Zoom "corregge" il numero dei suoi utenti, mentre Google Meet e Teams crescono

Zoom "corregge" il numero dei suoi utenti, mentre Google Meet e Teams crescono

Zoom ammette di aver comunicato numeri errati per quanto riguarda il numero di utenti attivi quotidianamente, mentre Microsoft Teams e Google Meet continuano la loro crescita.

di pubblicata il , alle 13:21 nel canale Public Cloud
ZoomMicrosoftTeams Google
 

Come si contano gli utenti di un servizio? La domanda può apparire banale, ma ci sono molteplici modi di effettuare questo computo: utenti unici attivi durante un certo periodo di tempo (giorno, settimana, mese...), utenti registrati, utenti che partecipano a una sessione... L'importante è, come spesso avviene, mantenere coerenza e chiarezza nel comunicare i dati. Zoom ha ammesso di non avere 300 milioni di utenti unici attivi quotidianamente come precedentemente dichiarato, dato che tale numero si riferirebbe in generale agli utenti che prendono parte alle riunioni. Microsoft ha intanto annunciato una crescita del 70% degli utenti quotidiani di Teams, arrivati a 75 milioni, mentre Google comunica di aver raggiunto il traguardo dei 100 milioni di utenti attivi quotidianamente su Meet.

Zoom ammette di non avere 300 milioni di utenti al giorno

Zoom

300 milioni è un numero piuttosto grande: per avere un metro di paragone, è l'insieme delle popolazioni di Italia, Regno Unito, Spagna, Francia, Polonia e Belgio. Secondo le dichiarazioni rilasciate nelle scorse settimane da Zoom, tale numero era quello degli utenti unici che quotidianamente utilizzano il servizio.

L'azienda ha ora però corretto il tiro: come riportato da The Verge, Zoom afferma ora che 300 milioni è il numero degli utenti che partecipano a riunioni ogni giorno. La prospettiva cambia completamente, dato che una persona può partecipare a numerose riunioni facendo lievitare il numero complessivo di utenti che prendono parte alle riunioni.

Il numero comunicato precedentemente da Zoom appare dunque particolarmente fuorviante quando messo a confronto con i numeri diffusi dalle altre piattaforme, che rappresentano invece gli utenti unici. La crescita di Zoom appare comunque fenomenale, dato che l'azienda dichiarava 10 milioni di partecipanti quotidiani a dicembre 2019, ma meno impressionante rispetto alla concorrenza quando viene tenuto conto delle differenti metriche.

Microsoft Teams e Google Meet continuano la propria crescita

Microsoft Teams

Microsoft ha nel frattempo confermato che la tendenza di crescita per Teams è continuata anche ad Aprile: l'azienda aveva annunciato il raggiungimento di 44 milioni di utenti quotidiani a marzo, mentre ad aprile il servizio ha registrato una crescita del 70% questo mese portando gli utenti attivi quotidianamente a quota 75 milioni. Microsoft afferma di aver raggiunto 200 milioni di partecipanti alle riunioni in un singolo giorno.

Nonostante la crescita notevole, Teams continua a essere utilizzato da una frazione degli utenti con un abbonamento a Office 365: come ha fatto notare Stewart Butterfield, CEO di Slack, i numeri di Teams sarebbero meno significativi perché testimonierebbero un utilizzo ridotto tra gli utenti che pagano Office 365 e che scelgono di usare altre soluzioni al posto di una che a tutti gli effetti pagano già.

Google Meet, d'altro canto, sembra godere inaspettatamente di un successo crescente: il servizio dell'azienda di Mountain View ha registrato 100 milioni di partecipanti quotidiani, con 3 milioni di nuovi utenti ogni giorno. Come Teams è incluso in Office 365, anche Meet è parte integrante della suite per ufficio di Google, G Suite, ed è integrato con gli strumenti che le aziende con un abbonamento già utilizzano. Curiosamente, però, sembra che la maggiore crescita del servizio arrivi dagli utenti privati anziché da quelli aziendali. Ciò viene in parte spiegato dall'apertura del servizio anche agli utenti consumer, che ora possono creare nuove riunioni senza avere un account G Suite: Google Meet è infatti attualmente disponibile in forma gratuita per tutti gli utenti Google fino al 30 settembre.

A marzo Microsoft aveva dato vita a un nuovo indicatore, il Work Trend Index, con il quale l'azienda intende rappresentare le mutate abitudini nel mondo del lavoro e della coordinazione delle squadre nelle aziende. Secondo Microsoft molti dei cambiamenti a cui stiamo assistendo durante la pandemia saranno duraturi e permarranno anche dopo il termine dell'emergenza.

Tuttavia, i livelli di utilizzo delle piattaforme di collaborazione e di riunione online non rimarranno al livello di picco che si sta registrando in questi mesi e tornerà su livelli più contenuti: ciò rende la lotta per la supremazia in questo spazio più un gioco di lungo termine che una partita veloce in cui si stabilisce rapidamente il vincitore. Con l'elemento delle funzionalità che sta rapidamente raggiungendo un livello di parità tra i vari contendenti, la trasparenza, la garanzia di sicurezza e la flessibilità porteranno indubbiamente vantaggi nel lungo periodo a chi saprà integrare questi elementi nella propria offerta.

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