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SheTech e Bitrock insieme per incentivare la presenza femminile nel mondo tech

SheTech e Bitrock insieme per incentivare la presenza femminile nel mondo tech

SheTech e Bitrock (società di Fortitude) hanno unito le forze e messo in piedi una serie di iniziative per avvicinare il pubblico femminile al mondo STEM, con l'obiettivo di colmare il divario di genere che in questo settore è ancora molto forte

di pubblicata il , alle 10:21 nel canale Innovazione
BitrockSheTechStartup al femminile
 

Il tema della (scarsa) presenza femminile nel mondo tech è sempre più sentito e numerose aziende stanno mettendo in piedi iniziative per cercare di colmare il gender-gap nel settore It e, più in generale, in ambito STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). Fra le varie iniziative messe in atto, merita di essere segnalata Shetech Coding Bootcamp, una serie di eventi organizzati da SheTech e Bitrock. Shetech è un’associazione no profit nata con l’obiettivo di colmare il gender gap nel mondo della tecnologia, mentre Bitrock è una realtà che fa parte di Fortitude specializzata in consulenza nell’ambito hi-tech.

Bootcamp Bitrock-SheTech

SheTech Coding Bootcamp, l’iniziativa per potenziare hard e soft skill

Vogliamo creare una community attiva e offrire opportunità reali per supportare le donne nel mondo tech e digital”: questo l’obiettivo dell’associazione Shetech, che per raggiungerlo organizza eventi atti a facilitare il networking, la formazione e a stimolare l’imprenditoria femminile. Eventi di vario tipo, che spaziano dai bootcamp e workshop a semplici incontri, cene e colazioni, mirati a favorire il networking in ambito professionale. Incontri durante i quali alcune donne che operano nel mondo STEM raccontano le proprie esperienze e il proprio background, così da stimolare la partecipazione di altre ragazze, alternati ad appuntamenti più mirati alla formazione, dedicati a temi specifici come possono essere lo sviluppo di interfacce utente, il graphic design, ma anche il coding, la programmazione.

Vogliamo portare le nostre competenze perché [quello del tech] è il settore dove si sente di più il gender gap”, spiega Melissa Gifuni, Human Resources Specialist di Fortitude Group raccontandoci dell’esperienza dell’ultimo bootcamp, tenutosi a fine novembre, al quale hanno partecipato sia ragazze già introdotte nel mondo del lavoro, sia numerose studentesse. Un gruppo che come ci spiega Gifuni è molto eterogeneo e include sia persone che hanno seguito un percorso di studi STEM sia altre che invece hanno optato per una formazione umanistica, ma sono interessate al mondo tech.

camp

Al contrario di qualche anno addietro, secondo Gifuni è cresciuto molto l’interesse delle donne per i percorsi universitari e pre-universitari incentrati su scienza e tecnologia, come dimostrano sia la rapida crescita della community di Shetech, sia l’interesse delle aziende verso queste iniziative, che hanno anche il ruolo di mettere in contatto i talenti con i potenziali datori di lavoro. Le imprese, infatti, si scontrano con un problema non indifferente nel trovare persone adatte alle loro esigenze: in molti casi, infatti, sono alla ricerca di figure senior, ma al momento il mercato tende a offrire prevalentemente dei junior. Di qui l’importanza della formazione, che permetterebbe di avvicinare da subito le ragazze (ma non solo) al mondo del lavoro, andando a colmare il gap attualmente esistente.

Bisogna partire dalla scuola

Il problema della scarsa presenza femminile nel settore tech non deriva dal disinteresse delle imprese verso le donne, ma dalla scarsità di ragazze che hanno seguito un percorso di formazione STEM. Il motivo è prevalentemente culturale, in particolare in Italia, e spesso parte dalla famiglia e dalla scuola: le ragazze sono infatti disincentivate a seguire certi indirizzi universitari, erroneamente considerati una cosa da “uomini”. È vero che le istituzioni e le aziende, così come il mondo dell’istruzione, stanno cercando di stimolare una maggior partecipazione femminile, ma spesso la si va a cercare nelle Università. “Se parti dall'università, è già tardi”, sottolinea Gifuni. Si può intervenire prima? Certo, tanto che “uno degli obiettivi del 2022 è iniziare a fare eventi con scuole di secondo grado. Mandiamo in questi istituti i nostri mentor e spieghiamo cosa fanno queste figure professionali”. L’obiettivo insomma è giocare d’anticipo, non limitandosi alle ragazze che hanno già scelto corsi universitari a carattere scientifico, ma facendo conoscere queste opportunità prima che le studentesse abbiano intrapreso la scelta sul percorso universitario da seguire.

Le istituzioni, fortunatamente, hanno compreso il problema e stanno intervenendo, soprattutto in alcuni comuni, per esempio Milano con l’iniziativa STEM in the City, nella quale è stata coinvolta in più occasioni anche SheTech. E per il futuro? Come ci spiega Martina Casiraghi, responsabile Marketing and Communication di Bitrock, l’obiettivo è quello di “aumentare la gamma e la tipologia di eventi, entrare nelle scuole e ampliare gli argomenti trattati”, oltre che sensibilizzare gli stakeholder, inclusi partner e clienti dell’azienda.

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