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Nutanix: come cambia la strategia multi e hybrid cloud dopo l’acquisizione di VMware da parte di Broadcom?

Nutanix: come cambia la strategia multi e hybrid cloud dopo l’acquisizione di VMware da parte di Broadcom?

Thomas Cornely di Nutanix ci spiega cosa cambia dopo l’acquisizione che ha scosso il mercato (e scontentato alcuni clienti). E che rappresenta un’importante opportunità per Nutanix e i suoi ambienti full stack

di pubblicata il , alle 14:41 nel canale Market
NutanixAs a service
 

È passato poco più di un anno da quando Edge9 intervistò, in un albergo romano, Rajiv Ramaswami, CEO di Nutanix. In dodici mesi il mercato IT è cambiato radicalmente, da un lato per la prepotente diffusione dell’intelligenza artificiale generativa e dall’altro per l’acquisizione di VMware da parte di Broadcom. Di intelligenza artificiale generativa abbiamo più volte parlato su Edge9, oggi avremo modo di ascoltare il punto di vista di Nutanix sugli effetti della più grande acquisizione in ambito IT della storia. Per quanto sia difficile fare previsioni sugli effetti a lungo termine sul rapporto delle aziende con la tecnologia, il punto di vista privilegiato di Nutanix può iniziare a darci delle chiavi di lettura interessanti per interpretare il presente.

Nei giorni scorsi, stavolta nella sede milanese dell’azienda, abbiamo incontrato Thomas Cornely, SVP Product Management di Nutanix. Nel fare un punto della situazione sull’evoluzione della strategia dell’azienda, abbiamo avuto modo di trarre degli spunti decisamente interessanti sulle conseguenze che sta avendo sul mercato non tanto l’acquisizione vera e propria di VMware, ma tutte le scelte che Broadcom sta prendendo in tempi molto rapidi.

La visione di Nutanix: multi cloud ibrido

Facciamo però un passo indietro e iniziamo con la visione di fondo di Nutanix. Il mercato del cloud sta cambiando rapidamente e le imprese stanno andando sempre più verso un modello multi cloud ibrido, nel quale i data center on premise giocano un ruolo chiave. Il motivo è semplice: “alcune applicazioni sono migliori nel cloud e altre sono migliori on premise. Le cose cambiano nel tempo, perché i requisiti cambiano, così come i carichi di lavoro” spiega Thomas Cornely.  

Nutanix interpreta questa visione proponendo sul mercato una piattaforma che permette di gestire, in modo trasparente, carichi di lavoro indipendentemente da dove vengano eseguiti, dall’on premise al cloud. Questo approccio si sta rivelando coerente con l’evoluzione dei modelli applicativi e proprio con l’affermarsi dell’approccio multi cloud ibirdo. Elemento ancora più significativo adesso che l’acquisizione di VMware da parte di Broadcom sta spingendo diverse aziende a valutare delle alternative. Un’alternativa può essere proprio Nutanix, che all’interno della sua piattaforma propone diversi servizi “core” di VMware.

Nutanix 

Con l’arrivo di Rajiv Ramaswami alla guida dell’azienda, Nutanix ha adeguato la sua offerta per meglio rispondere alle esigenze dei clienti, adottando un modello di business basato su abbonamenti. Una strategia avviata circa un anno fa e che sta dando i suoi frutti: “lo stiamo dimostrando coi numeri ogni trimestre”, spiega Cornely, facendo riferimento a bilanci positivi dell’azienda. Il crescente successo di Nutanix è dovuto prevalentemente a tre motivi: prima di tutto, il fatto che è una delle pochissime aziende con una piattaforma in grado di gestire sia dati sia applicazioni. A questo si aggiunge il fatto che l’approccio di Nutanix permette di spostare rapidamente e a costi contenuti dati e app da un cloud all’altro. Infine, il vantaggio di adottare un approccio BYOL, Bring Your Own Licence.

I vantaggi del modello Bring Your Own Licence

Al contrario di altre piattaforme, quella di Nutanix supporta il modello Bring Your Own Licence. Questo significa che i clienti che si appoggiano ai servizi di Nutanix non dovranno necessariamente comprare nuove licenze quando trasferiscono carichi di lavoro o dati verso altri hyperscaler o nei data center aziendali, ma potranno decidere di riutilizzare quelle già in loro possesso. “Quella licenza è la vostra licenza. La distribuite sui vostri server, nel vostro data center, sulle vostre appliance, nell’edge o nel vostro account cloud”, sottolinea Cornely.

Nutanix

Il modello di licenza scelto da Nutanix non ha solo delle ricadute commerciali, va ben oltre. È un tassello che realmente abilita una strategia multi cloud, perché troppo spesso le barriere all’utilizzo di diversi cloud provider non sono tecniche ma, appunto, commerciali. Il lock in può nascere per tanti motivi diversi e il rischio aumenta “salendo” nello stack, perché se per la parte infrastrutturale è relativamente semplice spostare un carico di lavoro da un provider a un altro, quando si passa alle componenti PAAS il tema si fa decisamente più complesso. Una piattaforma come quella di Nutanix, che gestisce dati e applicazioni, permette “tecnicamente” di adottare soluzioni multi cloud. Con le licenze flessibili Nutanix ha rimosso anche gli ostacoli commerciali.

L’acquisizione di VMware da parte di Broadcom? Per Nutanix è un’opportunità

L’acquisizione di VMware da parte di Broadcom ha stravolto il mercato, scontentando anche molti clienti. Sono state infatti eliminate le licenze perpetue in favore di un modello ad abbonamento. E anche perché l’approccio di Broadcom si sta differenziando molto da quello adottato prevalentemente da VMware. Questa per Nutanix è un’importante opportunità secondo Cornely, dato che i clienti di VMware si stanno guardando attorno in cerca di alternative. “Si dà il caso che noi abbiamo un'opzione fantastica”, spiega il manager. “Si tratta di una soluzione molto semplice da adottare per passare da ambienti VMware legacy ad ambienti Nutanix full stack. Ci sono numerosi clienti che stanno abbandonando i sistemi ESXi di VMware per spostarsi verso la nostra piattaforma”.

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