La difesa dei dati passa per l'intelligenza artificiale secondo Acronis

La difesa dei dati passa per l'intelligenza artificiale secondo Acronis

Acronis afferma che non è più possibile proteggere i dati con i vecchi metodi: bisogna usare le nuove tecnologie come l'intelligenza artificiale per poter combattere efficacemente le minacce del mondo odierno

di pubblicata il , alle 18:41 nel canale Security
Acronis
 

L'aumento della quantità di attacchi informatici e della loro complessità porta a una sola, inevitabile conclusione: non è più possibile proteggersi utilizzando metodi "classici". È necessario adottare misure di sicurezza intelligenti che sappiano riconoscere attivamente le minacce, senza dover ricorrere a definizioni e all'intervento umano. Secondo Acronis la soluzione sta nell'intelligenza artificiale e in sistemi che sappiano riconoscere le minacce dal loro comportamento, e non solo perché etichettate come tali.

Acronis: la sicurezza non può prescindere dall'intelligenza artificiale

L'idea è, in un certo senso, intuitiva e rapportabile al mondo reale. Pur non conoscendo un animale, si è spesso in grado di capirne l'atteggiamento aggressivo semplicemente osservandolo per qualche momento. Pur non avendo mai visto esemplari specifici di malware, uno strumento di protezione efficace dovrebbe essere in grado di riconoscerli come tali giudicando il loro comportamento.

Con minacce sempre più sofisticate e sempre più numerose, per le aziende è diventato complesso difendersi dagli attacchi dei cybercriminali. Anche l'utilizzo dei backup può non essere sufficiente, pur rispettando le linee guida sulle pratiche migliori, dato che alcuni ransomware recenti disabilitano i backup, cifrano il contenuto dei dischi e poi chiedono un riscatto per riavere i dati. È necessario affidarsi a tecniche che possano imparare dall'esperienza.

Una ricerca Ponemon evidenzia come la maggioranza dei responsabili dell'IT e della sicurezza consideri inadeguata la protezione dei propri sistemi: il 45% afferma di non riuscire a controllare i perimetri da difendere anche grazie a IoT, BYOD e mobile; il 46% afferma che l'evoluzione costante della complessità delle tecniche di attacco rende difficile proteggere i dati; il 64% concorda nel ritenere l'IA una soluzione possibile al problema.

Acronis fa notare come l'uso di tecnologie come Acronis Active Protection consenta di contrastare efficacemente gli attacchi poiché i ransomware e gli altri malware sono riconosciuti in tempo reale. Una volta riconosciuto il malware, Acronis arresta l'attacco e avverte gli utenti della scoperta, accelerando dunque la risposta e minimizzando i danni. Acronis Active Protection è già disponibile: ad esempio, Acronis True Image 2019 integra già la protezione.

Acronis non è l'unica a utilizzare questo tipo di difesa: anche Darktrace utilizza un approccio simile. L'unico modo per affrontare il cambiamento è quello di abbracciarlo: anche le strategie di difesa devono cambiare con le strategie di attacco utilizzate dai criminali. E l'unico modo possibile è quello di adottare strumenti di difesa che siano in grado di agire autonomamente.

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4 Commenti
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Tedturb010 Giugno 2019, 22:07 #1
Di sicuro passa per l'intelligenza naturale. Senza di quella temo che l'intelligenza artificiale poco possa
M@n11 Giugno 2019, 12:02 #2
Originariamente inviato da: Tedturb0
Di sicuro passa per l'intelligenza naturale. Senza di quella temo che l'intelligenza artificiale poco possa


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Portocala12 Giugno 2019, 08:54 #3
Da capire anche la potenza di calcolo necessaria. Già gli ultimi AV sono pesanti da far schifo
aqua8412 Giugno 2019, 09:07 #4
perchè i "virus" stanno a guardare invece di sfruttare anche loro l'AI...

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