Dynatrace: Il 99% delle imprese dispone di un ambiente multicloud

Dynatrace: Il 99% delle imprese dispone di un ambiente multicloud

L'azienda statunitense, specializzata in soluzioni di software intelligence, ha condotto un’indagine globale sullle sfide che le organizzazioni devono affrontare quando si affidano a un'architettura multicloud

di pubblicata il , alle 16:21 nel canale Cloud
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Dynatrace, azienda specializza in soluzioni di software intelligence, ha commissionato a Coleman Parkes un’indagine globale su 1.300 CIO e professionisti coinvolti nella gestione delle infrastrutture IT: il campione includeva 200 intervistati negli Stati Uniti, 100 in America Latina, 600 in Europa, 250 in Asia Pacifico e 150 in Medio Oriente. Il rapporto 2022, intitolato “Il passaggio agli ambienti multicloud ha infranto gli approcci tradizionali al monitoraggio dell'infrastruttura”, analizza le sfide che le imprese devono affrontare quando scelgono architetture multicloud per ottenere l’agilità e la scalabilità necessarie per stare al passo con il ritmo della trasformazione digitale. 

Per l’81% delle aziende l’utilizzo di Kubernetes ha reso la propria infrastruttura più dinamica

La ricerca ha evidenziato che il 99% delle imprese dispone di un ambiente multicloud (con una media di 5 piattaforme diverse): nello specifico si tratta Amazon Web Services, Microsoft Azure, Google Cloud Platform, IBM Red Hat e altri. Per quanto riguarda la fase di monitoraggio, la maggior parte delle imprese si affida in media a 7 diverse soluzioni per tenere sotto controllo l’intera infrastruttura, mentre il 57% afferma che questo rende difficile ottimizzare le prestazioni e il consumo di risorse. L’81% delle aziende sostiene che l’utilizzo di Kubernetes ha reso la propria infrastruttura più dinamica e al tempo stesso difficile da gestire, mentre il 56% dichiara che le tradizionali soluzioni di monitoraggio non sono più adatte allo scopo in un mondo con più cloud e Kubernetes.

Bernd Greifeneder, Founder e Chief Technology Officer di Dynatrace, ha commentato: “Le strategie multicloud sono diventate fondamentali per stare al passo con il ritmo in rapida accelerazione della trasformazione digitale, ma i team stanno lottando per gestire la complessità che questi ambienti comportano. Le dipendenze stanno crescendo a un ritmo esponenziale, guidate da una frequenza di implementazione più rapida e da architetture cloud native che portano cambiamenti costanti. Le tecnologie open source complicano le cose aggiungendo ancora più dati che i team devono gestire. Ad aggravare il problema, ogni servizio o piattaforma cloud ha la propria soluzione di monitoraggio. Per creare un quadro completo, i team sono costretti a estrarre manualmente le informazioni dettagliate da ciascuna soluzione e quindi a collegarle ai dati di altre dashboard. Le organizzazioni devono trovare un modo per aiutare questi team a ridurre il tempo che dedicano alle attività manuali e a concentrarsi nuovamente sul lavoro strategico che offra servizi nuovi e di alta qualità ai clienti”.

Non sono le uniche criticità che emergono dal rapporto: il 61% delle aziende dichiara che i team si trovano sempre più in difficoltà a monitorare la propria infrastruttura end-to-end, mentre il 58% afferma che la gestione dell’infrastruttura comporta un crescente consumo di risorse poiché l’utilizzo dei servizi cloud è aumentato e il loro personale è costretto a passare da una soluzione all’altra. Quasi la metà (42%) del tempo dei team IT viene sprecato in lavori manuali e di routine per un controllo constante dei loro ambienti.

“I team di gestione delle infrastrutture hanno bisogno di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale in grado di automatizzare il maggior numero possibile di attività manuali di routine”, ha continuato Greifeneder. “Con il rilevamento e la strumentazione automatici e continui, i team possono ridurre lo sforzo manuale mantenendo l’osservabilità end-to-end nei loro ambienti multicloud ibridi. Tuttavia, la sola osservabilità non è sufficiente. È inoltre necessario l’accesso a risposte precise che aiutino i team a ottimizzare i propri ambienti in modo efficace ed efficiente. Gli approcci tradizionali semplicemente non riescono a tenere il passo, a causa della loro forte dipendenza dal lavoro manuale. Le organizzazioni hanno bisogno di un approccio più intelligente, che combini intelligenza artificiale, automazione e osservabilità end-to-end, per liberare tempo dai team e consentire loro di concentrarsi sull’accelerazione dell’innovazione e sull’ottimizzazione delle esperienze utente”.

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