Aziende, fate attenzione a Voldemort, il malware che si spaccia per l'Agenzia delle Entrate. L'analisi di Proofpoint
di Alberto Falchi pubblicata il 30 Agosto 2024, alle 11:56 nel canale Security
Si sospetta che il malware sia stato utilizzato a scopo di spionaggio, a causa delle sue capacità di raccogliere dati e fornire payload aggiuntivi, e non per ottenere ritorni finanziari. Proofpoint ritiene che possa essere a opera di un attore APT
Ad agosto i ricercatori di Proofpoint hanno individuato una nuova campagna di malware attiva a livello globale, Voldemort, che mira a sottrarre informazioni sensibili. I criminali informatici inviano messaggi spacciandosi per agenzie fiscali di vari Paesi, inclusa l'Agenzia delle Entrate. Non si hanno ancora informazioni sugli autori, ma secondo Proofpoint è probabile che sia ad opera di un APT (Advanced Persistent Threat), ovvero gruppi criminali al servizio degli Stati.
Voldemort, un nuovo malware che sottrare informazioni sensibili
Il Threat Research Team ha battezzato con il nome di Voldemort il nuovo malware. La scelta del nome è stata fatta sulla base dei nomi dei file e da alcune stringhe di testo presenti nel malware.

Una minaccia che ha iniziato a diffondersi dai primi giorni di agosto: a oggi sono stati registrati circa 20.000 messaggi malevoli diretti a più di 70 aziende in tutto il mondo. In tutti i casi, i messaggi inviati sembravano provenire da agenzie fiscali di vari Paesi, incluse l'italiana Agenzia delle Entrate, l'IRS degli Stati Uniti, la Direction Générale des Finances Publiques francese e la tedesca Bundeszentralamt für Steuern. Verso la fine di agosto la campagna si è estesa anche a India e Giappone, con messaggi che impersonificavano rispettivamente l'Income Tax Department e la National State Agency.

Un malware atipico
La campagna malware Voldemort si distingue da altri tentativi di attacco per l'uso di metodi alternativi per la gestione dei server C&C (Comando & Controllo) che facevano leva su Google Sheets. Alcuni elementi hanno inizialmente portato i ricercatori a ipotizzare che si trattasse di operazioni red team, cioè gruppi interni alle aziende che testano l'efficacia dei sistemi di difesa. Solo quando il volume dei messaggi ha iniziato a diventare elevato si è iniziato a supporre che si trattasse di una campagna lanciata da un gruppo di criminali informatici.
Non è ancora noto l'autore, ma Proofpoint sospetta che la campagna sia attribuibile a un APT: l'attacco non sembra infatti finalizzato a sottrarre denaro alle vittime, ma solo a carpire informazioni riservate per scopi di spionaggio. Gli analisti di Proofpoint hanno messo in relazione la lingua delle e-mail con le informazioni pubbliche disponibili su un numero selezionato di obiettivi, scoprendo che il cybercriminale ha preso di mira le vittime previste secondo il loro Paese di residenza, e non quello in cui opera l’azienda, o in base alla nazione o lingua che potevano essere recuperati dall’indirizzo e-mail.
Un'analisi più approfondita del malware è disponibile a questo indirizzo.










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