HP continua a innovare, non solo nei PC

HP continua a innovare, non solo nei PC

L’Innovation Summit di HP è stata l’occasione per vedere direttamente come HP lavora nel più importante centro di ricerca e sviluppo Europeo, vicino a Barcellona. Macchine di stampa e stampanti 3D professionali, realtà virtuale al servizio del business sono solo alcune delle soluzioni innovative di HP. Ed è anche stata l’occasione per incontrare Shane Wall, il CTO di HP, che ci ha raccontato le sue previsioni per il futuro della tecnologia, non solo di HP

di pubblicata il , alle 10:41 nel canale Innovazione
HP
 

Sono passati 80 anni da quando Bill Hewlett e Dave Packard iniziarono a lavorare nel mitico garage di Palo Alto al primo prodotto di quella che sarebbe diventata l’HP di oggi e facendo nascere la Silicon Valley, ancora oggi cuore pulsante dell’innovazione tecnologica. Un esemplare originale del primissimo prodotto HP, l’oscillatore audio HP 200A utilizzato anche per la creazione della colonna sonora del lungometraggio animato Fantasia di Disney, si trova oggi nel centro di ricerca e sviluppo HP di Barcellona, dove è stata realizzata una riproduzione del garage originale e dove soprattutto si sviluppano tecnologie e prodotti all’insegna di una forte spinta all’innovazione che continua a caratterizzare la strategia di HP.

HP Garage

HP Innovation Summit: l’innovazione al centro della strategia HP

La visita al centro di ricerca e sviluppo di HP ha coinciso con l’appuntamento annuale dell’HP Innovation Summit, occasione per l’azienda californiana di mostrare le ultime novità di prodotto, ma soprattutto qual è la visione di HP sull’evoluzione del mercato della tecnologia. Se tutti conosciamo HP per i PC e le stampanti, la visita al centro di ricerca e sviluppo di Barcellona è stata l’occasione per vedere in un unico luogo i prodotti che vedono HP leader in diversi mercati e che non sono necessariamente conosciuti. Un settore che è stato rivoluzionato da HP è quello della stampa su grandi formati e su formati speciali, con la tecnologia HP Latex che utilizza inchiostri con base acqua al 70% che non ha impatto sull’ambiente e che grazie al digitale offre una versatilità delle soluzioni di stampa per realizzare soluzioni decisamente innovative. Un esempio è la collaborazione con Danone per il brand Aqua D’or che ha portato alla produzione di 3,2 milioni di bottiglie, ognuna con un’etichetta diversa.

HP Latex: la tecnologia per stampare su qualsiasi superfice rispettando l’ambiente

Le macchine che eseguono questo tipo di stampe sono imponenti ma allo stesso anche essenziali e inaspettatamente poco rumorose. Lo spazio che abbiamo visitato nel campus di HP a Barcellona è un concentrato di tecnologia che testimonia l’impegno nel costante percorso di innovazione. Nei corridoi si incontrano ragazzi giovani e manager con maggiore esperienza che evidentemente sono abituati a incontrare “estranei”.

HP Latex

Una parte del campus è dedicata a uno spazio espositivo enorme che mette in mostra prodotti e tecnologie sviluppate da HP in Europa e la sensazione che si ha nel vedere allineate macchine di stampa così differenti permette di rendersi conto di quanto sia variegata l’offerta di Hp, molto più che non leggere le specifiche dei prodotti in una scheda tecnica. La tecnologia HP Latex permette di stampare su qualsiasi tipo di materiale sintetico, con svariati ambiti applicativi. Dalle etichette delle bottiglie d’acqua, di cui parlavamo prima, passando per locandine e poster di qualsiasi dimensione, per arrivare ai giganteschi rivestimenti degli edifici, che spesso vediamo adornare i palazzi in ristrutturazione. La stessa tecnologia permette di stampare su tessuti che possono rivestire ogni tipo di componente di arredamento e, vista la completa non tossicità del procedimento, anche elementi da inserire in ambienti delicati, come gli ospedali.

HP Jet Fusion 3D: la stampa 3D per le applicazioni industriali della produzione additiva

Dopo la sezione dedicata alle macchine di stampa, siamo passati all’area dedicata alle stampanti 3D a uso professionale e industriale. Non stiamo parlando di versioni in scala maggiore delle stampanti 3D amatoriali, ma di un vero e proprio sistema che già oggi permette di essere utilizzato sia nella realizzazione di prototipi che nella produzione in larga scala di componenti da utilizzare in vari settori industriali.

Maria Company HP

Come ci ha mostrato Maria Company, Applications & Marketing Director 3D Printing di HP, la tecnologia alla base dei prodotti HP Jet Fusion 3D è già oggi utilizzata in svariati ambiti applicativi, come testimoniato dal successo di ZiggZagg, un “ufficio di servizi di produzione digitale” che utilizza 10 stampanti 3D HP per fornire prodotti su misura in diversi settori. Con le stampanti 3D e i nuovi materiali plastici utilizzati che permettono di produrre pezzi allo stesso tempo leggeri e molto resistenti si inverte il processo di produzione, che da sottrattivo diventa additivo. Invece di partire da un blocco di metallo che la fresatrice erode per creare il pezzo definitivo nella produzione sottrattiva, nel caso delle stampanti 3D si parla di produzione additiva perché il pezzo definitivo viene prodotto unendo le particelle del materiale utilizzato. Questo procedimento permette di riconsiderare la struttura stessa dei pezzi prodotti, superando i limiti strutturali imposti dalla produzione sottrattiva. La stessa HP sta già producendo dei componenti delle sue macchine di stampa utilizzando la tecnologia della stampa 3D, ottenendo dei componenti molto più leggeri e altrettanto resistenti.

HP Reverb: la realtà virtuale al servizio del business 

Nell’ultima tappa della nostra visita al centro di ricerca e sviluppo di HP a Barcellona abbiamo provato uno dei primissimi esemplari mostrati al pubblico del nuovo visore HP Reverb per la realtà virtuale. Il focus di HP in questo campo è legato alle applicazioni in ambito commerciale delle soluzioni di realtà virtuale, che stanno diventando sempre di più il modo più efficace di sfruttare la tecnologia.

HP Reverb

HP Reverb si caratterizza per un’elevatissima risoluzione, 2160x2160 per ogni occhio, che diventa essenziale per garantire un’esperienza d’uso decisamente migliore rispetto al modello precedente. Grande attenzione è stata posta anche all’ergonomia del prodotto, che è molto leggero e con una ripartizione dei pesi ottimale, elemento questo molto importante nelle applicazioni professionali, quando diventa necessario indossare il visore per lunghi periodi di tempo. Un esempio di ambito applicativo è la formazione di tecnici specializzati, soprattutto in situazioni dove l’ambiente di lavoro comporta dei rischi per l’operatore o se si deve operare in ambienti con condizioni ambientali potenzialmente dannose. Sempre in ambito VR è stato mostrato da Mirjana Spasojevic, VP di HP e Head of Immersive Experience Lab, un prototipo di “VR Snack” un visore montato su un supporto da appoggiare sulla scrivania, che diventa una sorta di secondo monitor per la realtà virtuale da utilizzare mentre si sta sviluppando un’applicazione per passare velocemente dall’ambiente di sviluppo alla visualizzazione in realtà virtuale.

Shane Wall: la visione del CTO di HP sul futuro della tecnologia

Non capita tutti i giorni di incontrare il CTO di un colosso dell’IT come HP. A Barcellona abbiamo avuto l’occasione di ascoltare la visione sul futuro della tecnologia direttamente con Shane Wall, che nel suo ruolo di CTO di HP è responsabile delle attività di HP Labs e di definire la direzione della strategia tecnologica di tutta HP a livello mondiale.

Shane Wall HP

Se nella sessione plenaria Shane Wall aveva descritto i megatrend più significativi per i prossimi anni, nella sessione dedicata a cui abbiamo partecipato ci ha svelato come si potranno evolvere i personal computer nei prossimi anni. Negli ultimi 4/5 anni HP ha assistito a una crescita fenomenale del fatturato della divisione personal system, che testimonia il fatto che il PC non è più una commodity e che l’innovazione permette di differenziare in un settore da molti ritenuto ormai giunto al massimo della sua evoluzione. Abbiamo già parlato qui delle novità in ambito di sicurezza dei PC, con il lancio di nuovi modelli che integrano la tecnologia Sure Sense, che grazie all’intelligenza artificiale e algoritmi di machine learning, permette di proteggere il sistema anche da minacce sconosciute. Questo è solo un primo passo, nella visione di Shane Wall, di tutto il modello di “compute”, soprattutto in ambito cloud. Oggi il modello prevede che i device raccolgono le informazioni, sfruttando connessioni veloci, che miglioreranno ulteriormente con l’avvento del 5G, inviano i dati sul cloud, dove avviene l’elaborazione e l’applicazione degli algoritmi di machine learning, sfruttando le risorse computazionali (compute) dei server che oggi sono immensamente più elevate rispetto a quelle dei device. In prospettiva la rete non sarà in grado di sostenere questo modello, perché sempre più dati verranno trasmessi e il collo di bottiglia diventerà, e in parte è già così, l’ampiezza di banda disponibile. Il nuovo modello previsto da Shane Wall prevede che una prima parte dell’elaborazione legata al machine learning avvenga in locale, ma difficilmente questo potrà avvenire con l’attuale architettura dei sistemi. In futuro sarà disponibile del “silicio” radicalmente più efficiente, stiamo parlando di 1000 volte la capacità attuale, per l’elaborazione degli algoritmi di machine learning. Un’architettura basata su parallelismo massivo di componenti a 8 bit e non i 64 bit dei processori attuali, che permetterà non solo di raccogliere i dati nell’edge, ma anche di fare una prima elaborazione, di dare un primo significato ai dati, inviare questi dati elaborati nel cloud, dove saranno aggregati e ulteriormente elaborati per dargli un significato più profondo. Nella visione di Shane Wall questi cambiamenti modificheranno radicalmente la natura stessa dei personal system.

Questo tipo di innovazione si inserirà nell’ambito di alcuni megatrend che andrà a toccare molti aspetti della nostra vita. Nella visione di Shane Wall i cambiamenti più significativi avverranno in funzione della sempre maggiore concentrazione della popolazione mondiale nelle città, che passerà dall’attuale 50% al 68% nel 2050, all’automazione che farà aumentare la produttività, alla produzione e al lavoro che saranno sempre più legati al digitale e all’imperativo di trovare soluzioni energetiche più sostenibili. Se l’inglese non è un problema vi consigliamo caldamente di leggere le considerazioni di Shane Wall su questi mega trend qui.

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