M2Test, la startup che vuole rivoluzionare i metodi di diagnosi per l'osteoporosi

M2Test, la startup che vuole rivoluzionare i metodi di diagnosi per l'osteoporosi

Con BES Test, la startup M2Test è grado di migliorare l'identificazione della resistenza della struttura ossea trabecolare, andando a identificare anche i soggetti a rischio che sfuggono alle classiche diagnosi

di pubblicata il , alle 15:31 nel canale Startup
M2TestMadeinIT
 

M2Test è una startup familiare: le due socie fondatrici sono infatti mamma e figlia, nello specifico Francesca Cosmi e Alessandra Nicolosi. La prima, Professoressa di Ingegneria all'Università degli Studi di Trieste, è laureata in Ingegneria Meccanica curriculum Biomeccanica al Politecnico di Milano e ha un CV di tutto rispetto, che include collaborazioni con la NASA JPL-CalTech (USA), l'Università della California a Berkeley (USA), MITI Tsukuba (Giappone) e UFRJ (Brasile).

FRANCESCA COSMI

La prof.ssa Cosmi si è negli anni specializzata sul comportamento di materiali strutturali complessi e proprio da queste competenze nasce l'idea del BES Test (Bone Elastic Structure Test), un test innovativo, semplice ed economico che misura la qualità della struttura interna dell'osso. Per svilupparlo ulteriormente e diffonderlo nel mondo ospedaliero, la prof.ssa Cosmi ha fondato la startup innovativa M2Test insieme alla figlia Alessandra Nicolosi, laureata in Farmacia e Tecniche Erboristiche presso l'Università di Trieste, che è anche la CEO e si occupa di tutti gli aspetti manageriali.

Cosa è e come nasce BES TEST

Il BES Test è il frutto di 20 di ricerca di Francesca Cosmi e si propone come metodo complementare a quelli attualmente utilizzati per diagnosticare il rischio di fratture. Attualmente, infatti, l'approccio più utilizzato è quello della MOC, la densitometria ossea, che però non valuta alcuni aspetti, come la microarchitettura dell'osso stesso e, in circa metà dei casi, non è in grado di offrire una diagnosi completa. "La MOC misura quanto minerale una persona ha nelle ossa" – ci spiega Alessandra Nicolosi - "Il problema è che riesce a vedere solo una pagina di questo rischio e non va ad analizzare come è strutturato l'osso al suo interno. Nel 50% dei casi, non riesce a valutare correttamente il rischio". Qui entra in gioco il BES Test che, come detto, è complementare e non vuole sostituire la MOC: adottandoli entrambi è possibile avere un quadro completo.

NICOLOSIPer farci comprendere meglio il concetto, la dott.ssa Nicolosi ci fa l'esempio della Torre Eiffel, una struttura di acciaio sorretta da travi. Se si modificasse la struttura la torre non starebbe in piedi, pur mantenendo la stessa densità di materiale. Ecco, il classico test MOC è in grado di valutare solo l'aspetto relativo alla densità, ma è incapace di restituire un'immagine completa della solidità della struttura.

Gli algoritmi alla base del test sono stati realizzati dalla prof.ssa Cosmi e la società M2Test nasce nel 2016 come spin-off accademico, quando insieme alla figlia Alessandra Nicolosi decide di partecipare a un bando per le startup lanciato da Innovation Factory (in-house company di AREA Science Park), che hanno vinto e che ha permesso loro di proseguire i lavori grazie anche al supporto di vari programmi di accelerazione. "Il vero cambio di passo c'è stato quando abbiamo vinto, grazie a Innovation Factory, la selezione per il GIP Program a Skydeck della Berkeley University. Il premio consisteva in quattro mesi di accelerazione nella Bay Area, a contatto con diverse startup. Un percorso che ha cambiato il destino a M2Test e anche a me come persona: mi ha permesso di fare quel passaggio dalla mentalità scientifica a quella imprenditoriale". Così come è stata fondamentale sotto questo punto di vista la partecipazione al programma Prospera Women, organizzato da Innovation Factory in collaborazione con la Fondazione Serena. Un percorso durato 6 mesi, dove i partecipanti apprendevano come migliorare i loro pitch e risultare attraenti agli occhi degli investitori, soprattutto americani (che hanno un focus differente rispetto a quelli italiani, sottolinea Alessandra), al termine del quale veniva assegnata una mentor. Nel caso di M2Test la mentor è stata Gail Christine Gannon, Co-Chair di Prospera Women e Managing Director di WaveEdge Capital, che ha procurato numerosi incontri con investitori e referenti dell'ambiente medicale e supporta l'azienda aiutandola a comprendere il modo migliore per accedere al mercato USA.

Questo programma ha segnato una svolta per la startup che ora, nonostante i rallentamenti dovuti al Covid, collabora con 16 early adopter, fra medici e centri qualificati e collaborano con realtà quali il Gemelli di Roma, la Fondazione Maugeri, l'Università di Verona, L'Ospedale di Cattinara.     

Il ruolo di Innovation Factory

Come spiegato dalla dott.ssa Nicolosi, Innovation Factory ha giocato un ruolo chiave per trasformare l'idea. If è l'incubatore di AREA Science Park, realtà che gestisce uno dei principali Parchi Scientifici e Tecnologici italiani: è strutturato in due campus nell'area di Trieste che si estendono per 80.000 metri quadri. La missione di AREA Science Park è quella di favorire il dialogo e lo scambio di idee e tecnologie fra il mondo della ricerca e quello delle aziende. L'incubatore di AREA Science Park, Innovation Factory, è una realtà pubblica cresciuta all'interno di ASP, e che ora supporta le imprese innovative a trasformare le loro intuizioni in business in grado di reggersi da sole. Offre servizi di mentoring e coaching, programmi di formazione (sia tecnica sia imprenditoriale) personalizzati e mette a disposizione delle startup che supporta aree di coworking, servizi ICT e laboratori. In certi casi, Innovation Factory finanzia direttamente le startup, oltre a supportarle nella ricerca di altre opportunità di finanziamento, per esempio bandi. 

Sempre con il supporto di Innovation Factory, M2Test fa parte del gruppo di startup che parteciperà al CES 2022, nell'ambito di Madein.it, la missione italiana delle Startup. 

Dal programma di accelerazione al dispositivo medico certificato

Il BES Test è oggi un dispositivo medico certificato che è già stato utilizzato da migliaia di persone. M2Test detiene tre brevetti (di cui uno ancora pending, in attesa di conferma) e sta continuando ad affrontare round di finanziamento così da poter sviluppare ulteriormente il progetto. "Abbiamo appena vinto un round che vede l'ingresso di un investitore privato e di Bholding, realtà nota a livello nazionale che abbiamo conosciuto quando nel 2021 siamo risultate tra le 16 finaliste di B Heroes. Al termine del programma, Bholding ha deciso di entrare in società con noi", spiega la dott.ssa Nicolosi.

BEstest

M2Test vende servizi, non prodotti

C'è da sottolineare che M2Test non vende hardware o software, ma opera in modalità SaaS. Il cliente è il medico, il quale acquisisce delle radiografie che vengono caricate sulla piattaforma BES Test che le analizza in automatico e restituisce un referto indicante il grado di rischio di frattura, referto che viene poi consegnato al paziente. "È sempre il medico che fa la diagnosi, noi diamo solo una valutazione ma è lo specialista che decide", prosegue Alessandra. Il modello è a sottoscrizione e i centri acquistano un pacchetto di diagnosi, ma le realtà meno strutturate possono accedere a delle giornate di screening, nelle quali viene noleggiata l'apparecchiatura usata per l'acquisizione delle immagini ed è quindi possibile somministrare il BES Test pagando sulla base dei singoli pazienti, senza quindi abbonarsi. "Ci rivolgiamo solo ai medici, non parliamo direttamente coi pazienti".

L'apparecchiatura per l'acquisizione delle immagini radiografiche non è realizzata o venduta da M2Test, ma si tratta di un macchinario molto conosciuto nel settore medicale. Al momento, il protocollo prevede l'utilizzo di questa specifica macchina, ma in futuro potrebbe essere aggiornato così da supportarne altre di diversi produttori.

M2Test si occupa di offrire il servizio di analisi delle radiografie attraverso un software che non gira su una workstation locale ma è affidato a un data center. Gira in cloud, insomma, anche se non si basa sui servizi di classici hyperscaler come Google Cloud, Azure o Aws.

Il futuro di M2Test

A oggi M2Test ruota attorno a due figure: Francesca Cosmi e Alessandra Nicolosi. Hanno avuto un borsista che le ha supportate nella parte di ricerca e sviluppo e sono già attive diverse collaborazioni esterne. C'è una società informatica che si è occupata della realizzazione della piattaforma (non dello sviluppo software, saldamente in mano a Francesca Cosmi) e che ne cura la manutenzione. Questa sarà la prima realtà ad entrare nel team di M2Test, con la conclusione del prossimo round di finanziamenti, che si terrà in autunno. Previsto anche l'ingresso di un CFO per gestire gli aspetti finanziari e di un medico che si occuperà della comunicazione, creando i contatti diretti coi vari centri.

Nella visione delle due fondatrici, il naturale sviluppo di BES Test è l'approvazione dell'FDA (Food and Drug Administration) USA, che consentirà a M2Test di poter operare anche sul mercato statunitense.

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