Intel partecipa a Q-NEXT, iniziativa del governo USA per sviluppare il quantum computing

Intel partecipa a Q-NEXT, iniziativa del governo USA per sviluppare il quantum computing

Intel ha annunciato la propria partecipazione a Q-NEXT, iniziativa voluta dalla Casa Bianca per sviluppare ulteriormente il settore del quantum computing e mantenere la leadership americana nel settore

di pubblicata il , alle 11:01 nel canale Innovazione
Intel
 

Sebbene non sia tra i nomi più spesso citati nell'ambito, tra le aziende che stanno sviluppando computer quantistici c'è anche Intel. L'azienda di Santa Clara, più nota per i suoi processori con base di silicio, ha annunciato l'inizio di una collaborazione con l'Argonne National Laboratory e il Department of Energy statunitensi per lo sviluppo di nuovi computer quantistici all'interno di Q-NEXT, un centro di ricerca creato dal governo americano.

Intel partecipa a Q-NEXT, laboratorio americano per il quantum computing

L'Ufficio per la Scienza e la Tecnologia della Casa Bianca (OSTP) e il Dipartimento dell'Energia hanno fondato Q-NEXT, il National Quantum Information Science Research Center (centro nazionale di ricerca sull'informatica quantistica), affidandone la guida all'Argonne National Laboratory e radunando aziende private, università e centri di ricerca nazionali. Q-NEXT è uno dei cinque centri creati come parte dell'iniziativa del governo americano per stimolare la crescita del settore dell'elaborazione quantistica e per mantenere la leadership statunitense in questo ambito.

Tra le aziende che prendono parte all'iniziativa c'è anche Intel, che contribuirà alla ricerca concentrandosi su tre aspetti: le reti quantistiche, ovvero reti di telecomunicazione in grado, secondo le intenzioni, di permettere comunicazioni non intercettabili (in inglese unhackable, ovvero non hackerabili) sulle lunghe distanze; sensori quantistici in grado di rilevare informazioni più dettagliate e non catturabili con i sensori tradizionali e che potrebbero potenzialmente dare un forte impulso alla ricerca nella fisica, nelle scienze dei materiali e nelle cosiddette "scienze della vita"; banchi di prova quantistici per simulare computer quantistici che aprano la strada a nuove ricerche nell'ambito delle simulazioni quantistiche, della criptoanalisi e dell'ottimizzazione della logistica.

James Clarke, direttore dell'unità Quantum Hardware in Intel, ha affermato che "far avanzare la praticità quantistica [il momento in cui i computer quantistici saranno utilizzabili su larga scala per applicazioni al di fuori dei laboratori di ricerca] sarà uno sport di squadra che coinvolgerà tutto l'ecosistema. La nostra partnership con l'Argonne National Laboratory riguardo Q-NEXT ci permetterà di portare le nostre aree di competenza uniche in questo sforzo che coinvolge tutto il settore per ottenere progressi significativi in questo campo. In Intel stiamo mantenendo una visione ampia della ricerca quantistica che comprende hardware e software, con una focalizzazione notevole sul portare il quantum fuori dai laboratori e nel mondo reale, dove può risolvere problemi reali."

Il fatto che Q-NEXT abbia lo scopo dichiarato di mantenere la leadership statunitense nel campo dei computer quantistici non può non far riflettere sul fatto che l'Europa appare indietro su questo fronte. Il progetto Quantum Flagship, lanciato dall'Unione Europea, sta procedendo bene nel campo della ricerca ma è ancora distante dal produrre risultati concreti in termini di computer utilizzabili o anche solo di prototipi da utilizzare nei laboratori di ricerca. Al momento pare che il futuro del quantum sia a stelle e strisce, con buona pace dei progetti di sovranità digitale europei.

2 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
homero29 Agosto 2020, 11:27 #1
Da 80 anni è così a causa delle centinaia di progetti farlocchi che a parte la Germania tutti mettono in tavola spacciandoli per ricerca avanzata in realtà stanno tutti dormendo in attesa di uno scatto di livello nella ricerca pubblica invece a parte rarissimi casi la ricerca privata non esiste perché sono tutti strozzati dalle tasse...
MaxVIXI29 Agosto 2020, 19:25 #2
beh dio, non è che in europa non si faccia ricerca o innovazione, non avremo facebook, amazon, tiktok e compagnia bella ma 2 o 3 cosine le sappiamo ancora fare eh...

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^