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Oracle porta il suo Database nei data center di Microsoft Azure: cambiano gli equilibri del mondo cloud

di pubblicata il , alle 11:30 nel canale Cloud Oracle porta il suo Database nei data center di Microsoft Azure: cambiano gli equilibri del mondo cloud

Microsoft e Oracle spostano l'ago della bilancia nel panorama del cloud annunciando che Oracle Database (su Exadata) arriverà direttamente nei data center di Azure per offrire migliori prestazioni

 

È un annuncio che ridefinisce molti equilibri di mercato quello fatto da Microsoft e Oracle nella serata di ieri (in Italia) ed è per molti versi estremamente significativo. Le due aziende avevano già annunciato una collaborazione nel 2019, quando avevano comunicato che Azure e OCI (Oracle Cloud Infrastructure) sarebbero stati connessi direttamente. L'annuncio di oggi va oltre, e vede l'installazione di Oracle Exadata fisicamente nei data center di Azure per offrire Oracle Database, gestito da Oracle, direttamente in Azure.

Oracle Database arriva su Microsoft Azure

L'ultimo annuncio di Oracle e Microsoft sembra essere la naturale conclusione del percorso iniziato nel 2019, quando le due società avevano annunciato che i propri data center erano stati connessi direttamente per offrire migliori prestazioni alle applicazioni che facevano uso dei servizi di entrambi i cloud. Tale collaborazione si era estesa nel 2022, quando era stato annunciato Oracle Database Service for Microsoft Azure: tale servizio consentiva alle aziende di accedere a Oracle Database ospitato su OCI direttamente da Azure.

Vedere dunque che ora Oracle Database, inclusa la versione Autonomous, sarà ospitato direttamente in Azure su Exadata installati fisicamente nei data center di quest'ultima appare come la logica conclusione di questo percorso di sempre maggiore avvicinamento tra le due aziende. L'intento è quello di fornire prestazioni sempre più elevate ai clienti di Azure che hanno necessità di usare Oracle Database e il metodo migliore sembra, in effetti, proprio quello di installare degli Exadata nei data center di Microsoft.

Questo annuncio sposta, insomma, diversi equilibri nel mondo cloud e ne vedremo gli effetti nel tempo. Non è un caso che l'annuncio della collaborazione sia stato dato da Satya Nadella, CEO di Microsoft, e Larry Ellison, fondatore e attuale CTO e chairman di Oracle.

"Microsoft e Oracle hanno lavorato insieme per facilitare i clienti nel connettere i servizi Azure con la più recente tecnologia Oracle Database. Collocando i sistemi hardware Oracle Exadata nei data center di Azure, i clienti potranno sperimentare le migliori prestazioni possibili. Siamo orgogliosi di collaborare con Microsoft per offrire ai clienti questa capacità impareggiabile", ha sottolineato Larry Ellison.

"Abbiamo l’opportunità concreta di aiutare le organizzazioni a portare le loro applicazioni mission-critical nel cloud, in modo che possano trasformare ogni parte del loro business con la prossima generazione di AI", ha affermato Satya Nadella.

Considerando che Oracle Database è stato finora uno degli elementi differenzianti principali per OCI, il fatto che ora questo sia disponibile su Azure rende potenzialmente quest'ultimo un concorrente molto più forte per OCI. Dall'altro lato, però, il sempre maggiore avvicinamento tra le due aziende le posiziona più come partner strategici che come concorrenti: le conseguenze per il mondo del cloud più in generale sono significative e vanno verso un consolidamento per confrontarsi meglio con altri concorrenti, in un mercato che continua a crescere velocemente e significativamente. D'altronde, come faceva notare lo stesso Larry Ellison, la maggior parte delle aziende non ha ancora effettuato la migrazione verso il cloud e c'è dunque un'enorme opportunità sia per Microsoft sia per Oracle di "catturare" tali clienti.

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