In Italia abbiamo un problema con l'IA: mancano visione e budget adeguati. L'analisi di ServiceNow
di Alberto Falchi pubblicata il 15 Luglio 2025, alle 15:08 nel canale IA business
La ricerca rivela che le aziende faticano a tenere il passo con un’innovazione rapida e molte trovano difficile trasformare le ambizioni legate all’intelligenza artificiale in una messa in pratica scalabile ed efficace
L'IA sta accelerando l'innovazione e incrementando i profitti delle aziende dell'area EMEA. C'è però un problema, soprattutto in Italia: l'innovazione corre troppo velocemente, e in tanti faticano a starle dietro. Tanto che molti progetti rimangono fermi nella fase di implementazione, e non scalano. C'è però un dato positivo per il Bel Paese: in controtendenza, molte imprese italiane stanno migliorando la capacità di governance, che è invece uno scoglio difficile da superare in altri Paesi.
Sono i dati che emergono dallo studio "Enterprise AI Maturity Index" condotto da ServiceNow.
L'IA piace, ma trasformare le ambizioni in progetti concreti è difficile

Lo studio di ServiceNow, condotto da Oxford Economics su un campione di 4.500 dirigenti provenienti da 16 Paesi e 11 settori verticali, mostra un dato da non sottovalutare: nell'area EMEA; Italia inclusa, stanno aumentando gli investimenti sull'intelligenza artificiale, che stanno a loro volta trainando i profitti. Allo stesso tempo, però, cala il punteggio medio di maturità dell’intelligenza artificiale. Questo valore è diminuito di 10 punti (su un totale di 100) rispetto allo scorso anno, passando da 44 a 34. L’Italia si ferma a 33, perdendo 11 punti rispetto ai 44 di partenza.
Il motivo? Secondo ServiceNow è il ritmo del cambiamento, così rapido che le aziende faticano a scalare i loro progetti.
In Italia, per esempio, il 40% delle imprese del campione ha dato il via a più di 100 casi d'uso d'IA nell'ultimo anno. Peccato che la maggior parte di questi si fermi nelle fasi iniziali. Solamente il 9% di questi arriva alla fase che ServiceNow definisce di augmentation, quella più evoluta, e che permette di portare innovazione grazie a una visione realmente integrata dell’intelligenza artificiale e ai corretti investimenti trasformazionali.

Un discorso similare si vede nei progetti di IA basata su agenti, sui quali sta lavorando il 15% delle aziende prese in esame. Un altro 42% prevede di approcciarsi agli agenti di IA entro 12 mesi. Solo un'azienda su cinque, però, comprende a pieno il potenziale di questa tecnologia. Che porta i suoi frutti: secondo ServiceNow, infatti, la metà degli early adopter in Europa e Medio Oriente segnala margini lordi incrementati (58%), maggiore efficienza e produttività (59%) ed esperienze migliori (60%).
Il nodo della governance

La mancanza di visione strategica (e spesso di budget adeguati) è solo uno dei problemi rilevati dall'analisi di ServiceNow, che sottolinea anche come le aziende si scontrano con i problemi di conformità normativa, cybersecurity e privacy. Sotto questo profilo, la maturità è in costante calo. In Italia, al contrario, rispetto all’anno precedente il numero di imprese che hanno dimostrato capacità di governance dei dati di IA è passato dal 39% al 45% . Anche se la cybersecurity rimane uno degli scogli principali, anche nel Bel Paese: è considerata infatti un ostacolo alla scalabilità.
“In Europa e Medio Oriente le organizzazioni stanno accelerando i progetti di intelligenza artificiale, ma molte sono ancora nelle fasi iniziali del loro percorso. È importante, però, che riconoscano il potenziale di questa tecnologia e gettino le basi per far funzionare i dati al meglio, fornendo al personale le competenze per utilizzare l’AI in tutta sicurezza. Secondo IDC, la spesa in Europa per l’intelligenza artificiale raggiungerà i 144,6 miliardi di dollari nel 2028. L’opportunità è enorme ed è il momento di sfruttare questa nuova energia partendo dalle basi giuste”, afferma Cathy Mauzaize, President EMEA in ServiceNow.











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1 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoIo ho chiesto un abbonamento a Claude pro da 20€/mese a settembre, mi hanno detto che lo mettevano a budget da ottobre... siamo a luglio e ancora non se ne sa niente
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