IBM Think Summit: inizia una nuova era per il cloud in azienda

IBM Think Summit: inizia una nuova era per il cloud in azienda

Le giornate centrali dell’IBM Think Summit sono state l’occasione per l’inaugurazione ufficiale dell’IBM Garage di Milano, che diventerà un laboratorio permanente dove le aziende potranno sviluppare innovative soluzioni cloud da implementare in tutta l’organizzazione. Inizia per IBM il chapter 2: le tecnologie esponenziali non sono più di nicchia

di pubblicata il , alle 17:41 nel canale Public Cloud
IBM
 

Piazza Gae Aulenti a Milano è diventata più tecnologica. Dopo i grattacieli, i negozi e lo spettacolo d’acqua da oggi è anche il luogo dove IBM ha inaugurato i suoi Studios, un luogo aperto a partner e clienti per scoprire le nuove tecnologie esponenziali di IBM. All’interno degli IBM Studios trova poi spazio l’IBM Garage di Milano, che entra a far parte di una rete globale di ambienti dove le imprese, in un’ottica di co-creation, possono confrontarsi per generare nuove idee e trasformarle in progetti. 

IBM Garage Milano: un luogo dove trasformare idee in progetti

IBM Studios Milano

L’IBM Garage di Milano fa parte di un network mondiale di ambienti pensati da IBM per permettere alle aziende di ogni settore e di qualsiasi dimensione di sviluppare nuove soluzioni basate sulle tecnologie esponenziali di IBM basate sul cloud come intelligenza artificiale, automazione e IoT. Il format dell’IBM Garage è consolidato e unisce spazi fisici, strumenti e una metodologia molto dettagliata per passare da un’idea a un prototipo e infine all’implementazione della nuova soluzione. Durante l’evento IBM Think Summit è stata proprio la responsabile mondiale degli IBM Garage, Stephanie Trunzo, a presentare sul palco la nuova iniziativa. IBM ha sviluppato un metodo specifico che viene applicato negli IBM Garage di tutto il mondo, pensato per tutti quei progetti di innovazione legati ai dati e che vedono nelle tecnologie cloud un elemento fondamentale. Si parte con una sessione iniziale di allineamento per trovare i punti salienti su cui focalizzare la discussione, viene poi applicata la metodologia del design thinking per articolare meglio l’idea, prima di passare a una fase architetturale propedeutica alla creazione di un “minimum viable product”, un vero e proprio prototipo che potrà essere testato sul campo prima dell’implementazione finale. 

IBM Cloud: si passa al chatper 2. Non più sperimentazioni ma soluzioni per tutta l’azienda

Nell’IBM Garage potranno quindi essere sviluppate nuove soluzioni da implementare in tutta la struttura aziendale. Per IBM infatti si è chiuso il primo capitolo del cloud, basato su sperimentazioni in specifici ambiti aziendali. Oggi le tecnologie cloud sono mature per aprire il “chapter 2”, una nuova fase di innovazione aperta a tutta la realtà aziendale che presuppone la possibilità di sviluppare soluzioni che si innestino in tutti i processi aziendali.

Stephanie Trunzo IBM

Secondo le stime di IBM oggi solo il 20% delle app aziendali sfruttano le tecnologie cloud e c’è quindi un ampio margine di miglioramento, che passa attraverso una profonda trasformazione del modo con cui le aziende si confrontano con l’innovazione. IBM propone soluzioni aperte e una metodologia basata su tre step: move, build e manage. Il primo step prevede di avere a disposizione una piattaforma che permetta di spostare in modo efficiente carichi di lavoro sul cloud, il secondo step di utilizzare un’architettura “cloud native” che permetta di innovare e di implementare metodologie DevOps e DataOps e, infine, il terzo step di avere a disposizione una piattaforma pensata per il multi cloud, intrinsecamente sicura e integrata a tutti i livelli.

In quest’ottica IBM ha annunciato in occasione del Think Summit il lancio degli IBM Cloud Paks, un nuovo modo di proporre delle soluzioni integrate pensate per scenari d’uso specifici e aperte ad essere utilizzate con tutti i maggiori provider di Public Cloud: AWS, Google Cloud, Azure, Open Stack, Red Hat Open Shift e, naturalmente, IBM Cloud.

IBM Cloud Paks

Gli IBM Cloud Paks sono composti da vari layer, i primi due comuni a tutti gli scenari d’uso consistono in una piattaforma container compatibile con Kubernetes e una serie di servizi comuni. Il terzo layer è specifico e in questa fase sono stati definiti cinque scenari d’uso: Appplicazioni, Data, Integrazione, Automazione e Multicloud Management.

Con questa mossa IBM si propone di diventare il provider di servizi di hybrid cloud leader a livello mondiale. In attesa che arrivino dalle autorità competenti le autorizzazioni necessarie per finalizzare l’acquisizione di Red Hat…

Maggiori informazioni sui servizi cloud di IBM si possono trovare sul sito ufficiale.

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