Per Dynabook è il momento di premere l'acceleratore sul PC as a Service

Per Dynabook è il momento di premere l'acceleratore sul PC as a Service

Secondo Dynabook per garantire la produttività, la crescita e la sicurezza informatica le aziende dovrebbero migrare verso il concetto di PC as a service, così da garantire una flotta di dispositivi sempre aggiornata e affidabile

di pubblicata il , alle 19:21 nel canale Security
DynabookToshiba
 

Il mondo dell'IT si sta spostando velocemente verso il modello as a Service e una fetta sempre maggiore degli strumenti aziendali, si tratti di hardware o software, non sono più di proprietà dell'azienda bensì "noleggiati", dati in comodato. Rimangono aree dove ancora questo modello non è particolarmente diffuso, come i computer a disposizione dei dipendenti. Secondo Dynabook, ex Toshiba, le aziende dovrebbero passare il prima possibile al modello PC as a Service

È ora di passare a un modello as a Service anche per i computer

L'opinione di Dynabook sul tema è piuttosto netta. "Adottare il modello PC as a Service come parte di una strategia IT non significa solo scegliere un dispositivo e affidarlo ai dipendenti" - ha dichiarato Massimo Arioli, Business Unit Director Italy, Dynabook Europe GmbH - "La gestione del ciclo di vita è sempre più preziosa nel mondo mobile professionale, in particolare se i device possono essere persi o rubati durante viaggi e spostamenti. Allo stesso modo le aziende devono fronteggiare minacce sempre più avanzate e i dipendenti sono geograficamente sempre più frammentati, questo sottolinea come il PC as a Service sia un alleato fondamentale per garantire un supporto end-to-end costante, migliorando di conseguenza sicurezza, collaborazione ed efficienza operativa".

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Secondo Arioli, c'è più di un motivo per cambiare modello. Il mobile working è sempre più diffuso ed è importante che le aziende forniscano ai loro dipendenti strumenti affidabili, sicuri comodi da usare e, perché no, anche eleganti sotto il profilo estetico. "Quando si implementa il modello PC as a Service, i dispositivi sono integrati e visto che i device consumer sono diventati più semplici da usare e i lavoratori sono ormai abituati a utilizzarli, c’è il rischio che li preferiscano a quelli business, utilizzandoli come alternativa con relativi rischi per la sicurezza", prosegue Massimo -"Di conseguenza i responsabili IT hanno bisogno di garantire che l’intera flotta di dispositivi business sia aggiornata, affidabile, portatile, sicura, elegante e resistente".

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8 Commenti
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LukeIlBello20 Giugno 2019, 19:43 #1
cioè leggendo l'articolo, il motivo per cui il pc as a service deve essere spinto è perchè l'utonza business ormai vuole usare i cellulari pure per lavorare?
ma io mi rifiuto di scrivere nella tastiera di un portatile perchè i tasti sono troppo piccoli (uso tastiera usb trust ignorante ma solida), pensa a lavorare 8 ore al giorno con i "diti" sul vetro
su schermo poi da gameboy nintendo..
Paganetor20 Giugno 2019, 19:51 #2
lo vedo intelligente in ambito aziendale "interno", con semplici terminali connessi in rete e dati/applicazioni virtualizzati su server. Niente dati su computer locali, niente programmi. accedi (magari via browser) a un cloud locale e amen. Eviti così di doverti preoccupare di backup, UPS ecc. (che si spera ci siano in una sala server decente )

Poi se vuoi un cloud al 100% esterno devi poter contare su una connettività onesta (dipende anche da cosa devi fare, ovvio che se ti occupi di montaggio video 4k il discorso è diverso, ma se come me lavori con Word allora non c'è proprio storia )
demon7721 Giugno 2019, 00:20 #3
Originariamente inviato da: LukeIlBello
cioè leggendo l'articolo, il motivo per cui il pc as a service deve essere spinto è perchè l'utonza business ormai vuole usare i cellulari pure per lavorare?
ma io mi rifiuto di scrivere nella tastiera di un portatile perchè i tasti sono troppo piccoli (uso tastiera usb trust ignorante ma solida), pensa a lavorare 8 ore al giorno con i "diti" sul vetro
su schermo poi da gameboy nintendo..


In ambito aziendale la virtualizzazione del desktop utente è certamente il futuro prossimo perchè a livello di gestione ed accessibilità da notevoli vantaggi.
Poi vi si può accedere in mille modi e su mille configurazioni diverse.
Puoi farlo su tablet, su cellulare, su laptop o anche su una grossa tv 55 pollici con tanto di tastierone meccanico se vuoi.
nickname8821 Giugno 2019, 08:24 #4
Originariamente inviato da: demon77
In ambito aziendale la virtualizzazione del desktop utente è certamente il futuro prossimo

Nella nostra è da 10 anni che lo facciamo, chiaramente un improvvisato come lui difficilmente è in grado di comprendere.
Cfranco21 Giugno 2019, 08:35 #5
E dove sarebbe la novità ?
Oggi si chiama cloud computing, 40 anni fa si chiamava time sharing, non è che ci sia sta gran differenza.
LukeIlBello21 Giugno 2019, 09:49 #6
Originariamente inviato da: nickname88
Nella nostra è da 10 anni che lo facciamo, chiaramente un improvvisato come lui difficilmente è in grado di comprendere.


il clementoni non conta
LukeIlBello21 Giugno 2019, 09:50 #7
Originariamente inviato da: demon77
In ambito aziendale la virtualizzazione del desktop utente è certamente il futuro prossimo perchè a livello di gestione ed accessibilità da notevoli vantaggi.
Poi vi si può accedere in mille modi e su mille configurazioni diverse.
Puoi farlo su tablet, su cellulare, su laptop o anche su una grossa tv 55 pollici con tanto di tastierone meccanico se vuoi.


ho capito ma nell'articolo si parla di tablet e cellulari, non di schermi a 55 pollici
quelli li posso anche gradire
demon7721 Giugno 2019, 10:33 #8
Originariamente inviato da: LukeIlBello
ho capito ma nell'articolo si parla di tablet e cellulari, non di schermi a 55 pollici
quelli li posso anche gradire


Ma si, citano tablet e cellulari perchè quelli che girano per lavoro usano quelli.
Ma di fatto puoi accedere da dove ti pare.

Aggiungiamo poi il fatto che se perdi il tablet/cellulare non perdi nulla e non ti rubano nulla.
Sono cose che in una azienda contano non poco.

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