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OpenText punta sul cloud sovrano e stringe accordi con AWS Sovereign Cloud e Google Cloud

di pubblicata il , alle 09:31 nel canale Cloud OpenText punta sul cloud sovrano e stringe accordi con AWS Sovereign Cloud e Google Cloud

Doppia intesa con AWS Sovereign Cloud e con Google Cloud–S3NS per offrire content management, sicurezza e service management in ambienti a governance europea. Al centro privacy, compliance a norme come NIS2 e DORA e modelli ibridi per gestire workload sensibili e non

 

La massiccia diffusione dell’intelligenza artificiale in aziende ed enti di ogni tipo, inclusa Pubblica Amministrazione e realtà che operano in settori regolamentati, ha reso evidente che i servizi di cloud pubblico offerti dagli hyperscaler non sono più sufficienti. Il problema non è relativo alle prestazioni, ma alle garanzie offerte in termini di privacy e sovranità sul dato: affidare dati estremamente sensibili a imprese che operano al di fuori dell’UE è un rischio che non si può correre. Sia per le possibili conseguenze del Cloud Act, sia per il rischio di dipendenza da fornitori terzi. Per questo motivo, sempre più imprese stanno riportando i dati, o almeno parte di essi, in casa, nei data center on premise. Allo stesso tempo, stanno nascendo nuove soluzioni di cloud sovrano, come quelle offerte da AWS e Google Cloud, che hanno realizzato infrastrutture parallele, indipendenti dal punto di vista operativo. 

SECA%20Api720Proprio a questi servizi si appoggia OpenText, impresa canadese specializzata nella gestione sicura delle informazioni per l’IA, che ha recentemente siglato due importanti accordi per garantire maggiore controllo sui dati aziendali. Il primo è una collaborazione con AWS Sovereign Cloud, il secondo con Google Cloud.

La scommessa di OpenText sul cloud sovrano

Come detto, sono due le novità relativa alla sovranità sui dati annunciate da OpenText. Per quanto riguarda l’accordo con AWS Sovereign Cloud, l’azienda canadese ha reso disponibili le soluzioni OpenText Content Management, OpenText Documentum Content Management, OpenText Core Application Security e OpenText Core Service Management sull’infrastruttura sovrana europea del big del cloud.

Un secondo accordo è stato sottoscritto con Google Cloud e S3NS, un’alleanza fra la realtà francese Thales specializzata sulla sicurezza cyber e Google Cloud stessa. In questo secondo caso l’obiettivo è creare a un’architettura ibrida di trusted cloud per l’Europa, erogata dalla Francia, che consente ai clienti di mantenere i  carichi di lavoro dei dati più sensibili all’interno di un ambiente soggetto a governance locale, sfruttando al contempo in modo sicuro i servizi cloud degli hyperscaler per i workload non sensibili, e per sostenere l’innovazione e la scalabilità. In pratica, come ci spiega Shannon Bell, Executive Vice President, Chief Digital Officer e Chief Information Officer di OpenText, l'azienda si impegna a “offrire opzioni per soddisfare la conformità normativa e avere un ambiente protetto per guidare l'innovazione sull'IA”.

Con le nuove norme UE il cloud sovrano diventa l’infrastruttura di prima scelta per i carichi di lavoro sensibili

Shannon Bell

Se sino a poco tempo fa la necessità di un cloud sovrano era sentita solo da aziende che operano in specifici settori, come la sanità o l’ambito finanziario, con l’entrata in vigore di norme quali NIS 2 e DORA si amplia di molto il perimetro di imprese che devono sottostare a specifici obblighi per quanto riguarda il trattamento dei dati sensibili. “La pressione normativa europea sta spingendo verso requisiti più severi di autonomia operativa, residenza obbligatoria dei dati nell'UE e protezioni legali che guidano la necessità di infrastrutture sovrane”, spiega Bell. “Questo influenza l'adozione dell'IA perché le implementazioni globali su cloud pubblico spesso non riescono a soddisfare pienamente tutte le normative”. Secondo Bell, questo sta spingendo alcune aziende a puntare su un modello di cloud sovrano ibrido, alternando il cloud pubblico e quello sovrano a seconda del tipo di dato che si sta trattando. Un approccio che sta avendo anche un impatto sulle strategie delle imprese: “gli investimenti in IA si stanno spostando verso piattaforme predisposte per la conformità (compliance-ready by design)”, afferma Bell.

Gli annunci di OpenText vanno proprio in questa direzione, con l’obiettivo di dare ai clienti la fiducia necessaria per innovare su vasta scala, senza però perdere il controllo dei propri dati. Come detto, questo è un prerequisito fondamentale per chi opera in specifici settori, quelli regolamentati, che stanno dando la spinta per adottare soluzioni di cloud sovrano, ma secondo Bell anche chi non deve rispettare requisiti così stringenti avrà dei vantaggi a operare su infrastrutture sovrane. E in futuro sempre più fornitori di software probabilmente progetteranno le proprie soluzioni per essere distribuite su cloud sovrano “cosi da offrire un vantaggio strategico nel poter incontrare il cliente su qualsiasi modello di distribuzione desideri”.

Le leggi UE stanno rallentando il ritmo dell’innovazione?

Come sempre accade con l’entrata in vigore di nuove norme nel mondo tecnologico, il settore si divide fra chi accoglie con favore la maggior chiarezza e garanzia offerte dalle leggi e chi, invece, le vede come un freno all’innovazione. Un dualismo inevitabile, dice Bell: “I dibattiti sull'impatto delle normative ci sono sempre, ma le aziende di successo sono quelle che investono nella qualità e nella governance dei dati come base per l'IA”. Bell sottolinea anche che “chi ha già investito nella gestione delle informazioni è in una posizione eccellente per beneficiare dell'IA più rapidamente, poiché l'IA richiede dati validi e una buona governance”. Per questo motivo, quindi, “OpenText risponde a questa esigenza combinando l’innovazione degli hyperscaler con un modello operativo governato in modo indipendente, offrendo ai clienti la fiducia necessaria per modernizzare mantenendo dati, accessi e operazioni saldamente sotto controllo regionale”.

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