La sovranità digitale si applica anche all'assistenza: arrivano i servizi sovrani di SUSE
di Riccardo Robecchi pubblicata il 14 Luglio 2025, alle 18:31 nel canale Market
SUSE ha annunciato il lancio dei servizi d'assistenza "sovrani", che fanno sì che i dati non escano dalla regione scelta per meglio garantire la sovranità su di essi, nonché per rispettare le normative
Il tema della sovranità digitale è sempre più al centro dell'attenzione e le aziende stanno rispondendo a questa maggiore sensibilità con modifiche alla propria offerta che vanno nella direzione di un maggiore controllo e di una maggiore sovranità. In alcuni casi, anche l'assistenza tecnica può ricadere sotto questo cappello e per questo SUSE ha annunciato il lancio del SUSE Sovereign Premium Support, un servizio di assistenza che consente di ottenere supporto da una regione specifica.
SUSE Sovereign Premium Support: anche il supporto è "sovrano"

Può sembrare eccessivo o inutile, ma il supporto "sovrano" è in realtà una necessità in alcuni casi: molte grandi aziende offrono supporto 24 ore al giorno e, per farlo, si affidano a centri dislocati in varie parti del mondo (con un modello noto, in inglese, come "follow the Sun"). L'incastro sta nel fatto che, per poter ottenere assistenza, è talora necessario trasferire dei dati e proprio questo trasferimento va contro alle normative sulla privacy, in particolare per quanto riguarda il mercato europeo.
Il CEO di SUSE, Dirk-Peter van Leeuwen, ha dichiarato a The Register che "la sovranità digitale è diventata un tema davvero caldo negli ultimi sei mesi, e specificamente in Europa, dove le aziende sentono un crescente bisogno di fare le cose in casa, nel proprio Paese o nella regione europea, con meno dipendenza da fornitori, filiere e persone non europei."
Il costo aggiuntivo della versione "sovrana" dei servizi d'assistenza è di circa il 15% e alcuni clienti di SUSE avrebbero già scelto di affidarsi a essi nonostante il costo maggiore.
Nonostante questa maggiore attenzione per la sovrnaità digitale, tuttavia, van Leeuwen non vede un esodo di massa dagli hypescaler americani. "Non vedo un grande spostamento; vedo un incremento negli investimenti. Vedo un incremento nel portare davvero le cose nella regione [europea]. Il che non significa necessariamente che vedo [i clienti] portarle via dagli hyperscaler esistenti, anche perché questi ultimi stanno approfittandone a loro volta offrendo il proprio supporto locale. Vedo che c'è un enorme interesse in nuovi sviluppi, in nuova tecnologia che dovrà essere costruira e supportata nella regione. C'è un'opportunità incredibile. Nessuno si sveglierà domani e dirà 'ok, non se ne fa nulla'. Sta succedendo. La ruota ha cominciato a girare."











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