S-Mart, un kit di sopravvivenza per affrontare l'attuale situazione

S-Mart, un kit di sopravvivenza per affrontare l'attuale situazione

Per affrontare l'emergenza COVID-19 le aziende devono adeguasi a nuove modalità di lavoro e a un nuovo approccio alla sicurezza. Andrea Bettoni, CEO di S-Mart, ci ha spiegato il suo concetto di kit di sopravvivenza per i rivenditori di soluzioni

di pubblicata il , alle 14:41 nel canale Security
S-MartSmart Working
 

S-Mart è un distributore a valore aggiunto di soluzioni per la sicurezza informatica con sede in Toscana, che ha come target rivenditori che hanno come clienti sia piccole aziende e professionisti, sia imprese più strutturate, che hanno un reparto IT interno. 

Secondo Andrea Bettoni, CEO dell'azienda, il lockdown dovuto al coronavirus ha messo le aziende di fronte a una realtà che spesso era stata ignorata: la necessità di poter svolgere tutto il lavoro da remoto. Non si riferisce solamente agli smart worker, ma anche alle soluzioni che assicurano la sicurezza dei dati e delle app aziendali. 
Per questo motivo, secondo Andrea è fondamentale puntare non più sui prodotti, ma sui servizi: nella sua visione, un rivenditore deve sempre avere il controllo di ciò che avviene sui sistemi dei suoi clienti, così da poter intervenire tempestivamente in caso di necessità. Per questo, Andrea sostiene che ogni rivenditore dovrebbe avere sempre con se una sorta di kit di sopravvivenza, cioè un set di strumenti fondamentali da offrire ai suoi clienti per poter garantire la sicurezza aziendale. 

Andrea_Bettoni_Ceo S-Mart

Il kit di sopravvivenza di S-Mart

Il kit di sopravvivenza per Andrea Bettoni deve essere composto da due elementi: prima di tutto una soluzione di protezione atta a proteggere i dispositivi, dal telefono al server, e l'intera rete aziendale. Questo comprende anche gli strumenti personali dei dipendenti e, per questo motivo, il rivenditore non dovrebbe limitarsi a suggerire ed distribuire un prodotto, ma offrire un servizio di gestione e controllo

Il secondo elemento del kit, invece, ruota intorno alla protezione del dato. Backup, quindi, anche accessibile in tempi rapidi, ma anche strumenti per controllare chi ha accesso alle informazioni, così da evitare furti o data leak. Queste politiche non devono essere limitate ai sistemi aziendali, ma anche ai dispositivi a disposizione di chi lavora, compresi quelli personali, se l'azienda consente di usarli anche per lavoro. 

Fondamentalmente, il concetto di kit di sopravvivenza di Andrea si concretizza in piattaforme cloud, che garantiscono anche la conformità alle normative come il GDPR

Questi sono gli strumenti di base, fondamentali, quelli che appunto devono far parte di quella dotazione base irrinunciabile, un po' come il triangolo di sicurezza e il giubbotto catarifrangente in auto. Una base da cui partire per poi estendere questo approccio anche verso altri ambiti, come i sistemi di videosorveglianza (per essere a norma, ci spiega, non basta montare qualche videocamera e mettere un cartello che ne segnala la presenza), o la possibilità di scambiare documenti sensibili in sicurezza anche quando si lavora da remoto. 

Aziende e digitalizzazione: a che punto siamo?

Lo smart working è qui per restare? Una volta terminata l'emergenza, come cambieranno le politiche aziendali? Si tornerà allo stato precedente oppure ci si renderà conto dei benefici e si valorizzare questo approccio al lavoro, verso il quale molti imprenditori sono ancora scettici?

Secondo Andrea Bettoni, non è detto che al ritorno alla normalità tutte le aziende si adegueranno. Sicuramente, alcuni imprenditori si impegneranno in questo cambiamento e continueranno a mantenere politiche di lavoro remoto. Altri, però, preferiranno tornare sulla strada tradizionale. 
Che è un po' quello che è accaduto col GDPR, ci spiega. Gli obblighi legislativi hanno imposto alle imprese di adeguarsi, ma mentre alcune realtà si sono rese conto della comodità e hanno fatto un salto avanti incredibile non solo nel rispetto delle norme, ma soprattutto nella produttività, altri si sono limitati al minimo indispensabile per adempiere ai loro doveri, senza però abbracciare il cambiamento e, di conseguenza, non potendo godere a pieno dei vantaggi. 

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