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Le startup all’Eureka Park: parlano i protagonisti

di pubblicata il , alle 10:31 nel canale Startup Le startup all’Eureka Park: parlano i protagonisti

Viaggio all'Eureka Park del CES, l'area che raccoglie startup di tutto il mondo che vengono qui alla ricerca di partner e investitori internazionali. Circa 50 le realtà italiane presenti. Abbiamo parlato con alcuni dei protagonisti

 

All’Eureka Park del CES, l’area dedicata alle startup, abbiamo incontrato alcuni dei protagonisti della missione italiana organizzata da ICE e Area Science Park. Sono una cinquantina le giovani realtà innovative che hanno partecipato, e abbiamo colto l’occasione per intervistarne alcune per capire su quali progetti stanno lavorando. Nello specifico, abbiamo incontrato 3DNextech (smart manufacturing), Aindo (IA), Domethics (pet care), Ganiga Innovation (gestione dei rifiuti) ed M2Test (healthcare).

3DNextech: dalla produzione di massa alla manifattura on-demand

Il focus di 3DNextech, startup di Livorno, è la manifattura digitale, più nello specifico la sostenibilità delle componenti in plastica. “Le nostre tecnologie permetteranno di creare un’alternativa al modello odierno che vede la fabbrica che produce milioni di pezzi identici che poi distribuisce in tutto il mondo”, spiega Andrea Arienti. L’idea di Nextech è quella di realizzare una filiera digitale che vada oltre questo approccio, producendo solo dove serve e quando serve, consentendo ai clienti di personalizzare i singoli pezzi in base alle proprie esigenze. Così facendo, sarà possibile ottimizzare la produzione, riducendo gli sprechi ma anche i trasporti, con evidenti benefici sull’ambiente.

La missione di Aindo: facilitare l’adozione dell’IA

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L’obiettivo dell’impresa di Trieste è quello di aiutare le imprese ad adottare soluzioni di IA al loro interno. “Lo facciamo attraverso una tecnologia di generazione di dati artificiali, tecnicamente chiamati dati sintetici, che sono generati da modelli di machine learning che hanno la proprietà di mantenere inalterato il contenuto informativo del dato reale”, dice Daniele Panfilo. Il vantaggio? Trattandosi di dati generati artificialmente, non sono dati personali. Questo meccanismo consente di garantire una maggiore privacy, permettendo di addestrare i modelli di IA senza condividere dati reali e sensibili.

Smart home a misura di pet con Domethics

Il progresso tecnologico ha reso le nostre case sempre più intelligenti e comode. Perché non estendere questo concetto anche agli amici a quattro zampe? Questa l’idea di Domethics, che ha realizzato un “lettino” smart per migliorare la qualità della vita dei cani. “È dotato di sensori che raccolgono il battito cardiaco, la respirazione e la quantità e qualità del loro riposo”, afferma Mirko Bretto. Analizzando queste informazioni, la tecnologia di Domethics può prevenire potenziali malattie: in caso di parametri fuori norma, infatti, il proprietario dell’animale riceverà una notifica che consiglierà una visita dal veterinario. Volendo, si potranno anche condividere direttamente i dati coi veterinari stessi, così che possano confermare quanto rilevato dai sensori.

Waste management: la sostenibilità secondo Ganiga Innovation

Ganiga Innovation è nata a Pisa due anni fa e lavora a un progetto per una gestione più efficiente dei rifiuti, trasformandoli in nuove risorse. All’atto pratico, si tratta di un cestino intelligente in grado di differenziare autonomamente i rifiuti. Basta inserire un qualsiasi prodotto al suo interno e la tecnologia di cui è dotato riconoscerà il materiale e provvederà a smistarlo correttamente. Offrendo anche indicazioni sul tipo di prodotto, dove è stato smistato e quanta CO2 avrebbe generato se fosse stato gettato per terra. Una volta raggiunta la capienza massima, si chiude e invia un messaggio al proprietario (il gestore di un locale, ma anche un utente privato) indicandogli di svuotarlo. Le tecnologie coinvolte? IA, IoT, machine learning, big data e computer vision. Al momento il progetto è in fase di industrializzazione e si prevede di consegnare i primi prodotti ai clienti nel 2024.

La tecnologia applicata al medicale: il caso M2Test

M2Test ha realizzato il BES Test (Bone Elastic Structure Test), un metodo per individuare l’osteoporosi che si affianca a quelli tradizionali, superandone alcuni limiti. “I nostri clienti sono i medici che eseguono tre radiografie e le caricano sulla nostra piattaforma”, spiega Alessandra Nicolosi. Una volta che le radiografie sono state importate, un algoritmo proprietario simula una sorta di biopsia virtuale e della struttura interna dell’osso. Il medico otterrà nell’arco di cinque minuti un referto che indica il grado di rischio di frattura del paziente. La soluzione è già stata adottata da 16 centri specialistici italiani, e già 12.000 pazienti sono stati sottoposti all’esame.

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