IDC: l'era dei cookie sta finendo, ma meno della metà degli inserzionisti sa come gestire sponsorizzazioni cookieless
di Alberto Falchi pubblicata il 12 Maggio 2023, alle 15:31 nel canale Market
Apple ha già consentito agli utenti di disabilitare il tracciamento pubblicitario sui suoi dispositivi e con Safari, , altrettanto è possibile con Firefox. Entro la fine del 2024, sarà il turno di Chrome. Ma la maggior parte degli inserzionisti deve ancora capire come gestire le adv facendo a meno dei tracker
I cookie hanno fatto il loro tempo e pian piano stanno diventando sempre meno utili. La prima a muoversi in questo senso è stata Apple, che ha consentito ai suoi utenti di liberarsi dei tracker pubblicitari non condividendo l'ID pubblicitario. Poi, dopo le segnalazioni dell'UE, è il turno di Google Analytics, che da luglio cesserà di esistere nella sua forma attuale e passerà a GA4, un sistema meno invasivo per tracciare le visite sui siti.
La pubblicità ovviamente non sparirà, ma per gli inserzionisti sarà sempre più difficile avere informazioni specifiche sui loro utenti, seguire la loro navigazione e fare retargeting. Come stanno affrontando questa situazioni gli inserzionisti? IDC ha realizzato un sondaggio per scoprirlo.
Tracciare gli utenti non è più accettabile
Per anni, la pubblicità su Internet è stata estremamente mirata: grazie ai cookie gli inserzionisti, infatti, avevano a disposizione una quantità enorme di informazioni sul loro pubblico. Ora questo sta diventando sempre più difficile e non è più conveniente: secondo l'analisi di IDC, infatti, il 60% di chi effettua sponsorizzazioni ammette che oggi tracciare gli utenti vuol dire esporsi a un elevato rischio reputazionale..
Gli utenti, infatti, hanno maggiore consapevolezza sul funzionamento dei tracker e preferiscono evitarli. Il 56% degli inserzionisti sa che i cookie rappresentano una minaccia per la privacy, e il 60% ha realizzato che a breve dovrà fare a meno di queste tecnologie.
Google inoltre smetterà di tracciare entro la fine del 2024 i cookie di terze parti di Chrome, mentre i browser Safari e Firefox già ora consentono agli utenti di eliminare il consenso al tracciamento. Che fare? Il 32% degli inserzionisti ha intenzione di cambiare i fornitori di tecnologia per la gestione delle pubblicità e il 64% punterà maggiormente verso operatori pubblicitari più rispettosi della privacy. Il problema è che il 41% di loro non ha idea di come gestire le campagne pubblicitarie, dovendo fare a meno dei cookie.
Un dirigente di centri media su due (51%) e il 61% dei brand ritengono di essere in grado di raggiungere il proprio pubblico su diversa scala anche in seguito all’eliminazione dei cookie di terze parti e, di conseguenza, il 49% dei centri media e il 39% dei brand non sa come comportarsi. Secondo Van Valdez, Associate Research Director, European Customer Experience presso IDC, "I brand e i centri media avranno bisogno di essere guidati per orientarsi tra le tecniche alternative ai cookie, cercando nuovi partner innovativi. Tuttavia, per molti questa area estremamente tecnica può essere confusa e di difficile comprensione".
"Gli inserzionisti non hanno ancora l’esatta percezione di quanto grande e impattante sarà l'ondata della privacy", afferma Geoffroy Martin, CEO di Ogury, realtà attiva nell'ambito del personified advertising. "Essendo uno dei principali operatori del settore AdTech, Ogury è chiamata a educare i marketer sulle opzioni disponibili. La nostra tecnologia non basata sugli ID consente agli inserzionisti di raggiungere il loro pubblico su qualsiasi scala, senza raccogliere o utilizzare alcun dato personale. Con questo approccio unico, i brand e i loro centri media saranno in grado di crescere in questa nuova sfida a cui è chiamato l’advertising".
3 Commenti
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