Oracle Exadata X8: il cloud diventa on premise (e viceversa)

Oracle Exadata X8: il cloud diventa on premise (e viceversa)

Oracle ha presentato Exadata X8 sul mercato italiano all'Oracle Advantage Forum. Un'occasione per scoprire non solo la nuova piattaforma hardware dell'azienda, ma anche per fotografare lo stato del cloud targato Oracle

di pubblicata il , alle 11:01 nel canale Device
Oracle
 

Si chiama Oracle Exadata, ha compiuto dieci anni ed è arrivata all'ottava generazione. Oracle Exadata X8 è l'ultima evoluzione della piattaforma hardware e software targata Oracle e pensata per garantire alte prestazioni e alta affidabilità. Con Exadata X8 Oracle intende rispondere alle esigenze dei clienti seguendo l'evoluzione del mercato ed è per questo che la nuova piattaforma viene proposta in diverse modalità: on premise, in cloud e in quello che Oracle chiama Cloud at Customer.

Oracle Exadata X8: la piattaforma per i database Oracle si evolve ancora

È nota a tutti come Oracle Exadata, ma il suo nome è Oracle Exadata Database Machine X8 ed è la piattaforma hardware cui la stessa Oracle si affida per costruire la sua infrastruttura cloud. L'ultima evoluzione, chiamata X8 poiché rappresenta l'ottava generazione, è stata recentemente annunciata da Oracle ed è ora disponibile.

Exadata X8 rappresenta il culmine delle prestazioni per l'esecuzione di carichi di lavoro con database Oracle e rientra nella famiglia dei sistemi ingegnerizzati, od Oracle engineered systems. Si tratta di sistemi progettati, costruiti e testati per funzionare perfettamente in sintonia tra di loro e con il software Oracle.

L'azienda sta investendo molto nella costruzione della sua offerta cloud, ma Exadata è disponibile anche nella modalità tradizionale di acquisto. Oracle afferma infatti che "one size does not fit all": un'unica taglia non può andare bene per tutti, dal momento che le esigenze variano e non è possibile pensare di utilizzare un solo modello per soddisfarle tutte. Ciò è vero anche per il cloud pubblico: le realtà che hanno bisogno di mantenere il controllo sui dati, per esigenze normative o di business, o sull'infrastruttura, o che devono contenere al massimo la latenza, non possono adottare il cloud pubblico e non possono dunque avere lo stesso vantaggio dalla sua adozione rispetto ad altre realtà con requisiti meno stringenti.

Resta il fatto che il cloud è uno strumento di grande potenza. Oracle afferma che si tratta del "grande equalizzatore", ovvero di uno strumento in grado di livellare il terreno di gioco e portare (un po' più) alla pari imprese di dimensioni diverse, dal momento che gli investimenti richiesti per accedere a prestazioni superiori sono inferiori rispetto al modello tradizionale di acquisto delle macchine. Il cloud permette poi di evolvere notevolmente l'offerta delle aziende grazie alla sua capacità di rendere disponibili tecnologie come l'intelligenza artificiale e il machine learning, dalle quali derivano poi molteplici applicazioni che vanno dai chatbot fino all'analisi in tempo reale dei dati.

Per questo motivo è necessario prevedere forme di cloud differenti rispetto al binomio manicheo "on premise" e "cloud pubblico". Il modello proposto da Oracle si chiama Exadata Cloud at Customered è una via di mezzo tra i due modelli, in cui il rack dove risiedono le macchine è installato nella struttura del cliente ma gestito (e fatturato) come fosse in cloud, senza dunque che sia necessario l'oneroso acquisto dell'intero rack. Oracle si occupa della gestione dell'hardware e dell'assistenza senza però poter in alcun modo vedere i contenuti dei server.

Oracle Exadata X8

Exadata X8 garantisce un sostanzioso incremento prestazionale, che arriva al 15% in più sul fronte della potenza di elaborazione e del 60% su quello del throughput I/O, ma Oracle ha scelto di non far pesare questo elemento sul prezzo che rimane dunque invariato rispetto alla generazione precedente. Nella nuova versione sono inoltre presenti più core nei processori, così da poter affidare ad alcuni core l'ottimizzazione del database e della sua organizzazione sui supporti di memorizzazione.

Oracle continua a collaborare con Intel nello sviluppo della propria offerta hardware grazie all'esperienza maturata insieme all'azienda; lo sviluppo è condotto da entrambe le società, che collaborano ottimizzando il software per l'hardware a basso livello così che possa garantire le prestazioni migliori. Questa collaborazione permette a Oracle di basare le sue macchine su uno standard di fatto nel settore. Una collaborazione con AMD non sembra al momento prioritaria, mentre l'architettura SPARC rimane uno degli ambiti in cui Oracle continua a investire e a portare avanti la collaborazione con Fujitsu ma che non pare possa venire utilizzato per prodotti come Exadata.

Per quanto riguarda il software, ne abbiamo parlato con Riccardo Romani, Cloud Systems Sales Consulting Leader di Oracle Sud Europa, che ha affermato che Oracle crede molto nella necessità di fornire una piattaforma aperta e il più possibile libera da vincoli, motivo per cui si appoggia a tecnologie open source e garantisce l'interoperabilità con Microsoft Azure. Questo approccio aperto al software non si applica a prodotti come Autonomous Database, ma anche in quel caso l'azienda rimane aperta all'utilizzo di istanze di tale database anche quando il calcolo avviene presso altri fornitori di cloud.

Con il modello Cloud at Customer, i sistemi Exadata possono essere gestiti esattamente come se fossero nei data center di Oracle, con la stessa flessibilità e semplicità di configurazione che sono tipiche del cloud pubblico. In questo modo l'utilizzo della piattaforma appare più semplice che con i sistemi tradizionali e facilita lo spostamento dei carichi di lavoro nel cloud pubblico qualora ciò fosse possibile o desiderato.

Oracle Zero Data Loss Recovery Appliance X8 (o ZDLRA, in breve) è l'altra novità presentata da Oracle e rappresenta il complemento a Exadata X8: si tratta di una soluzione di backup e data recovery che effettua il backup continuo e in tempo reale dei dati offrendo uno storico delle modifiche e la recuperabilità di tutte le transazioni. Oracle afferma che ZDLRA offre prestazioni fino a 10 volte superiori rispetto ai sistemi di recupero dei dati tradizionali e la possibilità di recuperare i dati di qualunque momento nello storico, senza dover fare affidamento su backup orari o giornalieri. Il risultato di questa flessibilità, e del controllo automatico della validità dei backup, è un risparmio netto per le aziende e una maggiore sicurezza di poter recuperare i dati in caso di problemi.

Sono disponibili maggiori informazioni sul sito ufficiale di Oracle Exadata.

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