Oracle e VMware stringono un'alleanza per semplificare la migrazione dei clienti verso il cloud

Oracle e VMware stringono un'alleanza per semplificare la migrazione dei clienti verso il cloud

Grazie alla partnership i clienti potranno implementare strategie di cloud ibrido eseguendo VMware Cloud Foundation all'interno dell'infrastruttura Oracle Cloud e migrare i carichi di lavoro VMwware vSphere sul cloud Oracle Generation 2

di pubblicata il , alle 16:01 nel canale Cloud
OracleVMware
 

L'accordo siglato da VMware e Oracle è un dato positivo per i clienti VMware che intendono migrare i carichi di lavoro sul cloud. Sino a oggi chi si appoggiava a un'implementazione di VMware on-premise era costretto a re-ingegnerizzare le applicazioni se voleva passare al cloud Oracle, mentre ora la migrazione è molto più semplice: Oracle VMware Solutions permette di spostare con estrema semplicità i carichi di lavoro VMware sulla nuvola. 

"VMware è felice di annunciare che, per la prima volta, Oracle offrirà ufficialmente supporto tecnico per i prodotti Oracle in esecuzione su VMware. Questo è un vantaggio per i clienti" - ha dichiarato Sanjay Poonen, Chief Operating Officer, Customer Operations di VMware - "Siamo inoltre lieti di dare il benvenuto a Oracle nel programma VMware Cloud Provider Program, che consentirà di migrare e gestire i carichi di lavoro in esecuzione su VMware Cloud Foundation nell'infrastruttura Oracle Cloud".

Quali vantaggi portai ai clienti la partnership fra Oracle e VMware?

La principale differenza rispetto al passato è la facilità con cui è possibile incrementare le performance e la sicurezza delle loro applicazioni passando al modello pay-as-you-go del cloud di Oracle. Un approccio che permette di risparmiare sul costo delle infrastrutture pur senza rinunciare alla scalabilità dei sistemi.

I clienti avranno totale controllo sui loro ambienti, e potranno scegliere quale versione di VMware adottare e quale politica di patch e aggiornamenti applicare. Il vantaggio principale, in ogni caso, è la possibilità di espandere la propria rete anche in altre nazioni senza dover mettere in piedi i propri data center.  

I nuovi prodotti della Oracle Cloud InfrastructureVmwareOraclePartnership

Per meglio supportare i clienti durante la migrazione verso una struttura di cloud ibrido, Oracle ha aggiunto nuovi prodotti al suo portfolio:

  • una soluzione SDDC (Software Defined Data Center) certificata da VMware in grado di supportare le funzionalità vSAN, NSX, e vSphere sulla Oracle Cloud Infrastructure
  • un cluster iniziale di server, che se necessario potrà essere espanso con facilità
  • l'integrazione con altre soluzioni cloud di Oracle, come Oracle Autonomous Database, Oracle Exadata, RAC, database as a service (DaaS)
  • totale visibilità sulla propria infrastruttura (sia on-premise sia sul cloud Oracle) tramite VMware vCenter Server.

"Sempre un maggior numero di clienti passa al cloud e tutti sono alla ricerca di un'esperienza VMware di livello superiore. Siamo entusiasti che i clienti Oracle Cloud saranno in grado di eseguire carichi di lavoro VMware in Oracle Cloud e mantenere l'accesso VMware" - ha dichiarato Don Johnson, Executive Vice President di Oracle Cloud Infrastructure - "Questo è reso possibile dal Layer 2 e dal nostro servizio bare metal. I clienti saranno in grado di massimizzare gli investimenti, i processi e gli strumenti VMware esistenti, beneficiando al contempo della sicurezza e delle prestazioni dell'infrastruttura Oracle Cloud".

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2 Commenti
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Tasslehoff18 Settembre 2019, 17:00 #1
Scusate se la "tocco piano", ma quello che c'è scritto in questo articolo è un ammasso di scemenze sesquipedali, la prossima volta che vi passano una velina abbiate almeno l'accortezza di dare una veloce lettura e parlarne con qualcuno che per lo meno sa di cosa tratta la notizia...

Anzitutto la migrazione di vm vmware su "cloud" è tutt'altro che drammatica, visto che ogni fornitore prevede una apposita procedura per importare i volumi sul proprio servizio, e con essi creare una immagine in base alla quale definire l'istanza (vm).
Personalmente ho avuto parecchie esperienze simili su AWS EC2, un po' meno su Google Compute Engine, in entrambi i casi assolutamente positive, basta seguire pedissequamente la documentazione e il gioco è fatto, non si tratta di rocket science.
Su Azure non ho mai avuto modo di fare qualcosa di simile ma la documentazione descrive una procedura simile, pertanto non vedo dove sia tutta questa necessità di "re-ingegnerizzare" alcunché

Piuttosto che buttare risorse per iniziative inutili come queste Vmware dovrebbe lavorare pesantemente sul processo di virtualizzazione di server fisici (P2V) visto che ancora oggi è una procedura assolutamente inaffidabile utilizzando gli strumenti ufficiali (Vmware converter).
Ad esempio ancora oggi è pressochè impossibile fare P2V con Vmware converter da server con storage su SAN, con volumi che utilizzano percorsi ridondati (multipath) e con tanti semplici controller SAS con storage direct attached.

In fin dei conti, sia che si tratti di P2V o di migrazione al cloud il requisito del successo è aver ben chiari i meccanismi di boot del sistema operativo e saper effettuare un backup e restore dell'intero sistema operativo da zero (e senza affidarsi a miracolose utility che promettono tanto ma mantengono poco, e in questo includo tanti prodotti commerciali di backup e creazioni immagini di sistema), non qualche servizio che promette di far tutto in modo "automagico"

E anziché concentrarsi sul "cloud" (leggere "nuvola" francamente mi fa venire un conato di specialmente su un sito "tecnologico" Vmware dovrebbe incentivare il semplice P2V, specialmente nel nostro Paese dove tantissimi, troppi sistemi sono ancora ancorati all'hardware fisico ignorando la flessibilità di una tecnologia (virtualizzazione) che ormai è consolidata da quasi 20 anni.

Contrariamente a quanto vanno blaterando i big e la stampa (idem questo sito) la "nuvola" comporta dei costi infinitamente superiori a qualsiasi soluzione virtualizzata (sia ospitata presso la propria infrastruttura che ospitata presso un provider), non avendo nemmeno lontanamente la stessa flessibilità e capacità di ripristino in caso di criticità.
aleforumista18 Settembre 2019, 18:58 #2
Originariamente inviato da: Tasslehoff
cut cut cut cut


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