Microsoft Azure offrirà macchine virtuali basate su processori ARM Ampere Altra
di Riccardo Robecchi pubblicata il 31 Agosto 2022, alle 17:01 nel canale Cloud
Microsoft ha annunciato che renderà disponibili delle nuove macchine virtuali basate sui processori Ampere Altra con architettura ARM. Una risposta ai processori Graviton di AWS
È da tempo che Microsoft sta lavorando all'introduzione dei processori ARM all'interno dell'infrastruttura di Azure e l'azienda ha ora annunciato che il 1° settembre renderà disponibili delle macchine virtuali basate su CPU Ampere Altra.
I processori Ampere Altra con architettura ARM sbarcano su Azure

Nell'annunciare la disponibilità di macchine virtuali basate su CPU Ampere, Microsoft ripete più e più volte come tali processori offrano ampia compatibilità con il software già esistente: i principali linguaggi e database in uso in ambito aziendale (PHP, Java, Python, Rust, .NET, MySQL, PostgreSQL...) sono compatibili con i processori ARM e non richiedono una riscrittura del codice, dunque le nuove CPU possono essere impiegati da subito.
Il vantaggio principale dato dalle nuove CPU, almeno dal punto di vista degli utenti del servizio, è il prezzo: le macchine virtuali saranno infatti più economiche rispetto alle alternative con processori x86. Dal punto di vista di Microsoft, invece, le CPU ARM offrono un migliore rapporto prestazioni/consumi, con un conseguente vantaggio nei ridotti costi operativi (tra minore consumo diretto e minori requisiti in termini di raffreddamento).
Microsoft offrirà macchine virtuali sia Windows sia Linux; in quest'ultimo caso, è prevista la compatibilità con Ubuntu, Red Hat Enterprise Linux, SUSE Enterprise Linux, CentOS e Debian, con AlmaLinux e Rocky Linux che arriveranno in futuro.
Le macchine virtuali disponibili saranno parte delle serie Dpsv5 (fino a 64 CPU virtuali e 4 GB di memoria per CPU, per un totale di 208 GB), Dplsv5 (fino a 64 vCPU con 2 GB di RAM per CPU, per un massimo di 128 GB) e Epsv5 (fino a 32 CPU e 8 GB per CPU, fino a 208 GB). Tra le altre caratteristiche troviamo connessioni di rete fino a 40 Gbps, archiviazione su SSD e hard disk e possibilità di gestire centralmente i cluster Kubernetes indipendentemente dall'architettura del processore. In Europa, le regioni che supporteranno le nuove macchine virtuali sono West Europe e North Europe.











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