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Hybrid Workspace secondo Logitech: audio di qualità e usabilità al top

Hybrid Workspace secondo Logitech: audio di qualità e usabilità al top

Logitech spinge sulle soluzioni per l'hybrid work, con una serie di dispositivi pensati per migliorare la qualità audio/video delle videochiamate, capaci di integrarsi con le applicazioni più utilizzate: Zoom, Teams e Meet. Grande attenzione all'usabilità: oltre a liberare spazio sulla scrivania, la Logi Dock permette di unirsi a un meeting con la pressione di un tasto, e ci avvisa quando è l'ora dell'appuntamento

di pubblicato il nel canale Device
LogitechSmart Working
 

Gli incontri a distanza ormai rappresentano la normalità e difficilmente oggi un lavoratore medio, sia esso un libero professionista o il dipendente di una grande azienda, passa una giornata senza collegarsi a qualche piattaforma di videoconferenza. La call via Zoom o Teams ormai fa parte del quotidiano e se in ufficio è spesso possibile appoggiarsi alle soluzioni audio/video professionali presenti nella sala riunioni, quando si lavora da casa si fa affidamento ai dispositivi personali, spesso quelli integrati nel notebook. E la differenza si vede, in termini di qualità del video e dell’audio.

High_Resolution_PNG-Zone Wired Earbuds Box Content

Logitech sta puntando molto sugli strumenti per la collaborazione remota, in particolare sui dispositivi audio, studiati per garantire chiamate perfettamente comprensibili anche nel caso si lavori in ambienti rumorosi e per assicurare il massimo della produttività a chi li utilizza. Su Edge9 abbiamo già analizzato le cuffie Logitech Zone, ma recentemente l’azienda ha reso disponibili anche gli auricolari della stessa gamma, oltre alla docking station Logi Dock, un dispositivo pensato per rendere ancora più produttiva la propria postazione di lavoro. Insieme, queste periferiche sono in grado di creare un ecosistema audio/video domestico degno del sistema presente nella sala riunioni, anzi: sarà molto più facile da utilizzare.

Smart working e VideoCollaboration: anche l’orecchio vuole la sua parte

Il principale problema della collaborazione da remoto è quello della qualità delle comunicazioni, che non sempre riescono a essere efficaci come una chiacchierata in presenza. Il motivo è da ricercare nella bassa qualità dei dispositivi utilizzati, che come già detto nella maggior parte dei casi sono quelli integrati nei notebook. Il risultato sono immagini poco definite e caratterizzate da colori poco vibranti, ma soprattutto conversazioni al limite della comprensione, piene di fruscii e “sporcate” da rumori di sottofondo come il ticchettio della digitazione di chi prende appunti durante la riunione.

Sino a che questi strumenti venivano usati una volta ogni tanto, si poteva scendere a compromessi con la qualità ma da quando la collaborazione da remoto è diventata la normalità, si sente l’esigenza di nuove periferiche. Un’esigenza sentita soprattutto da chi per lavoro si trova a spendere la maggior parte della giornata a fare riunioni con partner e clienti o chi deve effettuare presentazioni di prodotti e servizi.

Quando abbiamo provato le Zone Wireless siamo rimasti colpiti dalla semplicità di utilizzo di queste cuffie e dalla loro enorme versatilità, che le rende ideali per chi lavora con più dispositivi. Il vantaggio principale di queste cuffie infatti è la possibilità di collegare contemporaneamente a due dispositivi, sfruttando sia il dongle sia il Bluetooth. Facendo il pairing sia sullo smartphone sia sul computer, è possibile utilizzare la stessa cuffia per partecipare alle riunioni di Zoom e rispondere alle telefonate, il tutto senza dover impazzire con strane configurazioni o dover effettuare ogni volta il pairing: basta effettuarlo una volta, su tutti i dispositivi che andremo a utilizzare, per poi dimenticarsene.

High_Resolution_PNG-Logitech Zone True Wireless Graphite Box Content Eartip 2

Non tutti, però, amano indossare delle cuffie, che dopo alcune ore di utilizzo possono iniziare a pesare sul capo e dare un po’ di fastidio, oltre a essere meno agevoli da trasportare. Non sono poi l’ideale per chi si trova a fare presentazioni, e che preferirebbe poter contare su dispositivi più leggeri e meno evidenti, facilmente nascondibili dalla capigliatura. Ecco perché Logitech ha inserito nel suo listino anche gli Zone True Wireless e Zone Wired Earbuds, auricolari che sfruttano la stessa tecnologia delle apprezzate cuffie della serie Zone.

Il modello Wireless può collegarsi contemporaneamente sia al telefono sia al PC, sfruttando il Bluetooth per il primo e il dongle in dotazione con il computer. La qualità dell’audio è garantita dai due driver da 12 mm che offrono suoni corposi e conversazioni perfettamente comprensibili. Se le impostazioni predefinite non dovessero convincere, è possibile attivare l’equalizzatore, che può essere gestito tramite l’app.

High_Resolution_PNG-Zone Wired Earbuds Quarter View

Come le cuffie, anche gli auricolari wireless supportano la tecnologia ANC per l’eliminazione del rumore di fondo, un dettaglio che fa la differenza: se non potrà mascherare più di tanto il passaggio di un’ambulanza, eliminerà completamente il fastidioso suono della pressione dei tasti della tastiera, quel fastidioso ticchettio di fondo che sulla lunga può rendere una riunione insopportabile. Se poi ci si trova a viaggiare in treno o aereo, l’ANC garantirà un po’ di riposo alle orecchie, non isolando completamente dai rumori esterni, ma riducendoli enormemente, così da rendere il viaggio meno stressante. Volendo è possibile disabilitare l’ANC, così da estendere ulteriormente la durata delle batterie che, per questioni di dimensioni, è leggermente inferiore rispetto alle cuffie ma sempre notevole: con ANC attivato ci si può aspettare un’autonomia di 6 ore durante le conversazioni e 9 ore ascoltando musica, tempi che si estendono rispettivamente a 6,5 e 12 ore disattivando la riduzione attiva del rumore. La custodia fornita in dotazione funziona anche come base di ricarica: basterà riporre gli auricolari per cinque minuti al suo interno per avere un’ora di autonomia.

High_Resolution_PNG-Logitech Zone True Wireless Rose In Case

La versione wired degli auricolari non ha naturalmente il problema dell’autonomia, e può essere collegata tramite USB o tramite il classico connettore minijack. I comandi sono disposti sul cavo, e bisogna rinunciare all’ANC. Il prezzo, però, è inferiore di molto: gli auricolari Zone Wired costano 99 euro, contro i 329 dei True Wireless Earbud. Entrambi sono in ogni caso certificati con le principali applicazioni per la collaborazione: Teams, Zoom, Skype for Business, Meet e non solo.

Logi Dock, la docking station ideale per l’home office

Lavorando da casa si iniziano a notare tutti i limiti delle proprie postazioni domestiche. Se alcuni lavoratori da remoto si devono arrangiare usando il tavolo della cucina o del salotto come postazione di lavoro, altri hanno la fortuna di poter contare su una stanza, o almeno una scrivania, dedicata. Anche questi però spesso devono fare i conti con lo spazio: in molti casi la scrivania è più compatta di quelle che tipicamente si hanno a disposizione in ufficio e ci vuole poco ad affollarla di periferiche e cavi fra alimentatori, mouse, tastiere, schermi e dispositivi audio. Logi Dock è una docking station che punta a risolvere queste problematiche, ottimizzando lo spazio a disposizione dei lavoratori.

Può alimentare tramite la porta USB-C un notebook (sino a 100 watt), fornendo allo stesso tempo connessioni per due display e le ulteriori periferiche USB, come mouse, tastiere e webcam. Integra anche un comparto sonoro di tutto rispetto, così da gestire l’audio delle comunicazioni grazie un set di quattro driver da 55 mm e un array di sei microfoni a cancellazione del rumore. La qualità è molto elevata, sia quando si ascolta la musica, sia quando si è impegnati in una conversazione di lavoro.

LogiDockDesktop

È il software che fa la differenza

Logi Dock è pensata per migliorare la produttività e per integrarsi al meglio con le applicazioni più utilizzate le la videocollaboration. Ecco che sincronizzando la docking station di Logitech con il calendario, al momento dell’incontro si accenderà un led che ci avviserà dell’appuntamento. Basterà a questo punto un clic su un pulsante di Logi Dock per accedere all’app di videocomunicazione. Un altro tasto attiverà il mute dell’audio e dei microfoni e un terzo disattiverà il flusso video della webcam, funzioni disponibili solo con le app supportate (Teams, Google Meet e Zoom). La docking station, insomma, non svolge solo le funzioni di microfono e speaker, ma anche come controller per le videoconferenze, avvisando l'utente quando è il momento di connettersi, e permettendogli di gestire alcune delle funzioni, attivando il mute e permettendo di "entrare" nella videochiamata. 

logitune

Utilizzando il software in dotazione Logi Tune, infine, sarà possibile gestire al meglio tutti i dispositivi di comunicazione di Logitech, inclusa la webcam Brio, aggiornandone il firmware e controllandone tutte le funzioni da un’unica interfaccia. L’integrazione fra i dispositivi audio dell’azienda è molto spinta, tanto che basterà mettere le cuffie Zone Wireless in testa o inserire nell’orecchio gli auricolari Zone Earbud Wireless per disabilitare l’audio di Logi Dock e dirottarlo verso questi dispositivi, così da non disturbare eventuali altre persone presenti nella stanza. Se presi singolarmente i dispositivi di Logitech soddisfano le esigenze anche evolute di videocollaboration, insieme formano un sistema di comunicazione domestico che oltre a garantire un’eccellente qualità audio/video, si integra perfettamente con le principali app, semplificando la collaborazione a distanza e riducendo il numero di passaggi necessario per partecipare a una videochiamata, singola o di gruppo che sia.

2 Commenti
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igiolo06 Ottobre 2021, 21:35 #1
la dock costa...quattrocentoquarantanove euro
ho capito che son svizzeri, ma qui si rasenta il prendere in giro
eddai
e c'è SOLO la dock con quei soldi, null'altro
giovanni6906 Ottobre 2021, 21:55 #2
Avranno copiato da Apple e la sua Magic Keyboard che costa come un ipad di fascia bassa.

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