Cybersecurity: gli esperti preferiscono le IA integrate nelle piattaforme alle soluzioni stand alone. La ricerca di Crowdstrike
di Alberto Falchi pubblicata il 14 Gennaio 2025, alle 18:01 nel canale Security
I risultati del sondaggio mettono la necessità di adottare soluzioni di GenAI progettate ad hoc e integrate nelle piattaforme di sicurezza, pensate per soddisfare le specifiche esigenze della cybersecurity
Secondo la ricerca State of AI in Cybersecurity 2024 condotta da CrowdStrike, la stragrande maggioranza degli esperti di sicurezza (80%) desidera che l'IA sia integrata direttamente all'interno delle piattaforme di cyber sicurezza. Proprio questo tipo di integrazione è la principale richiesta che arriva da chi lavora sul campo. Il 76%, inoltre, vorrebbe soluzioni di IA generativa progettate specificatamente per l'ambito della sicurezza informatica, da contrapporre alle piattaforme di GenAI generiche, considerate meno efficaci nella protezione dei sistemi informatici.
Integrare l'IA nelle piattaforme di sicurezza informatica, il sogno degli esperti IT

Le soluzioni di IA generativa stand alone non convincono del tutto gli esperti di sicurezza informatica, che preferirebbero vedere l'IA integrata direttamente nelle soluzioni che usano per proteggere l'infrastruttura IT aziendale. Una richiesta condivisa dall'80% dei partecipanti al sondaggio condotto da Crowdstrike basato su un campione di oltre 1.000 professionisti IT a livello globale.
Non solo: il 63% di questi afferma di voler rivedere completamente il proprio stack di sicurezza, proprio in luce di questa esigenza. Secondo Crowdstrike, questo è un sintomo del cambiamento nell'approccio alla sicurezza informatica, sempre più indirizzato a strategie di cybersecurity basate sulla piattaforma.
L'interesse di questi specialisti verso l'IA non è una semplice moda: fra le principali preoccupazioni di chi opera nella sicurezza informatica e ha già subito una violazione nell'ultimo anno, infatti, c'è la necessità di migliorare le capacità di rilevamento e risposta alle minacce. E proprio questo bisogno traina l'adozione dell'IA nel settore.
Integrare l'IA nelle piattaforme però è solo una delle richieste che emergono: il 76% degli intervistati sottolinea la necessità di poter contare su IA addestrate specificatamente sul dominio della sicurezza informatica, considerate più efficaci rispetto a quelle generiche.
Secondo gli intervistati, inoltre, l'adozione dell'IA non solo contribuirà a migliorare la postura di sicurezza delle imprese, ma aiuterà gli analisti a ridurre il burnout e la cosiddetta alert fatigue, lo stress dovuto alla miriadi di alert di sicurezza ricevuti, spesso impossibili da gestire rapidamente data l'enorme quantità.
Infine, il sondaggio di Crowdstrike fa emergere anche come i team di sicurezza spingano molto sull'adozione dell'IA, a patto che questa sia accompagnata da una serie di linee guida precise sul suo utilizzo, così da scongiurare rischi per la privacy e la sicurezza delle informazioni.

"La GenAI sta già rivoluzionando la cybersecurity e ha il potenziale per fare ancora di più. La ricerca State of AI Survey 2024 conferma un chiaro cambiamento nel settore: le organizzazioni non sono più interessate a soluzioni frammentate quando adottano tecnologie trasformative, ma aspirano a beneficiare del potenziale della piattaforma”, spiega Elia Zaitsev, CTO di CrowdStrike. "Sbloccare il vero potenziale della GenAI significa integrare senza soluzione di continuità i sistemi e i dati, ottimizzando la produttività degli analisti e accelerando il rilevamento e la risposta alle minacce. Questo è l’approccio che offriamo con Charlotte AI, uno dei primi assistenti per analisti di sicurezza basato su GenAI, purpose-built e completamente integrato e non vediamo l'ora di continuare a spingerci oltre i confini dell'innovazione nel nostro impegno per bloccare le violazioni”.











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