Secondo Veeam il processo di trasformazione digitale è frenato dalle tecnologie legacy e dalla carenza di competenze

Secondo Veeam il processo di trasformazione digitale è frenato dalle tecnologie legacy e dalla carenza di competenze

Il Report Veeam 2020 Data Protection Trends evidenzia come nonostante numerose aziende abbiano attivati processi per la trasformazione digitale non manchino freni allo sviluppo, rappresentati per lo più da vecchie tecnologie e mancanza di competenze

di , Vittorio Manti pubblicata il , alle 13:01 nel canale Cloud
Veeam
 

Il Report Veeam 2020 Data Protection Trends è un'indagine basata su un campione di su 1550 business e technology decision maker di aziende medio-grandi (minimo 5.000 dipendenti) provenienti da 22 paesi, 246 dei quali dall'Italia, condotta all'inizio del 2020. La ricerca evidenzia come poco meno della metà delle aziende a livello globale che ha intrapreso un percorso di trasformazione digitale si scontra con soluzioni legacy non più affidabili, e con la mancanza di competenze, fattori che limitano la piena implementazione dei progetti.

Veeam Report

Nonostante la maggior parte degli intervistati sia conscia dell'importanza dei dati e del loro backup per il business, sono in molti a non comprendere come l'affidarsi a soluzioni legacy limiti notevolmente lo sviluppo digitale dell'azienda, oltre che la produttività: la quasi totalità del campione (il 95%) ammette di doversi scontrare con delle interruzioni dei sistemi, interruzioni che mediamente perdurano per quasi due ore (117 minuti). Un costo non indifferente, se teniamo conto che un'ora di down di un'applicazione ad alta priorità ha un costo medio di 67.651 dollari.

"È positivo constatare che c’è una spinta globale verso l’adozione di tecnologie che garantiscano una user experience ricca e soddisfacente, ma il tallone d’Achille di molte aziende sembra essere ancora la protezione e la gestione dei dati in ambienti cloud ibridi" - ha dichiarato Danny Allan, CTO and SVP of Product Strategy di Veeam -"La protezione dei dati deve andare oltre le vecchie soluzioni legacy per raggiungere un nuovo livello di intelligenza che permetta di anticipare i bisogni e rispondere a richieste in continua evoluzione. Secondo i nostri dati è essenziale che i business leader comprendano questa cosa, e agiscano velocemente, altrimenti una reale trasformazione non sarà possibile”.

Cosa emerge dal rapporto di Veeam?

 Veeam Report

La sfida più importante che impatterà le aziende nei prossimi 12 mesi è legata alle minacce informatiche (32%). I principali ostacoli che le aziende dovranno fronteggiare nei prossimi 12 mesi saranno legati alla mancanza di competenze per implementare le tecnologie (30%) e dalla necessità di rispondere alle nuove esigenze dei clienti (29%). 

Altri problemi evidenziati nel report sono la carenza di staff in grado lavorare su nuove iniziative (42%), la mancanza di budget per queste iniziative (40%) e di visibilità sulle performance operative (40%).

Per il 23% delle aziende lo status dei progressi delle iniziative di digital transformation è considerato “maturo” o “pienamente implementato”, mentre quasi un terzo (30%) delle aziende del campione si trova ancora nelle fasi iniziali di implementazione o pianificazione di iniziative di digital transformation.

Veeam Report

Se da un lato il 27% dei dati viene replicato e reso disponibile per attività di business continuity o disaster recovery attraverso un fornitore di servizi cloud, rimane un 14% dei dati che non viene replicato per attività di business continuity o disaster recovery. Il dato che fa più riflettere in questo rapporto è che per un 18% dei dati non viene effettuato alcun backup

"Le aziende che hanno in programma di iniziare l’ammodernamento delle infrastrutture nel 2020, continueranno il loro viaggio verso la trasformazione digitale incrementando l’utilizzo di ambienti cloud" - ha proseguito Allan - "Le soluzioni legacy erano utili in passato per proteggere i dati all'interno di data center fisici e sono così datate e complesse da richiedere tempo, risorse, investimenti e problemi da gestire difficilmente ipotizzabili a priori. La protezione moderna, come ad esempio quella garantita dalle soluzioni Veeam Cloud Data Management, va oltre il backup. Il Cloud Data Management è una soluzione semplice, flessibile e affidabile che permette di risparmiare denaro e risorse, che possono essere destinate ad altre attività. La protezione dei dati non può più essere confinata all'interno di ambienti on-premise dedicati e le aziende devono poter disporre di opzioni flessibili di licensing che permettano la migrazione verso ambienti ibridi e multi cloud”.

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La visione di Veeam, supportata dai dati della ricerca, è che il focus per le aziende si sta spostando dal vedere il backup come soluzione per ripristinare i dati in caso di problemi, a una vera e propria strategia di cloud data management. Questo significa sia avere il cloud come “luogo” privilegiato per gestire e archiviare i backup, ma anche e soprattutto sfruttare le potenzialità del cloud per utilizzare il backup non solo per mettere in sicurezza i dati ma come elemento di accelerazione del business. Sfruttando le tecnologie Veeam, ma non solo, è infatti possibile utilizzare i dati nel cloud in scenari di “Data Re-Use”, dalla conformità alle regolamentazioni su dati e privacy, al data mining e il reporting. Molto interessante la possibilità di creare delle copie secondarie dei dati aziendali per permettere a team di sviluppo, anche in modalità DevOps, di testare le nuove applicazioni senza intaccare i dati online.


Per chi volesse approfondire, l’intera ricerca è scaricabile qui.

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1 Commenti
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boboviz03 Giugno 2020, 08:50 #1
Da molti clienti facciam fatica a fargli comprare una licenza BASE di Uranium (viene 80 euro), che tutti opterebbero per quella FREE. Figurarsi le licenze da migliaia di euro di Veeam.

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