Cisco Annual Internet Report 2020: la rete italiana ai tempi del COVID-19

Cisco Annual Internet Report 2020: la rete italiana ai tempi del COVID-19

Durante la pandemia, la rete italiana è quella che ha visto il maggior incremento di utilizzo, uscendone però a testa alta. Con l'allentamento delle misure di emergenza, il traffico è diminuito, ma non in maniera sostanziale

di , Vittorio Manti pubblicata il , alle 18:21 nel canale TLC e Mobile
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Durante la presentazione del Cisco Annual Internet Report 2020, si è tenuta una tavola rotonda alla quale sono intervenuti rappresentanti dei principali operatori di telecomunicazioni italiani.

Il dato che è emerso da questa discussione è che la rete italiana, pur messa a dura prova, si è comportata bene, riuscendo a reggere l'improvviso sovraccarico. Solo nella prima settimana di lockdown si è registrato un incremento del traffico del 33%. In una situazione normalità, per raggiungere questo livello ci sarebbero voluti 12/18 mesi almeno. Man mano che le misure di sicurezza si stanno allentando, il traffico è diminuito, ma senza tornare mai tornare ai precedenti livelli. 

Cisco Internet report

Come hanno reagito alla crisi le TLC italiane

TIM ha potuto notare un aumento del traffico dati soprattutto nella fascia mattutina, dalle 9 alle 13, con picchi quasi doppi rispetto al periodo precedente, ma ha anche registrato un significativo incremento dell'utilizzo della rete mobile nelle aree suburbane e residenziali. Anche Fastweb ha sottolineato come questa fascia fosse quella che vedeva i maggiori picchi di connessioni, specificando anche che una delle principali cause nel suo caso è stato l'aumento del traffico relativo alle applicazioni di gaming, che comprende sia i giochi online sia i download relativi a questo tipi di servizi. Marco Arioli, responsabile dell’Ingegneria di rete di Fastweb, ha spiegato come il problema principale da gestire non siano stati i picchi di traffico ma il numero molto più elevato di utenti connessi in contemporanea: per gestire la situazione, Fastweb è intervenuta sulla rete backbone a livello metro e sui peering point internazionali e nazionali.

Fastweb ha anche sottolineato come il maggior sovraccarico della rete è avvenuto nella componente trasporto e non in quella di accesso, quindi il problema principale non è stato nella saturazione dei collegamenti dei singoli privati, ma nel confluire sulle varie dorsali di un numero di collegamenti contemporanei decisamente superiori alla media. Ha anche naturalmente influito che venissero usati più del solito servizi come gaming, streaming e video conferenze che richiedono una quantità di banda elevata.

Nel caso di WINDTRE, come ha spiegato il CTIO dell'azienda, Benoit Hassen, il maggior traffico è arrivato da Netflix, Youtube e dal mondo Facebook, che contano circa il 60/70% dell'utilizzo della sua rete. La crisi è stata gestita senza intoppi anche grazie al fatto che l'azienda aveva appena completato un progetto di consolidamento della sua rete, un investimento che l'ha fatta trovare pronta a gestire la complessità della situazione.

Vodafone segnala un aumento del traffico mobile superiore alla media sulle sue reti

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Interessanti i dati portati da Vodafone: Marco Zangani, reponsabile della rete di Vodafone, ha specificato come in Italia la rete Vodafone abbia visto un aumento del traffico dati mobile superiore rispetto agli altri paesi. Questo perché, secondo l'azienda, la rete mobile ha supplito alle carenze nella connettività fissa, come dimostra anche l'incremento dell'uso del tethering.

Una delle condizioni fondamentali che ha permesso alla rete italiana di reggere all'urto dell’aumento del traffico è stata la conversione, in atto, verso reti software defined e virtualizzate. Se, come detto anche da Vodafone, con il 5G si potrà vedere il vero potenziale della virtualizzazione delle reti (utilizzando ad esempio il network slicing per creare profili differenziati in funzione del tipo di applicazione), già con il 4G gli operatori hanno profondamente modificato l’architettura delle reti, passando a modelli software defined. Questa evoluzione è essenziale per poter adattare, in tempo reale, le configurazioni e adattarsi a shock, come quello causato dal lock down. Inoltre, le reti software defined permettono di automatizzare una serie di controlli e di manutenzioni, il cui impatto aumenta esponenzialmente al crescere degli utenti e dell’utilizzo della rete.

"Fin dalle prime fasi dell’emergenza abbiamo potenziato la nostra rete per rispondere alla forte richiesta di traffico, cresciuta del 30% sulla rete mobile e del 60% sulla rete fissa" – ha spiegato Zangani - "Eravamo pronti, e questo ci ha consentito di rispondere in modo tempestivo alle esigenze dei clienti e garantire la continuità operativa.  Ciò è stato possibile grazie al fatto che al nostro interno – dove i virtual team sono la prassi - i dipendenti sono stati messi sin da subito in condizione di lavorare in modo efficace da remoto grazie al potenziamento delle connessioni e dei server che gestiscono le applicazioni di collaborazione e videochiamata. Un altro aspetto fondamentale è stato il processo di automazione e virtualizzazione delle reti, su cui lavoriamo da anni e che oggi ha permesso che le nostre reti fossero resilienti e strutturate per una crescita esponenziale del traffico".

Cisco Annual Internet Report 2020: nel 2023 il 5G rappresenterà il 10% delle connessioni

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Il nuovo report di Cisco sullo stato della rete è molto ottimista sulla crescita di Internet e, in particolare, del 5G: in tre anni il 70% della popolazione mondiale avrà una connessione mobile a Internet (87% nel caso della popolazione italiana), e mediamente ogni persona avrà in media 3,6 oggetti connessi (in Italia 8,5). La crescita dell'IoT e di altre tecnologie farà crescere in maniera significativa il numero di connessioni M2M (machine 2 machine), che rappresenteranno la metà del totale. Vale la pena di sottolineare che in Italia, le connessioni M2M erano già nel 2018 il 56% del totale, e nel 2023 saranno il 69% del totale, con un tasso di crescita annuo composto del + 15,3%.

Il 5G entro tre anni rappresenterà il 10,6% delle connessioni mobile a livello mondiale, mentre in Italia questa percentuale sarà del 14,8%

A dispetto delle previsioni di crescita delle connessioni mobile, gli hot spot Wi-Fi continueranno ad aumentare di numero, arrivando a sfiorare i 628 milioni. Per avere un termine di paragone, basta pensare al fatto che nel 2018 gli hot spot erano 169 milioni. Una discreta fetta dei nuovi hot spot (11%) sarà basata sulla tecnologia Wi-Fi 6, più veloce e più adatta a gestire un elevato numero di connessioni.

Cisco ha anche voluto fare delle previsioni relative alla velocità media delle reti: nel 2023 la velocità mobile media sarà di circa 44 Mbps, mentre quella della rete fissa si attesterà attorno ai 110 Mbps.  Per l'Italia si stima che in 3 anni la velocità media delle connessioni in banda larga fissa raggiungerà i 75,9 Mbps, mentre su rete mobile sarà di 66,7 Mbps. 

Il Cisco Annual Internet Report 2020 di Cisco può essere consultato a questo indirizzo

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