Nokia al MWC 2026: l'IA entra nella rete e la rete diventa piattaforma per l'IA
di Vittorio Manti pubblicata il 17 Marzo 2026, alle 09:01 nel canale TLC e Mobile
Al Mobile World Congress di Barcellona, Nokia ha mostrato una strategia su tre livelli: intelligenza artificiale dentro la rete, sopra la rete e come collante di un ecosistema che include anche il concorrente Ericsson. Edge9 ha visitato lo stand per vedere alcune delle demo dal vivo
Che l’intelligenza artificiale sia stato il tema dominante del Mobile World Congress 2026 non è una sorpresa. La novità, semmai, è il modo in cui i fornitori di infrastrutture di rete stanno metabolizzando il fenomeno: non più come semplice strumento di ottimizzazione interna, ma come forza che ridefinisce la natura stessa del traffico e, di conseguenza, l’architettura delle reti.
Nokia ha portato a Barcellona una narrazione coerente, costruita su un doppio binario: da un lato, le applicazioni di IA genereranno un traffico di rete sempre più massiccio e imprevedibile; dall’altro, l’IA stessa entrerà nelle reti per aiutare a gestire questa complessità. Un circolo che, nelle intenzioni del gruppo finlandese, per diventare virtuoso richiede un ecosistema aperto, impossibile da governare da soli. Lo stand Nokia in Hall 3 al MWC, visitato da Edge9, proponeva numerose demo dal vivo: tra quelle seguite dalla nostra redazione, tre in particolare traducevano questa visione in scenari concreti.
IA dentro la rete: dal gaming alla gestione autonoma
Il primo livello della strategia Nokia riguarda l’integrazione dell’intelligenza artificiale direttamente nell’infrastruttura radio. Il programma AI-RAN, sviluppato in partnership strategica con NVIDIA, ha raggiunto al MWC una fase di maturità significativa: BT, Elisa, NTT DOCOMO e Vodafone sono tra gli operatori che stanno testando l’accelerazione GPU sulla piattaforma NVIDIA AI Aerial, con l’obiettivo di far evolvere il 5G verso un 6G nativo per l’IA. Un traguardo tangibile: Indosat Ooredoo Hutchison e Nokia hanno completato la prima chiamata 5G su AI-RAN nel Sud-Est Asiatico.

Allo stand, una demo particolarmente efficace ha mostrato L4S (Low Loss, Low Latency, Scalable throughput), una tecnologia nata nei Nokia Bell Labs e adottata dallo IETF come standard internet. Utilizzando il gaming cloud di NVIDIA GeForce Now su una rete 5G live allestita dietro le quinte dello stand, la dimostrazione metteva a confronto due sessioni di gioco identiche: una con L4S attivo, l’altra senza. Quando un generatore di traffico sovraccaricava la cella, la sessione senza L4S mostrava stuttering evidente e caduta dei frame; quella con L4S restava fluida, perché un singolo bit nell’header dei pacchetti segnalava al server la congestione imminente, permettendogli di adattare il flusso in tempo reale. Il principio è elegante nella sua semplicità: la rete non pretende di sapere cosa sia meglio per il servizio, ma fornisce l’informazione perché client e server decidano autonomamente.
IA sopra la rete: servizi a velocità di business
Il secondo livello tocca ciò che accade sopra l’infrastruttura. La demo più articolata vista allo stand Nokia simulava lo scenario di una fan zone allestita per un grande evento sportivo: un operatore, a tre giorni dall’evento, riceve da uno sponsor la richiesta di attivare esperienze AR/VR per il pubblico. Tradizionalmente, un servizio del genere richiederebbe giorni di configurazione. Con il sistema di service design basato su IA e digital twin mostrato da Nokia, l’intento del cliente viene tradotto automaticamente in requisiti di rete (latenza, velocità uplink/downlink), il servizio viene progettato, testato in ambiente simulato e attivato in tempi drasticamente ridotti. Non solo: il sistema monitora in tempo reale la capacità residua e, se disponibile, propone all’operatore di offrire un upgrade al cliente, generando ricavi aggiuntivi. Non è uno scenario ipotetico: il cliente canadese Telus sta implementando un sistema analogo per le fan zone dei Mondiali 2026 a Vancouver.

In parallelo, Nokia ha annunciato l’espansione della piattaforma Network as Code, che espone le funzionalità di rete sotto forma di API utilizzabili da applicazioni e agenti IA. La collaborazione con Google Cloud porta le capacità di IA agentica di Gemini dentro la piattaforma, utilizzando il Model Context Protocol (MCP) e l’Agent Developer Kit di Google per creare workflow che traducono richieste in linguaggio naturale in configurazioni di rete. L’ecosistema Network as Code conta oggi oltre 75 partner, tra cui Deutsche Telekom, Orange, Rakuten, Telefoníca e Vodafone, che ha già siglato accordi commerciali per esporre le proprie API tramite la piattaforma Nokia in cinque mercati europei, a partire da servizi antifrode e identità digitale.
Anche i concorrenti diventano partner
Il terzo livello è forse il più significativo dal punto di vista strategico. Nokia ed Ericsson hanno annunciato al MWC una collaborazione che i comunicati stampa di entrambi definiscono storica: Ericsson entra nel marketplace SMO (Service Management and Orchestration) di Nokia, mentre Nokia entra nell’ecosistema rApp di Ericsson. L’obiettivo è accelerare il percorso verso le reti autonome di livello 4, rendendo le applicazioni di automazione interoperabili tra le piattaforme dei due vendor. Per gli operatori che gestiscono reti multi-vendor (cioè la quasi totalità), è un segnale rilevante: l’automazione intelligente della rete non può funzionare se resta confinata nel perimetro di un singolo fornitore.

Lo stand Nokia al MWC mostrava anche la nuova famiglia di radio Habrock, prodotti mid-band 5G che coprono l’intero spettro da 3,3 a 5 GHz con fino a 400 MHz di banda istantanea, il 30% più efficienti dal punto di vista energetico rispetto alla generazione precedente e con tempi di installazione ridotti del 70% grazie al kit di montaggio integrato. Un dettaglio apparentemente minore, ma che racconta molto della pressione concreta che gli operatori subiscono sul fronte dei costi operativi e dei consumi.
Il messaggio complessivo di Nokia a Barcellona è chiaro: la rete non è più solo il tubo attraverso cui passa il traffico, ma una piattaforma programmabile e intelligente. La sfida, ora, è dimostrare che questa visione regga alla scala e alla complessità delle reti reali. Le partnership annunciate al MWC, da Google Cloud a NVIDIA fino a Ericsson, suggeriscono l’importanza di continuare a far evolvere un ecosistema integrato nel settore delle telecomunicazioni.











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