Un modello di cloud sostenibile può aiutare la competitività e la crescita dell'Italia

Un modello di cloud sostenibile può aiutare la competitività e la crescita dell'Italia

Uno studio realizzato da Ambrosetti e Hewlett Packard Enterprise Italia ha messo in evidenza quanto il cloud di nuova generazione possa favorire la trasformazione digitale di imprese e Pubblica Amministrazione.

di pubblicata il , alle 09:31 nel canale Cloud
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Nell'ultimo ventennio, il PIL del Bel Paese ha fatto registrare un tasso di crescita annuale inferiore di oltre 1,2 punti percentuali rispetto alla media europea. In base al rapporto realizzato da The European House - Ambrosetti per Hewlett Packard Enterprise, la mancata crescita dell’Italia è da imputare alla scarsa produttività di quelle che sono state definite come le “energie di sistema”: nello specifico, la gestione delle aziende, dei talenti e la sinergia tra pubblico e privato. 

L’impatto del modello cloud XaaS sulla digitalizzazione dell'Italia

In un contesto di questo tipo, diventa sempre più importante per le imprese attuare dei processi di trasformazione digitale che permettano loro di gestire e sfruttare i dati. Lo studio strategico "La nuova generazione di cloud basata su XaaS - Everything-as-a-Service – Nuovo modello sostenibile di cloud per la competitività e la crescita dell’Italia” realizzato da The European House - Ambrosetti in collaborazione con HPE Italia ha cercato di analizzare i possibili benefici riguardanti l'adozione di un cloud di nuova generazione basato sul modello “Everything-as-a-Service”, in cui ogni strumento, sistema o funzionalità deve poter essere utilizzabile come servizio. 

Valerio De Molli, CEO & Managing Partner di The European House - Ambrosetti, ha dichiarato: “È fondamentale investire in tecnologie digitali per rilanciare la competitività e la crescita del sistema-Paese. Gli investimenti in nuove tecnologie, infatti, hanno un ruolo chiave nella creazione degli asset intangibili, fondamentali per il rilancio del sistema economico nazionale nell’era della Data Economy. In questo quadro, è necessario individuare un nuovo modello di sviluppo del digitale che accompagni in maniera efficace ed efficiente il percorso di trasformazione di imprese e Pubblica Amministrazione. A tal fine, il nuovo modello di cloud basato su “Everything-as-a-Service” è in grado di favorire una maggiore adozione delle soluzioni tecnologiche avanzate che abilitano un aumento della produttività delle imprese e del sistema-Paese nella sua interezza Inoltre, anche la Pubblica Amministrazione potrà beneficiare della diffusione del nuovo modello di cloud basato su Everything-as-a-Service, ottenendo risparmi superiori a 650 milioni di Euro per la spesa ICT e riducendo del 90% le richieste di dati e informazioni alle aziende”.

In un futuro sempre più data-driven, la digitalizzazione di imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini gioca un ruolo fondamentale nella competitività del Paese. Per valutare la digitalizzazione di uno stato, è stato adottato un indicatore che ha preso in considerazione una serie di strumenti digitali (connettività, cloud, Intelligenza Artificiale e robot industriali). L’Italia si ritrova al nono posto in Europa ma al primo posto tra i cosiddetti paesi benchmark (la Spagna si trova all’undicesimo posto, la Germania al quindicesimo e la Francia al diciassettesimo). Un risultato sicuramente positivo, anche se lo studio ha messo in evidenza una serie di criticità del sistema imprenditoriale italiano: nello specifico, si parla di competenze considerate non idonee per governare la transizione digitale, dell'adozione di strumenti digitali di base nella maggior parte delle imprese (in particolare piccole e medie) e delle difficoltà manageriali nel gestire l'intero processo.

La strada da percorrere è ancora lunga anche per la Pubblica Amministrazione: soltanto il 21,8% degli uffici ha già assunto un responsabile per la transizione digitale, mentre solo il 16,2% ha attivato un programma per aggiornare le competenze dei suoi dipendenti. Inoltre, il 62% di tutti i dispositivi informatici in uso ha più di 5 anni e solo il 27,8% di tutte le amministrazioni pubbliche ha accesso a internet ad alta velocità (rete in fibra ottica). Infine, il 33,8% della Pubblica Amministrazione ha già implementato qualche servizio cloud mentre il 51,7% non offre alcun servizio tramite modulo online. 

La Pubblica Amministrazione potrà risparmiare oltre 650 milioni di euro  

La diffusione del cloud di nuova generazione, basato su Everything-as-a-Service, invece permetterà un aumento della produttività fino al 2,3% per le imprese. Il PIL avrà un aumento che arriverà fino a 222 miliardi di euro nei prossimi 5 anni, con un impatto diretto cumulato per la filiera ICT pari a 1,3 miliardi di euro di nuovi ricavi.

Per la PA l’impiego di soluzioni cloud basate su Everything-as-a-Service potrà generare un risparmio pari a oltre 650 milioni di euro, equivalenti a una riduzione del 25% dei costi ICT. The European House - Ambrosetti e Hewlett Packard Enterprise ritengono necessario che le Pubbliche Amministrazioni adottino un nuovo modello di approvvigionamento basato sulle logiche “as-a-Service”, oltre alla creazione di meccanismi di collaborazione tra più Enti Pubblici. Per promuovere l’adozione delle soluzioni cloud più avanzate all’interno delle imprese italiane, sarebbe importante che le aziende formassero i propri dipendenti sulle tecnologie e sull’impiego del digitale, per creare degli ecosistemi di dati (spazi dati) a livello nazionale che rendano possibile una maggiore interoperabilità a livello di filiera.

 

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