Cosa succederà allo smart working dopo il 15 ottobre?

Cosa succederà allo smart working dopo il 15 ottobre?

Lo smart working in Italia potrebbe presto cambiare volto: il 15 ottobre scadranno infatti i termini grazie ai quali è stato possibile adottare questa modalità di lavoro su larga scala. Le parti sociali e i sindacati chiedono nuove leggi

di pubblicata il , alle 10:01 nel canale Innovazione
Smart Working
 

Il prossimo 15 ottobre 2020 scadrà, almeno in teoria, lo stato attuale di emergenza sanitaria che ha caratterizzato il nostro Paese per la maggior parte dell'anno. Con esso avrà termine anche la possibilità di ricorrere allo smart working con le stesse modalità semplificate e in deroga a contratti e normative attualmente in vigore. Dal 16 ottobre si dovrà tornare a modalità di lavoro tradizionali, in assenza di cambiamenti, e ciò sta preoccupando sindacati e lavoratori.

Lo smart working in Italia: grandi potenzialità a rischio dal 16 ottobre

Lo smart working, o lavoro agile, è quella modalità di lavoro che permette al lavoratore di operare anche al di fuori dell'ufficio, scegliendo liberamente dove lavorare. All'interno di tale modalità è possibile svolgere il proprio lavoro anche al di fuori dell'ufficio, collegandosi ad esempio dalla propria abitazione, da un parco pubblico o da una seconda casa al di fuori delle città. La chiave di questa modalità è la flessibilità garantita al lavoratore, che può dunque decidere in base a necessità personali di lavorare nel luogo ritenuto più adatto.

Questa modalità ha vantaggi indubbi e già provati, con un incremento della produttività e una migliore salute fisica e psicologica dei lavoratori che portano a un migliore rendimento per l'azienda. Ma finora l'adozione dello smart working è stata lasciata all'iniziativa dei singoli datori di lavoro, che potevano decidere di applicarla o meno a propria discrezione.

Smart working in Italia

Con la pandemia in corso, nel momento di chiusura totale del Paese si è scelto di passare a una fase di implementazione obbligata su scala nazionale del lavoro da casa, simile ma non identico allo smart working (poiché il lavoratore non era libero di scegliere il luogo di lavoro, per ovvi motivi). Tuttavia i risultati sono stati considerati molto positivi e, sull'onda di questi, arrivano ora richieste da parte dei sindacati e delle parti sociali di rinnovare tali modalità anche dopo il termine della fase emergenziale, quando si passerà in tutto e per tutto a una implementazione reale dello smart working.

"Da quando è iniziata l’emergenza sanitaria nel nostro Paese, lo smart working ha rappresentato una sorta di “sperimentazione forzata”, disposta su atto unilaterale del datore di lavoro, che sebbene abbia consentito da un lato ai lavoratori di non interrompere la continuità lavorativa e dall’altro alle aziende di non fermare la produttività e di erogare così i propri servizi alla collettività, ha però mostrato tantissime criticità e nodi che, a fronte di una previsione legislativa – la legge 81/2017 – troppo generica, devono essere urgentemente sciolti nel perimetro degli strumenti della contrattazione collettiva e non attraverso un intervento legislativo unilaterale."

Queste le parole del sindacato Confsal al termine di un incontro con la Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo. Il sindacato chiede che i lavoratori possano continuare con le modalità attuali, chiedendo però alcune modifiche rilevanti.

Allo stato attuale, infatti, il decreto Agosto prevede che i lavoratori che si trovassero costretti a rimanere in casa a causa di un tampone positivo di figli sotto i 14 anni dovrebbero chiedere il congedo parentale al 50%. Sarebbe molto più utile e produttivo, invece, se si adottasse lo smart working senza che possa esserci diniego da parte del datore di lavoro all'adozione di tali modalità, come è stato previsto fino al 14 settembre.

Resterà da vedere come il Governo deciderà di affrontare la questione, sebbene la Ministra si sia mostrata disponibile a incontrare le richieste di sindacati e parti sociali.

213 Commenti
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andy4530 Settembre 2020, 10:23 #1
Molto semplice, modalità mista, tot giorni a lavoro, tot giorni a casa, almeno da quello che ho sentito 3 in ufficio e 2 a casa...il lavoro in presenza è un'altra cosa, in quarantena ci si adattava, ma molti lavori vanno fatti in team, per telefono si perde troppo tempo.
Steve Grow30 Settembre 2020, 10:30 #2
Da questa emergenza sono nati team misti, con persone che lavorano da casa un po da tutta italia. Quindi dopo si continuerà per forza di cose da casa. E devo dire che da questo punto di vista la ditta si è trovata molto meglio perché può assegnare le risorse con molta piu liberta dove vuole.

Ovviamente dipende da quello che si sta svolgendo, ma per molte realtà si può procedere benissimo cosi.
frankie30 Settembre 2020, 10:30 #3
Veri entrambi i punti di vista: i lavori in team van fatti in team. Dare la possibilità di fare una certa parte in SW è però vincente.

L'equilibrio delle due cose è forse la cosa migliore, quindi un 3+2 è forse la soluzione.
ghiltanas30 Settembre 2020, 10:33 #4
Io spero in un 4+1, ovviamente 4 a casa e 1 in ufficio visto che per me lavorare da casa è una benedizione, però mi accontenterei anche di 3 a casa e 2 in ufficio
jeremj30 Settembre 2020, 10:36 #5
Originariamente inviato da: ghiltanas
Io spero in un 4+1, ovviamente 4 a casa e 1 in ufficio visto che per me lavorare da casa è una benedizione, però mi accontenterei anche di 3 a casa e 2 in ufficio


Da noi si parla di 3 in ufficio 2 in casa e viceversa.
Ma quasi certamente non partirà dal 16 ottobre, visto i molti casi in aumento di contagio, ci sarà la proroga sino a dicembre 2020.
andy4530 Settembre 2020, 10:37 #6
Originariamente inviato da: frankie
L'equilibrio delle due cose è forse la cosa migliore, quindi un 3+2 è forse la soluzione.


Ma infatti è la cosa migliore, a casa ti fai tranquillamente la tua parte o magari pensi a soluzioni di eventuali problemi che sono usciti fuori, poi quando stai in ufficio metti insieme tutto senza perdere tempo con telefonate infinite o riunioni per video conferenza dove c'è sempre qualche intoppo.
recoil30 Settembre 2020, 10:38 #7
da noi abbiamo già ripreso in modalità mista 2-3 giorni in ufficio e il resto a casa e mi pare un buon compromesso

la presenza in ufficio di tutto il team serve ogni tanto per fare il punto, fare qualche meeting per decidere i prossimi sviluppi e così via
i giorni in cui si fa sviluppo, l'ufficio non serve e anzi è una distrazione in più senza contare la perdita di tempo per fare avanti e indietro da casa
c'è il pair programming che noi adottiamo in alcuni casi ma in remoto siamo riusciti a farlo ancora meglio perché uno condivide la schermata e l'altro nel frattempo guarda qualcosa sul suo computer, in presenza generalmente si fa insieme sullo stesso pc e quindi chi non ha la tastiera è più limitato

tornare 5 giorni non aumenterebbe di certo la produttività, senza contare che l'emergenza non è affatto finita e chi viene con i mezzi si espone a un rischio inutile
inoltre chi ha figli al minimo sintomo se li ritrova a casa da scuola, quindi ha bisogno di lavorare da casa
vedremo a fine COVID, ma dopo mesi di gente che lavora almeno parzialmente da casa sarà dura convincerli a tornare in ufficio, almeno quelli con un po' di potere contrattuale
quello che penso è che molte aziende offriranno almeno il lavoro remoto parziale anche dopo la pandemia e chi pretenderà di avere gente in ufficio tutti i giorni si ritroverà con un bel turnover, chiaro che non tutti hanno voglia/possibilità di cambiare ma chi può farlo difficilmente tornerà in ufficio dopo aver provato i vantaggi del remoto
andy4530 Settembre 2020, 10:42 #8
Originariamente inviato da: recoil
quello che penso è che molte aziende offriranno almeno il lavoro remoto parziale anche dopo la pandemia e chi pretenderà di avere gente in ufficio tutti i giorni si ritroverà con un bel turnover, chiaro che non tutti hanno voglia/possibilità di cambiare ma chi può farlo difficilmente tornerà in ufficio dopo aver provato i vantaggi del remoto


Dipende sempre da quello che si fa, dove lavora mio fratello lo smart working aveva fatto crollare la produttività, è già da luglio che sono rientrati tutti in sede, e ora hanno ricominciato anche con le trasferte.
Unrealizer30 Settembre 2020, 10:56 #9
La mia azienda permetteva già il remoto illimitato dalla scorsa estate, quindi per noi c'è stata poca differenza (per citare un mio collega: "l'unica cosa che ho cambiato è stato l'indirizzo predefinito su Amazon".

Personalmente avevo già approfittato tantissimo della cosa, lavorando un po' ovunque, ma quest'ultimo periodo ha assolutamente convinto anche quelli più affezionati all'ufficio, al punto che da quando è stato riaperto 10 giorni fa pochissime persone (e solo uno del mio team) ci andranno 1 o 2 volte a settimana, il resto (me incluso) zero.

Abbiamo avuto più tempo per prepararci, è stata una cosa graduale partita dallo scorso anno e non abbiamo avuto lo stacco netto che hanno avuto molti altri, ma devo dire che con i giusti cambiamenti ai propri processi interni è una situazione nettamente migliore.
Opteranium30 Settembre 2020, 11:17 #10
lo smart working ha un grosso problema. Toglie il lavoro a bar e ristoranti che fino ad allora campavano con pranzi e colazioni

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