Docebo punta sempre più sull'AI per l'e-learning

Docebo punta sempre più sull'AI per l'e-learning

Come viene applicata l'intelligenza artificiale in una piattaforma di e-Learning? Abbiamo approfondito l'argomento insieme a Fabio Pirovano, Chief Technical Officer di Docebo, una delle piattaforme più usate al mondo per la formazione

di pubblicata il , alle 20:41 nel canale Innovazione
Docebointelligenza artificiale
 

Le formazione a distanza funziona? Eccome, a giudicare dall'interesse per le aziende, soprattutto quelle di maggiori dimensioni, per l'argomento. A ben pensarci è naturale: le imprese più strutturate per ottimizzare i loro processi devono seguire flussi precisi di lavoro, oltre che assicurarsi che i loro dipendenti siano sempre aggiornati sull'uso degli strumenti e sull'evoluzione delle normative. Appoggiarsi a una piattaforma di LMS (Learning Management System), permette di rendere più veloce, efficace e meno dispersiva la formazione del personale.

Fra le piattaforme più utilizzate c'è Docebo, che ha ottenuto negli ultimi anni numerosi riconoscimenti, per esempio vincendo nel 2019, per il secondo anno consecutivo, due ambiti Brandon Hall Group Gold Awards per l’eccellenza tecnologica nelle categorie Best Advance in Learning Management Technology (LMT) e Best Advance in Mobile Learning Technology. Cosa che dovrebbe un po' inorgoglirci, visto che Docebo, originariamente fondata in Italia, è diventata un'azienda di livello internazionale con uffici – oltre che a Monza - anche in Canada (headquarter a Toronto), Stati Uniti, UK e a Dubai.

Docebo, l'intelligenza artificiale applicata all'e-Learning

Docebo è nata nel 2005, ma è a partire dal 2012 che ha iniziato a crescere a ritmi particolarmente sostenuti, sino a imporsi come una delle migliori piattaforme sul mercato. Ma cosa in particolare ha dato questa spinta? Fabio Pirovano, CTO dell'azienda, ci spiega che la chiave è stata la trasformazione della piattaforma in un servizio as-a-Service, in un primo momento, e successivamente l'apertura al mercato americano "un mercato difficile ma disposto a provare soluzioni piccole, come quello che era Docebo ai tempi. Negli USA c'è più propensione all'adottare queste soluzioni e questo ci ha permesso di crescere velocemente", afferma Fabio.

Fabio Pirovano CTO Docebo

Uno dei punti di forza della piattaforma, che le permette di distinguersi dalla concorrenza è che si appoggia ad algoritmi di AI. Ma come funziona e cosa fa l'AI di preciso in questo contesto? 

"L'AI suggerisce i corsi più adatti in base alle serie storiche e offre suggerimenti su quali affrontare successivamente" - ci spiega Fabio - "Un anno fa abbiamo fatto in modo che l'AI rendesse più facilmente ricercabili e fruibili i contenuti: praticamente, tramite algoritmi tagghiamo i contenuti e li rendiamo ricercabili, andando ad analizzare anche l'audio. Inizialmente queste funzioni erano disponibili solo in inglese, ma dopo le prime release in inglese abbiamo esteso queste funzioni anche alle altre 6 lingue supportate".

L'intelligenza artificiale lavora in background, supportando gli operatori umani nei compiti più ripetitivi e facilitando il lavoro di tagging, così da migliorare le ricerche, ma recentemente è stata estesa anche ad altre funzioni. Un esempio arriva da Virtual Coach, il chatbot di Docebo che è in grado di suggerire contenuti tramite notifiche push. Oltre a rispondere alle domande degli utenti sfruttando i contenuti estrapolati per il tagging, offre suggerimenti proattivi su quali potrebbero essere le prossime lezioni, in base ai corsi seguiti in precedenza e all'interesse dimostrato dall'utente. 

Questi sono solo i primi passi del chatbot, che Docebo ha intenzione di continuare a migliorare "Stiamo investendo molto su Virtual Coach e puntiamo a fargli fare delle "interrogazioni", così da migliorare le reali skill della persona".

Docebo e il mercato italiano

Piattaforme come quella di Docebo sono prevalentemente destinate a clienti di tipo enterprise, con migliaia di dipendenti. Quando la forza lavoro è limitata a poche decine di persone, infatti, i costi della piattaforma possono essere superiori a quelli della formazione professionale tradizionale. Il tessuto italiano, di contro, è composto prevalentemente da piccole aziende. "Le PMI non possono facilmente supportare questi costi. Per le aziende di piccole dimensioni non ha senso in termini economici, a meno che siano sparse su varie regioni". 

Uno dei problemi delle aziende italiane, in particolare delle Pubbliche Amministrazioni, è il fatto che la piattaforma giri su cloud. "[Le PA] non sono clienti tipici, anche perché spesso questa si appoggia a soluzioni open source. Il problema è anche la gestione del dato: il cloud può creare qualche problema dal un punto di vista contrattuale. All'estero invece il problema non si pone perché le aziende hanno reparti acquisti dedicati proprio al software cloud"

Sorge spontaneo chiedersi come sia gestito il dato sulla piattaforma, chi ne abbia la proprietà: "Assicuriamo al cliente che la proprietà del dato rimane sua.. Le aziende possono estrarre la maggior parte dei dati, così da scaricarli se poi decidono di non usare più la piattaforma. Per quanto riguarda la custodia del dato, invece, entra in gioco il dipartimento security di Docebo, che si coordina con quello dell'azienda. Ci basiamo su certificazioni che garantiscono la sicurezza e che tranquillizzano le aziende, sia per come è scritto il codice, sia per le procedure".

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1 Commenti
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esese10k28 Febbraio 2020, 09:17 #1
Insegnamento non può essere fatto con IA, Fabio Piromano dovrebbe capirlo da solo infatti per fare quel che sta facendo è andato a scuola dove docenti insegnanti e maestra lo hanno seguito tutti i giorni. Il ragazzoto non è nato istruito, è stato istruito. Capisco che ha annusato l'affare della didattica a distanza, ma non è etico e professionale ciò che vuole fare. Sarà la fine della cultura nel mondo

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