Fattura elettronica: imposizione subito ma detrazione IVA posticipata di un mese da inizio 2020

Fattura elettronica: imposizione subito ma detrazione IVA posticipata di un mese da inizio 2020

Con la fatturazione elettronica le operazioni contabili si sono semplificate, sia per le aziende, sia per i commercialisti. Ma dal 1 gennaio 2020 c'è stato un cambiamento che rischia di far pagare subito l’IVA sulle fatture emesse nel mese e invece posticipa al mese successivo le possibili detrazioni

di pubblicata il , alle 18:41 nel canale Market
Fattura Elettronica
 

La fattura elettronica è ormai a regime e, dopo molte perplessità iniziali, si può affermare che sia un passo avanti non solo tecnologico. Gestire il “fine mese” con gli strumenti necessari per emettere e ricevere fatture elettroniche è diventato molto più agevole, perché tutto è centralizzato e quindi le procedure per rintracciare le fatture passive e registrarle sono diventate molto più lineari e veloci.

Idealmente chi si occupa di contabilità in azienda, dal reparto amministrativo di una grande azienda fino al professionista che deve fare tutto da solo, utilizza un solo software dove può emettere le fatture attive e vedere tutte le fatture passive che ha ricevuto attraverso lo SDI. Chiaramente ci sono delle eccezioni, come le fatture passive ricevute da soggetti in regime forfettario o provenienti dall’estero, ma rispetto al passato è veramente diventato tutto più semplice e il rischio di dimenticarsi una fattura e doverla registrare il mese successivo è decisamente diminuito.

Dal 1 gennaio 2020 occhio alla data di ricezione dallo SDI delle fatture elettroniche passive

A inizio mese è quindi diventato molto più veloce “chiudere l’IVA” del mese precedente, ma ci ha pensato il legislatore a imporre di rimandare di un mese la detraibilità di alcune fatture. Nel 2019, con il regime della fatturazione elettronica già attivo, faceva sempre fede la data di emissione della fattura per determinare quale fosse il mese di competenza per l’IVA a credito da portare in detrazione. Dal 1 gennaio 2020 invece è necessario prendere in considerazione la data di ricezione delle fatture passive dallo SDI, il sistema di interscambio delle fatture elettroniche dell’Agenzia delle Entrate. Come abbiamo scritto più volte su Edge9, la legge prevede che una fattura possa essere spedita allo SDI fino a 12 giorni dopo la data di emissione, quindi è assolutamente lecito inviare allo SDI il 10 febbraio, tanto per fare un esempio, una fattura datata 31 gennaio. Quindi il cliente riceverà dallo SDI quella fattura il mese successivo alla data di emissione e sarà costretto a conteggiare l’IVA a credito in quel mese.

La norma si applica esclusivamente alle fatture passive, mentre per quelle attive continuerà a valere la data di emissione. Quindi l’imposizione legata all’IVA a debito delle fatture attive di un fornitore continuerà a essere di competenza del mese in cui la fattura viene emessa, mentre in diversi casi, per i clienti che ricevono quella stessa fattura, se inviata allo SDI nel mese successivo, il corrispettivo importo potrà essere portato a detrazione dell’IVA da pagare nel mese successivo. 

Il “razionale” dietro questa differenziazione di trattamento fra fatture attive e passive va ricercato nel Dpr 633/1972, rafforzato dall’aggiornamento incluso nella circolare 17/1/2018, n. 1/E dell’Agenzia delle Entrate e infine dal Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020. Il principio già presente nel Dpr del 1972 fa coincidere il momento della detraibilità con quello del possesso fisico e materiale della fattura. Con l’entrata in vigore della normativa sulla fatturazione elettronica, il “possesso” della fattura si verifica solo ed esclusivamente quando viene ricevuta dallo SDI, non contano eventuali copie di cortesia anticipate al cliente e, di conseguenza, l’obbligo di individuare la competenza della detraibilità nella data di ricezione e non di emissione. Seguendo lo stesso principio, le fatture attive sono per definizione in “possesso” di chi le emette e quindi non diventa necessario posticiparle al mese di invio.

Vista la disparità di trattamento delle fatture attive e passive sembra che l’intento del legislatore sia proprio di creare questo sfasamento temporale fra imposizione e detrazione, che visti i numeri in gioco, porterà un oggettivo vantaggio finanziario per l’Agenzia delle Entrate. Il nostro sospetto è confermato dal fatto che a livello europeo questa procedura è in fase di studio per valutarne la congruità. Staremo a vedere se nei prossimi mesi cambierà qualcosa, ma nel frattempo occhio alla data di ricezione delle fatture passive.

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8 Commenti
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sbaffo17 Febbraio 2020, 19:11 #1
il fisco gioca sporco a suo vantaggio, come sempre...
com’è che fino al 2019 invece andava bene? anche il fisco fa le rimodulazioni?
fraussantin17 Febbraio 2020, 19:34 #2
Un altro sistema per avere liquidità gratis.
Come l'anticipo iva o l'anticipo tasse.

Per chi ha soldi il problema non si pone , per chi è scoperto sono interessi da pagare in più ..

Grazie Roma...

Cit.
chico_ve17 Febbraio 2020, 20:47 #3
Taglieggiatori?
zbear17 Febbraio 2020, 22:18 #4

Altro motivo...

Sono FELICE di aver chiuso l'attività nel 2017 e sfanculato lo stato itaGliano.
Fuori dall'itaGlia i regimi fiscali sono davvero più convenienti e lavorare diventa molto più agevole.
idroCammello17 Febbraio 2020, 23:22 #5
in realtà non cambia moltissimo, fatture attive tutto uguale, fatture passive la scocciatura che 12-15 giorni prima della fine mese c'è il rischio di scaricarle il mese successivo.
sarà di stimolo a chiedere la fattura elettronica subito, senza trovarsi sempre all'ultimo, più i fornitori sono seri ed efficienti e meno tempo trascorre tra cessioni di beni e servizi e recapito della fe.
LuigiCarbone18 Febbraio 2020, 18:29 #6
IdroCammello, in realtà cambia in quanto le grandi aziende (commerciali ad esempio) consegnano prodotti con DDT ed emettono fattura a fine mese, per cui facilmente i suoi clienti riceveranno fattura da scaricare il mese successivo.
fraussantin18 Febbraio 2020, 18:45 #7
Originariamente inviato da: LuigiCarbone
IdroCammello, in realtà cambia in quanto le grandi aziende (commerciali ad esempio) consegnano prodotti con DDT ed emettono fattura a fine mese, per cui facilmente i suoi clienti riceveranno fattura da scaricare il mese successivo.


Con l'avvento della fatturazione elettronica molti gestionali fanno pagare un tanto a fattura per la conservazione ( roba da denuncia) e quasi tutti ormai emettono fattura a fine mese.
Io usando il Danea non pago niente , ma tutti gli altri compreso il se che mi voleva imporre il commercialista avevano costi anche fino ad 1 euro a fattura.
idroCammello19 Febbraio 2020, 00:15 #8
@ fraussantin : ci sono vari gestionali (la maggior parte) che non hanno alcun costo per emettere la fe e costi assai bassi per la conservazione.
la conservazione si può avere gratis con l'agenzia delle entrate.
Ovvio che chi si affida a quanto proposto dal commercialista è un utente con esigenze diciamo modeste.
ma ci sono servizi che fanno i 10 anni di conservazione ad un costo modesto, sull' ordine di 1 centesimo a fattura. Ovviamente se uno fa poche fatture ....

@LuigiCarbone : attualmente tra DDT e fattura massimo 15gg. Inoltre la maggior parte delle aziende DECENTI che operano così fatturano grossomodo le prime 2 settimane del mese entro il 15 e le seconde 2 entro l'ultimo. La % di fatture che slittano al mese dopo come trasmissione è contenuta, io lavoro nel settore dell'IT e ho a che fare con tutti i principali grossisti italiani e sia nel 2019 che nel 2020 la % di fatture recapitate fuori dal mese di scadenza è irrilevante. Poi evidentemente in altri settori capiterà diversamente, non lo metto in dubbio

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