Mettere un datacenter sott'acqua? Si può fare! Ce lo dimostra Microsoft

Mettere un datacenter sott'acqua? Si può fare! Ce lo dimostra Microsoft

Project Natick, l'esperimento di Microsoft volto a verificare la fattibilità di posizionare un datacenter sott'acqua, è stato un successo: non solo funziona, ma presenta vantaggi in termini di affidabilità e costi.

di pubblicata il , alle 14:41 nel canale Device
Microsoft
 

Sono passati quattro anni da quando Microsoft varò l'operazione "Project Natick", un'iniziativa mirata a portare i datacenter sott'acqua per creare velocemente infrastrutture di cloud computing accanto a città con mari o laghi. L'idea consiste nell'immergere una capsula sigillata con diversi server all'interno e collegarla alla rete elettrica: un datacenter a tutti gli effetti, solo posizionato nelle profondità marine.

Ebbene, nelle scorse ore Microsoft ha pubblicato i risultati di questo esperimento, più in particolare quanto imparato dal recupero di un datacenter sottomarino al largo delle Isole Orcadi scozzesi - avvenuto a inizio estate. Il recupero ha avviato la fase finale di un impegno volto a dimostrare che creare datacenter sottomarini è cosa possibile dal punto di vista logistico, ambientale ed economico.

Il datacenter in questione si trovava lì dalla primavera del 2018 e per due anni Microsoft ne ha testato e monitorato le prestazioni e l'affidabilità. Una volta ripescato, gli ingegneri hanno studiato per alcuni mesi il datacenter e l'aria al suo interno al fine di determinare l'efficacia dell'idea.

I risultati hanno evidenziato che i server non solo funzionano bene in termini prestazionali, ma anche che mostrano un'affidabilità fino a otto volte superiore alle controparti sulla terraferma. I ricercatori stanno cercando di capire l'origine di questo maggiore tasso di affidabilità nella speranza di tradurre quanto scoperto anche sui server terrestri per ottenere maggiori prestazioni ed efficienza.

Un altro vantaggio di un datacenter sottomarino è che opera con una maggiore efficienza energetica, specie in regioni in cui la rete elettrica terrestre non è considerata sufficientemente affidabile per un funzionamento prolungato. Ciò è dovuto, in parte, alla minore necessità di raffreddare artificialmente i server grazie alla possibilità di sfruttare le condizioni più favorevoli del mare in termini di temperatura.

L'area delle Isole Orcadi è coperta da una rete rinnovabile al 100% fornita da eolico e solare, e mentre le variazioni nella disponibilità di entrambe le fonti avrebbe comportato un problema per alimentare un datacenter terrestre, la rete si è dimostrata sufficiente a gestire un datacenter subacqueo della stessa dimensione.

Microsoft sembra quindi aver colpito nel segno con Project Natick e presto potrebbe iniziare a offrire ai propri clienti "datacenter portatili" da situare nelle aree costiere di tutto il mondo per esigenze particolari, mantenendo bassi i costi energetici e operativi. Gli "esperimenti" però non sono finiti: Microsoft punta ad aumentare le dimensioni e le prestazioni di questi datacenter collegandone più di uno insieme per combinarne le capacità.

16 Commenti
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marittimus16 Settembre 2020, 14:45 #1
Fantastico, mi ricordo quando avevo letto la notizia e mi era sembrata ovviamente ottima. Immergere questo suppostone in un pozzo freddo garantisce limitate fluttuazioni termiche esterne e bassissimi consumi per la dissipazione.
Ottima soluzione.
WarDuck16 Settembre 2020, 14:46 #2
"Project Natick"

Idea curiosa comunque. Dal punto di vista ambientale così a spanne non mi sembra granché, per quanto si risparmi energia nel raffreddamento.
Opteranium16 Settembre 2020, 14:50 #3
non mi pare una grande idea, riscaldare ulteriormente il mare..
demon7716 Settembre 2020, 15:00 #4
Originariamente inviato da: Opteranium
non mi pare una grande idea, riscaldare ulteriormente il mare..



Hai idea dell'inerzia termica "DEL MARE"????

E' come preoccuparsi del fatto che le particelle di polvere in sospensione nell'aria possano rallentare un treno merci in corsa.
Pino9016 Settembre 2020, 15:08 #5
Sempre piú in basso MS. Sotto l'acqua proprio.
acerbo16 Settembre 2020, 15:25 #6
se non ricordo male google ha realizzato o sta realizzando un datacenter che si alimenta direttamente con le correnti marine
TheAle16 Settembre 2020, 15:29 #7
Per entrare ti fanno la scansione del retìno
marittimus16 Settembre 2020, 15:36 #8
Per chi si preoccupa dell'ambiente (legittimamente ma in modo ottuso in questo caso).

In termodinamica il mare è l'esempio più calzante di pozzo freddo. Probabilmente se mettessimo tutti i datacenter del mondo immersi nelle acque del mare a dissipare il calore da loro prodotto non alzeremo la temperatura degli oceani di 1/100°C (forse esagero ma il calcolo preciso è un po' complicato comunque gli oceani sono circa un miliardo e mezzo di chilometri cubi!!!)

Anzi lo scopo è esattamente il contrario e probabilmente ci sarebbe un grande contributo green in quanto i sistemi di raffreddamento tradizionali (aria-aria o anche aria-acqua) hanno rendimenti, che sebbene ottimi per effetto dei sistemi termodinamici e delle dimensioni degli impianti, sono peggiori della diretta immersione in liquido anche perché la trasmissione del calore avverrebbe almeno in parte per conduzione diretta che è certamente meglio della convezione.

Ma poi tutta l'energia impiegata per alimentare quelle macchine di raffreddamento attive e l'energia termica dissipata normalmente secondo voi da dove arrivano e dove vengono immesse? In un buco nero o in un'altra dimensione?!
E' un sistema sostanzialmente chiuso, se rendo più efficiente la dissipazione è a tutto vantaggio dell'ambiente. Ricordate che non esistono macchine perfette e quindi una parte dell'energia viene sempre persa durante le trasformazioni, si potrebbe usare la cogenerazione, anzi probabilmente molti già lo fanno ma questo è potenzialmente un ottimo sistema, sistemi più affidabili, con pochissimo apporto umano.
luca.camminacieli16 Settembre 2020, 15:59 #9
Originariamente inviato da: marittimus
Per chi si preoccupa dell'ambiente (legittimamente ma in modo ottuso in questo caso).

In termodinamica il mare è l'esempio più calzante di pozzo freddo. Probabilmente se mettessimo tutti i datacenter del mondo immersi nelle acque del mare a dissipare il calore da loro prodotto non alzeremo la temperatura degli oceani di 1/100°C (forse esagero ma il calcolo preciso è un po' complicato comunque gli oceani sono circa un miliardo e mezzo di chilometri cubi!!!)

Anzi lo scopo è esattamente il contrario e probabilmente ci sarebbe un grande contributo green in quanto i sistemi di raffreddamento tradizionali (aria-aria o anche aria-acqua) hanno rendimenti, che sebbene ottimi per effetto dei sistemi termodinamici e delle dimensioni degli impianti, sono peggiori della diretta immersione in liquido anche perché la trasmissione del calore avverrebbe almeno in parte per conduzione diretta che è certamente meglio della convezione.

Ma poi tutta l'energia impiegata per alimentare quelle macchine di raffreddamento attive e l'energia termica dissipata normalmente secondo voi da dove arrivano e dove vengono immesse? In un buco nero o in un'altra dimensione?!
E' un sistema sostanzialmente chiuso, se rendo più efficiente la dissipazione è a tutto vantaggio dell'ambiente. Ricordate che non esistono macchine perfette e quindi una parte dell'energia viene sempre persa durante le trasformazioni, si potrebbe usare la cogenerazione, anzi probabilmente molti già lo fanno ma questo è potenzialmente un ottimo sistema, sistemi più affidabili, con pochissimo apporto umano.


Molto interessante come spiegazione...e molto sensato direi !
Mparlav16 Settembre 2020, 16:53 #10
Si spende un sacco di energia e soldi per riscaldare l'acqua per gli acquari pubblici.
Non sarebbe male farci lì vicino uno di quei datacenter.

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