Huawei5G per le aziendeIntelligenza Artificiale

Huawei presenta gli agenti di IA per le reti di telecomunicazione. E parla anche di 5G-Advanced

di pubblicata il , alle 15:11 nel canale TLC e Mobile Huawei presenta gli agenti di IA per le reti di telecomunicazione. E parla anche di 5G-Advanced

Al Mobile World Congress 2026, Huawei ha parlato di agenti d'intelligenza artificiale per le reti degli operatori di telecomunicazioni, ma non solo: c'era anche il 5G-Advanced, un salto tecnico che promette di mantenere le promesse del 5G

 

Gli agenti d'intelligenza artificiale sono diventati il centro attorno a cui ruota la maggior parte dei discorsi sull'innovazione, ma spesso il loro impiego è limitato all'ambito dei privati e di quello delle applicazioni aziendali. Huawei ha annunciato al Mobile World Congress 2026 A2A-T, uno standard di comunicazione aperto per gli agenti nel campo delle telecomunicazioni. Ma non è tutto qui: ci sono anche novità per quanto riguarda il 5G-Advanced.

Gli agenti di IA per le telecomunicazioni secondo Huawei

Lo standard A2A-T è pensato per consentire agli agenti di IA di comunicare efficientemente e di avere un riferimento per l'implementazione che la facilita e velocizza. Proprio per favorire ciò, Huawei lo ha proposto come standard aperto con un'implementazione di riferimento open source, che include l'SDK, il "registry center" per autenticare gli agenti e gestirne le competenze, e il centro per l'orchestrazione per gestire in maniera low/no-code la collaborazione tra gli agenti. Huawei afferma che "se gli standard definiscono la direzione, l’open source rappresenta lo strumento più efficace per garantire interoperabilità su larga scala e innovazione rapida."

È in questo contesto che va a inserirsi Agentic Core, soluzione che sfrutta tre motori d'intelligenza artificiale per gestire crescita del traffico, requisiti differenziati e opportunità di monetizzazione. Il primo motore è NE Intelligence, che consente di gestire le identità digitali degli agenti di IA e introduce meccanismi di registrazione e rilevamento delle sessioni A2A; Network Intelligence consente di allocare dinamicamente le risorse delle reti per offrire esperienze personalizzate; Service Intelligence consente agli operatori di differenziare l'offerta con servizi che sfruttano la potenza di calcolo della rete stessa.

La stessa infrastruttura rete diventa infatti, secondo Huawei, fonte di potenza di calcolo che può essere usata per svariati compiti, inclusa l'ottimizzazione della rete stessa: per questo l'azienda ha presentato un Framework AI-Native che punta a usare l'IA per automatizzare completamente molti aspetti della gestione della rete, così da offrire un servizio di qualità migliore.

Verso il 5G-Advanced, il 5G che ci avevano promesso

L'ultimo punto presentato da Huawei è forse quello tecnicamente più interessante. L'azienda ha infatti presentato una nuova architettura della rete di backhaul, ovvero la rete che porta il segnale alle torri radio dalla rete core. La nuova architettura va a inserirsi nel contesto dello sviluppo di quello che Huawei chiama 5G-Advanced, che avevamo incontrato già nel 2024, il cui arrivo dà l'opportunità di cambiare il modello su tutti i fronti, a partire da quello tecnico: con la nuova architettura, la rete di backhaul passa da un modello "best effort", in cui non sono garantite le caratteristiche della rete, a uno invece in cui c'è una garanzia deterministica con SLA precisi. Anziché offrire connessioni "fino a 100 Mbps con un minimo di 10 ms di latenza", ad esempio, gli operatori potranno ora offrire connessioni con esattamente 100 Mbps di banda e 10 ms di latenza in qualunque condizione.

Per quanto possa apparire come un dettaglio tecnico, si tratta di un cambiamento estremamente rilevante, perché consente agli operatori di offrire garanzie prima difficilmente ottenibili, il che a sua volta consente di usare la rete per servizi "mission critical" che prima richiedevano connessioni cablate. Secondo Huawei, la nuova rete consentirà di raggiungere fino a 10 Gbps via radio, nonché di offrire esperienze differenziate ai clienti in base alle loro esigenze. Ciò aprirà anche a nuove opportunità di monetizzazione, che gli operatori cercano da tempo per ripagare gli ingenti investimenti necessari per realizzare le reti 5G e acquistare le licenze per le frequenze radio.

In altri termini, il 5G-Advanced con la nuova rete di backhaul sviluppata da Huawei è quello che il 5G avrebbe dovuto essere sin dal principio, ma la cui realizzazione ha cominciato solo recentemente a vedersi (complice anche la lentezza di pressoché tutti gli operatori nell'implementare le reti 5G standalone, che sono quelle che consentono d'impiegare le novità del 5G al di là del semplice aumento di banda). La diffusione delle reti 5G standalone sarà la base con cui poi gli operatori potranno mettere in opera anche il 5G-Advanced e cogliere tutti i frutti delle reti di nuova generazione. Vedremo se questa sarà la volta buona.

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