Recensione TerraMaster F2-422, il NAS con connettività 10 GbE compatto e abbordabile

Recensione TerraMaster F2-422, il NAS con connettività 10 GbE compatto e abbordabile

Abbiamo provato il TerraMaster F2-422, NAS da scrivania a due alloggiamenti di piccole dimensioni pensato per l'uso in ambiente casalingo e in piccoli uffici: è uno dei pochi con processore x86 e connessione 10 GbE a un prezzo abbordabile

di pubblicata il , alle 15:01 nel canale Device
TerramasterSmart Working
 

Le connessioni 10 GbE sono sempre più diffuse in ambito aziendale e si stanno diffondendo rapidamente in un numero sempre maggiore di dispositivi, con il prezzo medio delle soluzioni che ne fanno uso che sta scendendo costantemente. La possibilità di trasferire dati a 10 Gbit al secondo, ovvero 1,25 GB/s, si rivela particolarmente interessante nell'ambito dell'archiviazione dei dati e per questo un numero crescente di NAS offre tale possibilità. TerraMaster ha recentemente ampliato il suo catalogo di dispositivi con il modello F2-422, un'unità a due alloggiamenti pensata per piccoli uffici e ambiti casalinghi.

TerraMaster F2-422: due slot e connessione 10 GbE per l'archiviazione di rete

TerraMaster F2-422

Il TerraMaster F2-422 è un NAS compatto con due slot per hard disk da 3,5 pollici, caratterizzato dalla presenza di una porta 10GBASE-T che permette di accedere a una connessione a 10 Gbit per secondo, comunemente nota con la forma breve "10 GbE" (Ethernet a 10 Gbit). Si tratta di fatto della prima volta che tale tecnologia viene impiegata su un dispositivo di questo tipo, di questa fascia di prezzo e dotato di un processore x86: normalmente è infatti impiegata su prodotti di fascia più alta e/o da rack.

La connessione 10 GbE appare particolarmente utile in diversi scenari: l'ampiezza di banda maggiore non permette solo di trasferire file più velocemente, consentendo dunque di eseguire operazioni come il montaggio di video su unità di rete, ma anche di eseguire più operazioni in contemporanea, cosicché più postazioni possono accedere allo stesso NAS senza avere la rete come principale collo di bottiglia. C'è, tuttavia, da segnalare il fatto che i vantaggi di questa connessione, che promette trasferimenti fino a un massimo teorico di 1,25 GB/s, diventano maggiormente evidenti con unità SSD, dato che i limiti prestazionali dei classici dischi a piatti rotanti fanno sì che non si sfrutti pienamente la banda a disposizione. TerraMaster segnala sul suo sito di aver raggiunto i 625 MB/s con due hard disk tradizionali, ma per farlo è passata per un RAID 0 che non è assolutamente consigliabile (approfondiremo più avanti).

Il limite principale della connessione 10 GbE è la sua scarsissima diffusione, dettata anche dal prezzo ancora elevato dei dispositivi che ne sono dotati e dall'assenza quasi completa di soluzioni dedicate al mondo degli utenti privati e delle piccole aziende: per potere usare dispositivi con tale tecnologia è infatti necessario che tutte le componenti della rete per cui passa il segnale (router, eventualmente switch, dispositivi client, ecc) ne facciano uso. Proprio questi elementi sono il motivo per cui non abbiamo potuto provare la connessione e abbiamo dovuto limitarci alla classica connessione Gigabit Ethernet.

Oltre alla connessione 10 GbE, comunque, il TerraMaster F2-422 offre anche due porte Gigabit standard che possono essere utilizzate con qualunque rete "normale". Tali porte possono essere combinate affinché siano utilizzabili come fossero un'unica porta da 2 Gbps (usando il cosiddetto trunking), sebbene tale funzionalità debba essere resa disponibile dal router.

TerraMaster F2-422

Il TerraMaster F2-422 è dotato di un guscio in metallo che avvolge i quattro lati, con il fronte e il retro realizzati invece in plastica. Il fronte mostra i due cassettini in cui inserire gli hard disk, oltre ai vari LED di stato e al pulsante di accensione e spegnimento; sul retro trovano invece posto la ventola di raffreddamento, due porte USB 3.0, una porta HDMI e il connettore per l'alimentazione (che avviene tramite un alimentatore esterno). Il NAS è ben costruito e ha un design sufficientemente neutro da non stonare né in un ufficio, né in una casa privata.

La ventola è da 92 mm e produce un rumore appena percepibile anche al massimo regime di rotazione. L'aria viene pescata non solo dal fronte, ma anche dal fondo, dove sono presenti numerose feritoie che favoriscono il passaggio di aria fresca.

Scheda madre

All'interno del F2-422 trova posto un processore quad-core Intel Celeron J3455 operante a 1,5 GHz, accompagnato da 4 GB di RAM DDR3. La memoria è espandibile di ulteriori 4 GB usando uno slot presente sulla scheda madre. Rispetto ad alcuni concorrenti, TerraMaster sembra essere rimasta indietro e continua a impiegare hardware di vecchia generazione: di fatto il J3455 è stato annunciato nell'ormai lontano terzo trimestre del 2016 e supporta solo la memoria DDR3 per un massimo di 8 GB. Il processore supporta solo lo standard PCI Express 2.0 con un massimo di 6 linee, che non costituiscono però un problema nell'offrire piene prestazioni sia alla rete che ai dischi: una linea corrisponde a 500 MB/s, motivo per cui 6 linee corrispondono a 3 GB/s o 24 Gbps, sufficienti per gestire tutte le connessioni (10 Gbps per la rete, più 12 Gbps per le due connessioni SATA).

Retro della scheda madre

Sul retro è presente anche una porta HDMI che consente di sfruttare la GPU integrata per collegare il dispositivo a un televisore e trasformarlo, ad esempio, in un piccolo media center da salotto, per quanto non sia presente un telecomando con cui è possibile controllarlo da remoto e sia necessario utilizzare un metodo alternativo (come una combo tastiera/touchpad wireless collegabile con chiavetta USB).

TerraMaster F2-422: prestazioni e considerazioni

Le prestazioni su rete Gigabit del nostro sistema, configurato con un RAID 1 di dischi Toshiba MG08 da 6 TB, raggiungono il limite pratico di tale connessione, con una velocità di lettura che arriva a circa 117 MB/s: è un dato piuttosto vicino ai 125 MB/s che rappresentano il massimo teorico (ma quasi mai raggiungibile nella pratica, di fatto) delle reti Gigabit.

Usando dischi di capacità maggiore, con una densità più elevata e prestazioni maggiori, è possibile effettivamente trarre vantaggio dalla rete a 10 Gbps, sebbene sia probabilmente sufficiente una rete a 2,5 Gbps se non si usano dischi SSD. È dunque possibile considerare il F2-422 come un NAS che rispetta le aspettative in termini di prestazioni, almeno per quanto riguarda compiti di archiviazione pura; l'uso come microserver per la virtualizzazione mostra invece più limiti tanto per via del processore ormai datato, quanto per la quantità limitata di memoria.

La presenza di uno slot M.2 per avere a disposizione una cache avrebbe reso la connessione 10 GbE più sensata nel caso di uso dell'F2-422 con dischi a piatti rotanti, dato che avrebbe garantito una maggiore velocità di lettura e scrittura. La sua assenza è da considerare a tutti gli effetti un difetto di questo modello.

Connettore PCIe

Il sistema consente di creare vari tipi di RAID, anche se gli unici due papabili in questo caso sono il RAID 0 e il RAID 1. Il primo è altamente sconsigliato perché rende più probabile la perdita di dati e l'interruzione del servizio, senza un reale vantaggio a controbilanciare ciò. Il RAID 1 è invece consigliato quando l'uptime è di particolare importanza e come prima misura di salvaguardia dei dati.

Come è noto, però, l'uso della tecnologia RAID non deve essere inteso come sostituto di un backup, dato che tutela esclusivamente dalla rottura fisica di un disco e non dalla perdita di dati più in generale (ad esempio per errori software, cancellazioni accidentali, attacchi informatici e così via). Ciononostante, la possibilità di usare un RAID è importante perché consente di ottenere una migliore robustezza, ovvero una maggiore continuità del servizio, dato particolarmente importante in ambito aziendale. Detto ciò, l'unico RAID che può aver senso adottare in questo caso è il RAID 1, dato che il RAID 0 rende inservibile il sistema in caso di rottura di uno dei dischi e allunga notevolmente i tempi di recupero.

TerraMaster F2-422: software e conclusioni

Il sistema operativo di TerraMaster, TOS (che sembra stare per "TerraMaster Operating System", per quanto non venga mai chiarito ufficialmente) è, come molti dei concorrenti, basato su un'interfaccia grafica che replica quella dei computer desktop, raggiungibile tramite qualunque browser. Al suo interno è possibile trovare tutti i principali strumenti per impostare il NAS secondo le proprie esigenze, dalla condivisione delle cartelle fino alla configurazione dell'hardware. Le impostazioni sono chiare e accessibili facilmente con menù che risultano particolarmente familiari a chiunque abbia usato un computer con Windows; anche le configurazioni più complesse, come l'impostazione di quote per ciascun utente, sono a portata di click.

TOS viene scaricato alla prima accensione del NAS e richiede pertanto che il NAS sia connesso alla rete. È necessario usare una delle due porte Gigabit, poiché l'installer non dispone dei driver per la porta 10 GbE al primo avvio. L'installazione richiede pochi minuti e guida l'utente nel processo di configurazione con passi chiari e semplici.

Il sistema mette a disposizione una serie di applicazioni tramite le quali è possibile, ad esempio, collegarsi a vari fornitori di servizi di cloud storage, usare il NAS come server multimediale o renderlo compatibile con varie soluzioni di backup. È inoltre possibile installare servizi aggiuntivi come un server DNS o iSCSI, così come Docker per espandere ulteriormente le funzionalità del NAS. L'installazione di applicazioni aggiuntive è piuttosto semplice e richiede pochi click.

Purtroppo TOS risulta per molti versi insufficiente. L'interfaccia grafica è spesso piuttosto lenta e impiega diverso tempo a rispondere; in particolare è l'apertura delle applicazioni che risulta lenta e che richiede tempistiche lunghe per essere completata se il NAS sta eseguendo qualunque operazione di trasferimento. Anche l'accesso talvolta fallisce senza che appaia alcun messaggio di errore, cosa che lascia piuttosto interdetti. Selezionare "ricordami" non ha alcun effetto.

Un ulteriore bug che abbiamo trovato (e segnalato a TerraMaster, che lo ha confermato) è che la velocità della ventola non viene applicata nonostante sia selezionata dall'utente. Perché sia impostata in maniera definitiva è necessario riavviare il NAS. Si tratta di un problema non da poco, dato che può portare le temperature a diventare eccessivamente elevate se la ventola ruota troppo lentamente. Nella nostra esperienza, questo è proprio quanto è avvenuto: la ventola, impostata su "automatico", aveva un regime di rotazione eccessivamente basso che ha portato i dischi ad arrivare oltre i 55 °C. Una volta impostata la velocità su "media" e riavviato il NAS, il problema non si è più ripresentato.

L'aspetto positivo è, però, che è possibile installare altri sistemi operativi sul NAS. TOS viene infatti installato a partire da una chiavetta inserita sulla scheda madre; sostituendola è possibile avviare qualunque sistema si desideri e installarlo sui dischi oppure su un dispositivo di archiviazione esterno collegato tramite una delle porte USB. Abbiamo chiesto all'azienda quale fosse la posizione ufficiale al riguardo e ci è stato risposto che tale procedura, per quanto non supportata ufficialmente, è consentita e non invalida la garanzia: è, di fatto, perfettamente lecita e lascia all'utente più smaliziato la possibilità di usare un sistema differente come TrueNAS od OpenMediaVault.

Nel complesso, il TerraMaster F2-422 appare come un dispositivo piuttosto interessante per l'utente più smaliziato o per chi abbia esigenza di un dispositivo dotato di una porta 10 GbE e con un processore x86. La maggioranza dei NAS dotati di tale connessione nella fascia di prezzo inferiore ai 500€ è infatti basata su processori ARM, spesso dalle prestazioni ridotte. Con un prezzo sul mercato di 379,99€, l'F2-422 è un NAS attraente tanto per l'utente casalingo quanto per le piccole aziende che necessitano di un dispositivo per l'archiviazione compatto ma dalle buone prestazioni. Non ne vanno però trascurati i limiti sia in fatto di hardware che in fatto di software, per quanto appaiano meno importanti dei vantaggi che questo dispositivo offre.

0 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^