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NextGO Epi punta a usare l'ossido di gallio per portare la ricarica dei veicoli elettrici a soli 10 minuti

di pubblicata il , alle 15:11 nel canale Startup NextGO Epi punta a usare l'ossido di gallio per portare la ricarica dei veicoli elettrici a soli 10 minuti

Una startup berlinese ha raccolto 2 milioni di euro con l'obiettivo di produrre chip in ossido di gallio destinati alla gestione dell'alimentazione, con l'obiettivo di migliorare le prestazioni di ricarica dei veicoli elettrici (e altro ancora)

 

Quando si parla di semiconduttori, normalmente ci si riferisce al silicio, ma non è l'unico elemento della tavola periodica a essere impiegato: negli ultimi anni hanno infatti guadagnato molta visibilità anche i semiconduttori basati sul gallio, impiegati in particolare in alimentatori e altri dispositivi per la gestione dell'energia. NextGO Epi è una startup berlinese che è focalizzata sullo sviluppo di chip in ossido di gallio (Ga₂O₃) per le auto elettriche, e ha appena raccolto 2 milioni di euro.

NextGO Epi raccoglie 2 milioni di euro per i chip in ossido di gallio

Uno dei principali limiti delle auto elettriche odierne è che, nonostante le potenze molto elevate, impiegano molto tempo per la ricarica. NextGO Epi intende cambiare questo stato di fatto usando chip basati sull'ossido di gallio, che possiede un gap di tensione molto più ampio e consentirebbe, in teoria, di gestire potenze molto più elevate, con il risultato che la ricarica di un veicolo elettrico potrebbe avvenire in appena 10 minuti.

L'ossido di gallio è circa 10 volte più efficiente del carburo di silicio, può gestire una densità di tensione sei volte più alta e può essere prodotto a un quarto del prezzo. È dunque particolarmente promettente come materiale da impiegare per le stazioni di ricarica, per gli inverter da impiegare nella produzione tramite fonti rinnovabili, per i data center destinati all'IA e per i sistemi di rilevamento dei missili.

NextGO Epi intende produrre i suoi chip su wafer da 100 mm, molto più piccoli rispetto a quelli da 300 mm usati ormai come standard nel mondo del silicio. Secondo la startup, si tratta di una dimensione sufficiente a produrre chip per le esigenze di tutta Europa.

Aziende come NextGO Epi sono parte della spinta che l'Unione Europea sta cercando di dare al proprio mercato per lo sviluppo di tecnologie e filiere locali, che la mettano al riparo dalla volatilità internazionale cui abbiamo assistito negli ultimi anni.

2 Commenti
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Ago7215 Luglio 2026, 15:53 #1
Non capisco, credevo che il collo di bottiglia nella velocità di ricarica fosse l'accumulo (batteria), che si degrada molto per via dello stress meccanico, e non nell'inverter.
alien32115 Luglio 2026, 21:53 #2
Originariamente inviato da: Ago72
Non capisco, credevo che il collo di bottiglia nella velocità di ricarica fosse l'accumulo (batteria), che si degrada molto per via dello stress meccanico, e non nell'inverter.


Mi spiace deluderti ma non è nemmeno il problema maggiore, il problema
principale è la POTENZE, facciamo un ipotesi:

Riusciamo ad avere un auto con 200Kwh di energia per fare i nostri 800Km veri con AC e velocità decoroso anche in autostrada.

Se dopo 400Km devi fare una ricarica e vuoi farla in un tempo onesto che potenza deve avere la colonnina? Si 1MW di potenza, capisci che gestire quella potenza è tutto tranne che facile

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