli elettrici, dalle comunicazioni ottiche satellitari agli alimentatori per la fusione nucleare: i cinque progetti selezionati dal programma di Area Science Park raccontano cosa faranno nei prossimi dodici mesi
Abbiamo incontrato le cinque startup vincitrici di Deep Tech Revolution durante la giornata di kick-off a Trieste, negli spazi di Area Science Park. Il programma, di cui abbiamo già raccontato il modello e la visione nell'intervista a Roberto Pillon, assegna complessivamente un milione di euro a cinque progetti di impresa deep tech: metà in finanziamento diretto, metà in accesso a infrastrutture di ricerca che normalmente restano fuori dalla portata di una startup nelle fasi iniziali, dal sincrotrone Elettra ai laboratori di genomica, microscopia elettronica e High Performance Computing. Le candidature arrivate da tutta Italia sono state quasi duecento, i progetti finalizzati ottanta, le startup selezionate cinque. Ciascuna avrà dodici mesi per sviluppare il proprio progetto lavorando fianco a fianco con i ricercatori dell'ente.
Soundsafe Care: ultrasuoni e robotica per la chirurgia senza incisioni
Soundsafe Care è uno spin-off della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, fondato nel 2023 da Andrea Mariani e Laura Morchi, entrambi con un dottorato in biorobotica. Il dispositivo che hanno sviluppato, ØSCAR, combina ultrasuoni focalizzati e robotica per eseguire trattamenti chirurgici totalmente dall'esterno del corpo del paziente, senza incisioni e senza radiazioni ionizzanti. "Utilizziamo gli ultrasuoni per generare un effetto localizzato all'interno del corpo del paziente, ma agendo totalmente dall'esterno", spiega Mariani. "La robotica serve a direzionare il fascio con estrema precisione verso il bersaglio da trattare".
Il dispositivo è già certificato per la medicina veterinaria, una scelta strategica legata alle barriere regolatorie più snelle, e il team ha partnership con Dosa Robotics, Esaote e Nvidia nei tre ambiti chiave della tecnologia: robotica, imaging ecografico e intelligenza artificiale. Il progetto finanziato da Deep Tech Revolution, ØSCAR 2.0, punta a un salto tecnologico specifico: passare dall'ablazione termica a quella meccanica, sfruttando il fenomeno della cavitazione. Il vantaggio è una velocità di trattamento più alta e un miglior monitoraggio in tempo reale. Per questo percorso i laboratori di Area Science Park sono funzionali in tre direzioni: la caratterizzazione chimica e fenotipica tramite la spettroscopia del sincrotrone Elettra per validare gli effetti biologici del nuovo principio terapeutico, il supercalcolo HPC per le simulazioni multifisiche necessarie al design del dispositivo, e l'analisi brevettuale e di mercato per costruire la strategia regolatoria e di accesso al mercato.

Yeastime: accelerare la fermentazione con gli ultrasuoni
Yeastime, fondata a Roma nel 2021 da Pierfrancesco Mazzolini e altri quattro cofondatori, sviluppa una tecnologia a ultrasuoni a bassa potenza per accelerare i processi fermentativi fino al 30%. Il principio è la bioacustica: frequenze specifiche attivano i meccanorecettori sulla membrana cellulare dei microrganismi, facilitandone l'attività metabolica durante la fermentazione. La startup ha già un prodotto certificato per l'industria brassicola, il sistema Efesto, con quattro clienti attivi in Italia. Ha raccolto oltre 1,4 milioni di euro, con Farming Future (fondo CDP) come investitore principale, e collabora con Lesaffre, il più grande produttore di lieviti al mondo, su applicazioni che vanno dalla panificazione alla nutraceutica.
Il progetto finanziato da Deep Tech Revolution punta a portare la tecnologia sul mercato delle microalghe. "Durante gli ultimi tre anni abbiamo già ottenuto risultati in scala laboratorio, con un incremento del 25% nella resa di biomassa", racconta Mazzolini. "L'obiettivo ora è validare quei risultati su scala pilota". Il percorso prevede test con partner in Olanda e l'utilizzo dei laboratori di Area Science Park per analisi genomiche ed epigenomiche, microscopia a forza atomica e dicroismo circolare, in modo da comprendere nel dettaglio l'effetto degli ultrasuoni sui ceppi di microalghe selezionati.
Novac: supercondensatori strutturali per l'automotive e oltre
Novac, fondata a Modena nel 2020, produce supercondensatori, accumulatori di energia con caratteristiche complementari alle batterie. Il CEO Matteo Bertocchi usa una metafora per spiegare la differenza: "Le batterie sono maratoneti, tanta energia per lungo tempo. I supercondensatori sono centometristi, poca energia ma tantissima potenza". Accoppiati alle batterie, i supercondensatori si prendono carico dei picchi di potenza, allungando la vita del pacco batteria e riducendo il surriscaldamento. La startup ha raccolto 4,6 milioni di euro in tre round di venture capital e sta passando dalla fase di R&D alla linea pilota: dalle 20 celle al giorno attuali, il nuovo impianto in fase di assemblaggio porterà la capacità a 200.
L'elemento distintivo di Novac è il formato pouch delle celle, bustine piatte che dimezzano l'ingombro rispetto ai cilindri tradizionali e possono essere modellate e integrate in superfici in fibra di carbonio, sfruttando volumi del veicolo altrimenti inutilizzati. "Non occupiamo spazio all'interno del veicolo, sfruttiamo una superficie già esistente per accumulare energia", spiega Bertocchi. "È qualcosa che con una batteria non si potrebbe fare". Il progetto SCARF, finanziato da Deep Tech Revolution, si concentra sulla caratterizzazione dei materiali nella transizione dalla scala laboratorio alla produzione: microscopia a forza atomica e microscopia elettronica per analizzare la microstruttura degli elettrodi, capire i meccanismi di degradazione e validare il processo produttivo, oltre all'analisi brevettuale per decidere la strategia di protezione della proprietà intellettuale.
Magnetic Future: alimentatori superconduttivi per la fusione e lo spazio
Magnetic Future è uno spin-off dell'Università di Bologna e dell'Università Mercatorum, fondato da Giacomo Russo e un team di ricercatori con anni di esperienza nella superconduttività applicata. La startup sviluppa flux pump, alimentatori superconduttivi senza contatti elettrici diretti, pensati per sostituire gli alimentatori tradizionali dei magneti superconduttori. Il problema che affrontano è poco noto fuori dagli ambienti specialistici ma ha un impatto enorme: i magneti superconduttori, indispensabili per la risonanza magnetica, la fusione nucleare e diverse applicazioni spaziali, devono restare sempre accesi, e farlo con gli alimentatori convenzionali costa moltissima energia. "Per la fusione stimiamo un risparmio anche del 99%", spiega Russo. "Per la risonanza magnetica e le applicazioni spaziali, una riduzione da due a otto volte, che nel caso dello spazio è semplicemente abilitante".
Il progetto SuperSwitch, finanziato da Deep Tech Revolution, punta a realizzare il primo prototipo di taglia rilevante del componente centrale della tecnologia, l'interruttore superconduttivo. Per la progettazione servono simulazioni numeriche agli elementi finiti particolarmente intense, da qui la richiesta di accesso all'infrastruttura HPC di Area Science Park. L'altro fronte è la proprietà intellettuale: la letteratura brevettuale sulle flux pump è ampia, con brevetti che risalgono agli anni Sessanta, e mappare il panorama è essenziale per costruire una strategia solida di freedom to operate.

SatEnlight: vortici ottici per le comunicazioni satellitari
SatEnlight, fondata a Milano nel 2025 come spin-off dell'Università degli Studi di Milano, sviluppa una tecnologia brevettata per le comunicazioni ottiche basata sul momento angolare orbitale della luce: fasci laser che mentre si propagano generano un'elica, i cosiddetti vortici ottici. Vortici diversi sono ortogonali tra loro, il che significa che è possibile sovrapporre più canali di dati sullo stesso collegamento ottico, moltiplicando la capacità di trasmissione. "La nostra tecnologia è integrabile con i terminali ottici già esistenti", spiega il CEO Matteo Vismara. "Questo è un punto chiave per l'adozione da parte del mercato".
La startup ha chiuso un round da quasi un milione di euro a fine 2025, con Galaxia (polo di trasferimento tecnologico aerospaziale di CDP Venture Capital) tra gli investitori, e ha firmato tre lettere di intenti con operatori del settore satellitare. La tecnologia oggi è a TRL 4, con un test a 3,5 chilometri completato di recente a Milano. L'obiettivo con Deep Tech Revolution è portarla a TRL 7 per le applicazioni spaziali, il che corrisponderebbe a TRL 9 per le telecomunicazioni terrestri. Il contributo dei laboratori di Area Science Park si concentra sull'HPC per simulare la propagazione dei fasci in atmosfera turbolenta e sull'analisi brevettuale per consolidare la strategia di proprietà intellettuale in vista di una nuova domanda di brevetto sul design finale del ricevitore.











DJI Osmo Pocket 4: la gimbal camera tascabile cresce e ha nuovi controlli fisici
Sony INZONE H6 Air: il primo headset open-back di Sony per giocatori
Nutanix cambia pelle: dall’iperconvergenza alla piattaforma full stack per cloud ibrido e IA
La NASA ha confermato il supporto per il rover marziano ESA Rosalind Franklin fornendo componenti essenziali
Sierra Space ha completato il test acustico dello spazioplano Dream Chaser Tenacity
Ryzen 7 5800X3D pronto a tornare sul mercato? AMD potrebbe usarlo come arma vincente contro la crisi








0 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoDevi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".