Schneider Electric: per abbattere le emissioni dei data center non basta puntare sull'efficienza

Schneider Electric: per abbattere le emissioni dei data center non basta puntare sull'efficienza

La multinazionale ha presentato un framework per valutare e migliorare la sostenibilità ambientale dei data center. Sostenibilità che gli operatori dei DC sostengono essere una priorità, anche se alla prova dei fatti in tanti sono ancora indietro coi programmi

di , Vittorio Manti pubblicata il , alle 18:41 nel canale Innovazione
Schneider Electric
 

Gli operatori di data center multi-tenant stanno vivendo un periodo di forte pressione. Il motivo? La sostenibilità ambientale, sempre più richiesta dai clienti, che richiedono loro un maggiore impegno per garantire una maggiore efficienza e un minore impatto ambientale. Ecco che quindi si stanno studiando soluzioni sempre più evolute per abbattere le emissioni dei data center. Se però fino a oggi il principale parametro per calcolare l'efficienza è stato il PUE (Power Usage Effectiveness), oggi secondo Schneider Electric bisogna guardare oltre, e ha sviscerato il tema in un incontro con la stampa e i partner intitolato The future is now

sostenibilita

Data center: per ridurre l'impatto bisogna andare l'oltre l'efficienza

C'è un motivo per cui la Power Usage Effectiveness ormai è da considerare un parametro non sufficiente a calcolare l'impatto sull'ambiente di un data center: ormai queste strutture sono estremamente efficienti. In otto anni, fra il 2010 e il 2018, la capacità di un tipico data center è aumentata del 550%, a fronte di un incremento dell'energia necessaria per farlo operare del solo 6%. 

Per accelerare il percorso verso la neutralità carbonica dei data center, Schneider Electric ha realizzato un framework per la sostenibilità in quattro passaggi: misurare i dati disponibili, stendere un piano per acquisire ulteriori dati sulle emissioni, creare un sistema di monitoraggio e reportistica e, infine, sfruttare le informazioni acquisite per abbattere le emissioni. 

Questo framework si basa su 23 metriche di sostenibiltà, suddivise in cinque categorie:

  • consumo di energia, che si può ridurre puntando a una maggiore efficienza. Come abbiamo detto, sotto questo profilo sono stati fatti enormi passi avanti, e per ridurre l'impatto è quindi necessario puntare sull'approvvigionamento da fonti rinnovabili;
  • emissioni di gas serra;
  • l'utilizzo di acqua per il raffreddamento dei sistemi. Un data center da 1 MW richiede mediamente 25 milioni di litri d'acqua ogni anno; per ridurne l'utilizzo, si possono adottare tecniche di raffreddamento evaporativo ma anche utilizzare acqua rigenerata o riciclata al posto di quella potabile;
  • Rifiuti, generati durante la costruzione dei data center. 
  • Terra e biodiversità, cioè l'impatto del data center sul territorio circostante. 

Non trascurare l'impatto di infrastrutture ibride ed Edge computing

Si tende a dare molto peso ai data center, strutture enormi che effettivamente utilizzano circa l'1/2% di tutta l'energia elettrica prodotta a livello globale, ma non va trascurato l'impatto dell'edge, un mercato che cresce a ritmi a doppia cifra (12,5% annuo). Schneider Electric specifica come queste strutture, in particolare quelle posizionate in zone remote e poco accessibili, spesso prive di personale IT, devono essere concepite tenendo a mente quattro criteri: sostenibilità, efficienza, capacità di adattarsi, resilienza. 

edge computing sostenibilita

Tutti parlano di sostenibilità, ma nei fatti...

Un aspetto molto interessante che fa notare Schneider Electric è la grande differenza fra intenzioni e atti concreti. A parole la stragrande maggioranza delle organizzazioni IT dichiara di voler dare priorità alla sostenibilità: solo un 2% afferma che non sia l'obiettivo principale, mentre un 23% dichiara di avere un programma di sostenibilità limitato. Un 26%, invece, sostiene di essere virtuoso e di avere un programma di sostenibilità che copre l'intero ciclo di vita di tutta l'infrastruttura IT.

La realtà è però meno rosea: i leader, quelli che sostengono di avere un programma completo che copre l'intera infrastruttura, sono solo il 14%, mentre chi non ha un reale focus sulla sostenibilità rappresenta il 22% del campione

Per supportare il cammino verso il net-zero, Schneider Electric sta lavorando coi suoi partner al programma Elettricità 4.0, con l'obiettivo di erogare energia "intelligente" ovunque: nei data center, ma anche nelle fabbriche, nelle infrastrutture, nelle reti, fino a spingesi alle abitazioni.

mySchneider IT Partner Program, il programma di canale europeo di Schneider Electric 

Schneider Electric ha aggiornato il suo programma partner, introducendo nuovi benefit. La prima fase del nuovo del programma è già attiva ed incentrata sulla nuova specializzazione “IT Solution Provider”, che permette ai partner di certificarsi su tre livelli – Select, Premier ed Elite – per combinare insieme più specializzazioni IT, a prescindere dal loro attuale status.

Offre ai partner la possibilità di identificare opportunità, rivendere, configurare e/o installare soluzioni di infrastruttura IT rivolte ai mercati delle piccole e medie imprese o enterprise. Le fasi 2 e 3, che riguardano le specializzazioni “Software and Services Provider” e “Data Center Provider” saranno invece avviate nel 2023. 

partner schneider

Caratteristiche di mySchneider IT Partner Program

  • Una nuova struttura: i Partner IT Solution Providers possono compiere il loro percorso dalla fase di arruolamento fino al livello “Elite” usando un approccio basato su metriche precise, per incrementare le competenze chiave, il possesso di certificazioni, le performance.
  • Una nuova interfaccia: un cruscotto operativo di facile navigazione rende visibile ai sales manger, ai Partner e ai responsabili del programma i progressi individuali e aziendali rispetto a ogni specializzazione.
  • Percorsi formativi evoluti: un’ampia gamma di strumenti di progettazione, contenuti di formazione e risorse che aiutano i Partner a diversificare e rafforzare i loro modelli di business e rispondere alle richieste dei clienti.
  • myRewards: riconoscimenti e incentivi finanziari su misura per le esigenze delle aziende Partner per identificare in modo proattivo e sviluppare nuove opportunità di business e aiutare a chiudere l’accordo
  • Sostenibilità: accesso a prodotti e soluzioni Green Premium™ di Schneider Electric, che offrono ai clienti maggiori garanzie di compliance normativa e trasparenza, ridotto impatto ambientale e prestazioni sostenibili. 

Molti fra i nostri Partner, oggi, hanno un punto di vista comune: riconoscono l’importanza del rafforzare le relazioni, come uno dei più efficaci strumenti per far crescere il business in modo sostenibile” ha dichiarato Rob McKernan, SVP, Secure Power Division di Schneider Electric Europe. “Ascoltando i nostri Partner e disegnando il programma sia in funzione dei nuovi trend di mercato sia dei cambiamenti nei modelli di business possiamo aiutarli ad accelerare lo sviluppo di nuove opportunità di vendita e creare un modello di Partnership pronto al futuro”. 

2 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
acerbo08 Giugno 2022, 20:30 #1
Per risparmiare energia nei dc si deve lavorare sulla testa della gente, ogni giorno vedo centinaia di VM "ordinate" da sviluppatori e sisemisti applicativi che clikkano a caso e deployano decine di server con 4 cpu e 16gb di ram per far girare applicazioni di merda che restano attivi per mesi. Il mese scorso un consulente esterno si é lamentato perché la sua applicazione java che gira su 2 macchine con 16gb di ram e 4 vcpu andava in OOM e voleva piu' risorse. Anche imparare a programmare puo' salvare il nostro pianeta.
deggial08 Giugno 2022, 23:01 #2
Originariamente inviato da: acerbo
Per risparmiare energia nei dc si deve lavorare sulla testa della gente, ogni giorno vedo centinaia di VM "ordinate" da sviluppatori e sisemisti applicativi che clikkano a caso e deployano decine di server con 4 cpu e 16gb di ram per far girare applicazioni di merda che restano attivi per mesi. Il mese scorso un consulente esterno si é lamentato perché la sua applicazione java che gira su 2 macchine con 16gb di ram e 4 vcpu andava in OOM e voleva piu' risorse. Anche imparare a programmare puo' salvare il nostro pianeta.


Ah che bei tempi che mi hai fatto venire in mente! La mia "infanzia lavorativa", avevo sviluppato un'applicazione i C# che era sempre attiva (praticamente doveva essere un servizio ma non sapevo sviluppare servizi), e ogni iterazione si ciucciava 4kb di memoria (o un'altra cifra ridicola, non ricordo) --- e io ogni tot settimane la riavviavo, superato il GB di ram consumata

PS: poi ho imparato a svuotare la memoria alla fine dell'iterazione

PPS: poi ho smesso finalmente di programmare

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^