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A tu per tu con Kyndryl: la divisione Consult a supporto delle strategie di modernizzazione dei clienti

A tu per tu con Kyndryl: la divisione Consult a supporto delle strategie di modernizzazione dei clienti

Abbiamo intervistato Andrea Busnelli, Country Leader di Kyndryl Consult Italy, per capire come opera la divisione Kyndryl Consult, che supporta i clienti sviluppando e implementando progetti di trasformazione digitale e modernizzazione

di pubblicata il , alle 12:01 nel canale Innovazione
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Kyndryl Consult è la divisione della multinazionale che si occupa dei servizi di consulenza e di progettualità implementativa. Un team che, come ci spiega Andrea Busnelli, "nasce da decenni di esperienza che abbiamo accumulato erogando servizi di outsourcing. Servizi gestiti, insomma, perché in tutti questi anni abbiamo costruito, disegnato e realizzato infrastrutture per clienti di classe enterprise con standard molto molto elevati e per workload mission critical che poi dovevamo anche gestire".

In pratica, Kyndryl Consult progetta e implementa per i propri clienti programmi di trasformazione digitale e si occupa di garantire la gestibilità, la sicurezza e la robustezza dell'infrastruttura IT. 

Come opera Kyndryl Consult?

"In Kyndryl operiamo come una realtà indipendente: guardiamo le migliori soluzioni e tecnologie disponibili sul mercato e le mettiamo assieme in soluzioni e programmi di trasformazione adatti ai singoli contesti. Lo facciamo anche facendo leva su tutta una serie di asset, di metodologie, di modelli di riferimento, di architetture, di centri di competenza che abbiamo in giro per il mondo che possiamo mettere a disposizione anche dei clienti italiani ma anche con un ecosistema di partner che è molto ricco e che comprende prima tra tutti gli hyperscaler", afferma Busnelli.

Per farlo, Kyndryl Consult si affida a un team che solo in Italia conta 400 persone che può vantare più di 850 certificazioni e che a oggi gestisce circa 250/300 progetti attivi. Ampliando la prospettiva, a livello globale Kyndryl Consult può fare affidamento su più di 10.000 persone che, negli anni, hanno portato a termine oltre 25.000 progetti di modernizzazione IT, 1.000 di trasformazione, circa 5.000 incentrati su consulenza strategica. 

Parliamo di una divisione chiave per l'azienda, che genera il 14% del fatturato di Kyndryl (dato dell'ultimo report finanziario) e cresce a un tasso del +19% anno su anno .

L'approccio? "La prima cosa che facciamo è di analizzare il contesto dei nostri clienti sotto due punti di vista", afferma Busnelli. "Il tipo di obiettivi, standard, normative, piani di sviluppo a ciu mira il nostro cliente parte un'analisi molto approfondita del suo portafoglio IT. Lo facciamo sostanzialmente perché abbiamo competenze che ci permettono di analizzare il portafoglio IT end-to-end e proprio perché abbiamo maturato competenze su una varietà incredibile di tecnologie, sia legacy sia moderne".

Un aspetto che sottolinea il manager è l'importanza di raggiungere gli obiettivi prefissati insieme ai clienti, riuscendo a gestire correttamente il rischio e la complessità. Può sembrare scontato, ma Busnelli ci tiene a ribadire che "non si può scherzare quando si ha a che fare con dei workload mission critical: bisogna stare molto attenti e quindi gestire il rischio e ottenere quei risultati però in una maniera controllata".

All'atto pratico, quando Kyndryl Consult affronta un progetto, vengono analizzate le singole opzioni di trasformazione così da individuare quella più adatta allo specifico contesto. Tenendo conto del ritorno sull'investimento, della gestione del rischio e della complessità dell'operazione. E questa modalità di lavoro si riflette anche nella fase successiva, quella dove vengono implementata le strategie di trasformazione.

Un approccio iterativo

A Busnelli

Secondo Busnelli, "per garantire il raggiungimento dei risultati dei nostri clienti ha senso affrontare le trasformazioni uno step per volta, portare a casa certi risultati e poi iniziare a pensare alla fase successiva". Parliamo insomma di progetti che si sviluppano in un arco temporale di più mesi, se non anni. Questo anche per consentire ai clienti di portare a casa i risultati desiderati tramite un percorso che non mette rischio il proprio business e che sia anche a portata della propria organizzazione. "Vediamo spesso che si affrontano percorsi di trasformazione senza guardare in maniera olistica gli impatti che ci sono sull'organizzazione del cliente. Facendo queste roadmap iterative si aiuta anche il cliente a gestire questa trasformazione sotto tutti gli aspetti", dice Busnelli.

Obiettivi e sfide dei progetti di trasformazione di Kyndryl Consult

Quando i clienti si appoggiano a Kyndryl Consult sono solitamente tre gli obiettivi a cui mirano: modernizzare il proprio portafoglio in termini di applicazioni e infrastrutture, innovare i propri modelli di business e mettere il proprio business in sicurezza.

Altrettante sono le sfide. "La prima è che nonostante ormai ci sono vari anni alle spalle di iniziative di modernizzazione che tutti i clienti stanno portando avanti, il portafoglio IT include ancora tantissime componenti legacy che hanno accumulato un debito tecnologico rilevante, sono vecchie e obsolete", spiega Busnelli. "La seconda sfida riguarda i modelli operativi. Con l'avvento del cloud e delle Platform as a Service, i clienti hanno ormai un portafoglio IT ibrido che non può essere gestito con i modelli operativi a cui tutti eravamo abituati. Servono dei modelli operativi nuovi e quindi la trasformazione del modello operativo è la seconda sfida. La terza sfida, infine, sono le competenze. La tecnologia cambia molto velocemente, quello di cui si parla quest'anno è diverso di quello che parlavamo solo l'anno scorso e le competenze sono un problema.

In realtà c'è anche un altra sfida, rappresentata dalla sicurezza.

Il passaggio al cloud non è semplice

Un tema che sottolinea Busnelli è quello del passaggio al cloud che spesso viene effettuato in maniera non coordinata. Essendo l'adozione semplice, infatti, "le singole business unit di un'azienda hanno l'opportunità di adottarlo e iniziare a sviluppare applicazioni sul cloud. Se però ogni business unit del cliente inizia ad adottare il cloud con standard, modelli, architetture diverse, si introduce frammentazione nel contesto del cliente e, paradossalmente, si ricrea debito tecnologico o si rende il portafoglio IT estremamente difficile da tenere sotto controllo".

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Un esempio concreto è rappresentato da un cliente che stava cercando di implementare un percorso di adozione nel cloud. "La nostra soluzione è stata l'istituzione di un "cloud center of excellence, un nucleo di competenze specializzato". Un gruppo di esperti ha definito gli standard e le architetture di riferimento all'interno del contesto del cliente, oltre a stabilire i processi DevOps e SecOps e altri aspetti chiave.

 
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