Poly: il marchio nato da Plantronics e Polycom ha le idee chiare su come crescere nel breve periodo

Poly: il marchio nato da Plantronics e Polycom ha le idee chiare su come crescere nel breve periodo

Abbiamo parlato con Paul Clark, Senior Vice President, EMEA Sales di Poly, dei temi legati al nuovo soggetto nato dalla fusione dei marchi Plantronics e Polycom. Poly non vuole solo essere la somma dei due brand precedenti, ma crescere sfruttandone le sinergie e i manager su questo hanno le idee chiare

di pubblicata il , alle 15:41 nel canale Market
PolyPlantronics
 

La replica della cuffia Plantronics utilizzata nello sbarco sulla Luna, negli uffici olandesi di Poly

L'inizio di questa settimana è stato caratterizzato dal grande passo di Plantronics e Polycom, che dopo l'acquisizione della seconda da parte della prima l'anno scorso, hanno deciso di unificare le due compagnie sotto un unico nome e logo. Così è nata Poly, "A technology company focused on the human experience of communications and collaboration" secondo la definizione che dà di sé la nuova compagnia. Per l'annuncio Poly ha portato alcuni giornalisti nella sede europea (che era di Plantronics) e nel corso di un'intervista ho avuto l'occasione di porre qualche domanda a Paul Clark, Senior Vice President, EMEA Sales di Poly.

Paul Clark, Senior Vice President, EMEA Sales di Poly

Naturalmente la prima è stata in merito alla scelta di fare di due brand ben conosciuti un solo marchio. La risposta è stata decisamente chiara. Non c'erano abbastanza fondi per portare avanti lo sviluppo di due marchi separati. Sebbene avessero un'ottima reputazione e riconoscibilità, uno più conosciuto per le cuffie, l'altro nel mondo delle Unified Communications e fossero due ottimi marchi sotto molti altri punti di vista, lo sviluppo in parallelo di entrambi sarebbe risultato alla lunga molto oneroso. "D'altra parte" - ha detto Clark - "Ci sono molti esempi di fusioni di questo genere ben riuscite, l'importante è che i valori dei due marchi siano compatibili e possano completarsi a vicenda". Su questo punto effettivamente negli anni Plantronics aveva cominciato a sconfinare sempre di più dal puro mondo delle cuffie verso quello delle soluzioni di Unified Communications, dall'altro Polycom, nata per rispondere alle esigenze delle UC, vedeva sempre più un pressione a fornire anche soluzioni come quelle proposte da Plantronics.

Per riunire le due compagnie sotto un unico cappello si è cercato un marchio breve, facile ricordare e comunicare. Attingendo all'eredità di una delle due aziende, la scelta è caduta su Poly, anche per il fatto di essere comprensibile immediatamente in diverse lingue. Primo elemento di composti, derivati dal greco o formati modernamente, il prefisso Poli- esprime in genere il concetto della ‘molteplicità'. Ed è proprio la gestione della molteplicità degli aspetti della vita lavorativa la missione dell'azienda. Le compagnie si trovano a gestire molti metodi di comunicare, con voce, video e gestualità, ma anche molti metodi di lavorare, molti luoghi, e oggi sempre di più possono essere flessibili il come, cosa, dove e quando.

"La nuova compagnia non vuole essere semplicemente la somma dei due precedenti marchi, ma vuole sfruttarne al massimo le sinergie, anche aprendo nuovi ambiti di sviluppo". Abbiamo già parlato di alcuni dei prodotti lanciati recentemente e che rientrano in questa nuova strategia condivisa nella notizia che abbiamo dedicato all'annuncio, ma l'incontro con Paul Clark è stato l'occasione per scendere maggiormente nel dettaglio. Si è parlato anche di intelligenza artificiale, ma su questo tema l'opionione di Clark è chiara: "Colossi come Google, Amazon e Microsoft sono all'avanguardia su questo tema e hanno fondi per lo sviluppo molto elevati. A noi il compito di integrare al meglio i loro servizi nelle soluzioni di comunicazione dei nostri clienti e concentrarci sui nostri punti di forza". La compatibilità con Amazon Chime, la possibilità di utilizzare Alexa for Business sul prodotto di teleconferenza Trio, la partnership con Google per la certificazione dei prodotti per Google Voice e i prodotti dedicati all'integrazione dei prodotti Microsoft rientrano tutti in questa strategia.

C'è un mercato a cui la nuova Poly punta in modo deciso, quello delle Huddle Room. Queste piccole salette per riunioni sono un fenomeno in crescita sia nelle aziende (che sempre più utilizzano approcci open space per i propri uffici), sia negli spazi di coworking. Delle decine di milioni di huddle room sparse per il mondo, oggi però solo il 2% è dotato di capacità video. "Puntiamo a far salire questo numero al 15% nel giro di due anni" - ha dichiarato Clark.

"Come mai oggi solo il 2% di queste piccole sale riunioni ha capacità video e come pensate che le vostre soluzioni possano invertire la tendenza in modo così netto?" è stata la mia domanda. La risposta, molto articolata, è sintetizzabile nella sua prima parte in poche parole. Spesso sono state create semplicemente perché era una tendenza, quasi una moda. Se avevi un open space non potevi non avere una huddle room, magari sullo stile delle aziende tecnologiche della Silicon Valley. "Molti hanno messo a disposizione lo spazio, hanno acquistato uun dispositivo di teleconferenza di primo prezzo e si sono semplicemente fregiati del fatto di avere una huddle room, ma l'approccio non funziona, molte rimangono inutilizzate. Hanno invece un grosso potenziale se equipaggiate con strumenti che rendano migliore la comunicazione".

"Buona parte del potere comunicativo passa dalla gestualità e di un'altra grossa fetta è responsabile il tono di voce. Le parole in sé ricoprono un ruolo minore. Senza un buon audio e soprattutto senza poter vedere le espressioni facciali e i gesti delle persone collegate la comunicazione può non essere efficace. Ed è qui che entrano in gioco le nostre soluzioni. Da un lato offrono grande qualità audio, grazie alle tecnologie sviluppate negli anni, come la cancellazione dei rumori (un esempio è il fastidioso ticchettio sulla tastiera) e la recinzione virtuale che elimina tutti i suoni e le voci al di fuori del perimetro in cui sono confinate le persone che partecipano alla conferenza. Similmente in ambito video le nostre videocamere sono in grado di zoomare sui volti delle persone presenti, dando più risalto a quelle che stanno parlando e soprattutto eliminando particolari non essenziali alla comunicazione, come potrebbe essere una sedia vuota, una finestra o qualcosa appoggiato sul tavolo".

"Le nostre soluzioni sono poi facili da installare. Poly Studio, che abbiamo presentato recentemente, va proprio in questa direzione. Ha il design di una soundbar, ma integra anche videocamera 4K ed è semplicissimo da installare, sfruttando la connessione USB. La semplicità deve essere poi anche a disposizione degli IT Manager e l'ultimo aggiornamento di Plantronics Manager Pro, v3.13 va proprio in questa direzione. Con la piattaforma software è molto semplice per chi deve gestire l'infrastruttura IT avere sott'occhio lo stato di tutti i dispositivi, raccogliere dati analytics e gestire da remoto anche lo stato di patch, aggiornamenti e firmware".

L'atmosfera che si respirava tra gli impiegati della nuovo Poly era certamente di grande ottimismo. Sebbene per qualcuno fosse un passaggio non del tutto indolore lasciare un brand come Plantronics e sposare il nuovo logo e marchio. Lo stesso Clark ha passato molti anni in azienda e traspariva la sua emozione all'inizio di una nuova avventura. "In ogni caso abbiamo molti prodotti Plantronics ancora in giro, vedremo circolare il marchio ancora per diverso tempo" - ci ha detto stimolato direttamente sul tema.

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