Smart Working, lavorare da casa e rimanere protetti: i consigli di Trend Micro

Smart Working, lavorare da casa e rimanere protetti: i consigli di Trend Micro

Come cambia la sicurezza nell'epoca dello Smart Working? Cosa devono fare gli utenti che lavorano da casa per rimanere protetti? Trend Micro Italia risponde a queste domande analizzando l'attuale situazione italiana, individuando i potenziali rischi che minacciano le aziende e i dipendenti stessi

di pubblicata il , alle 14:01 nel canale Security
Trend MicroSmart Working
 

In questo periodo si parla sempre più spesso di smart working, fenomeno ormai noto a gran parte dei lavoratori italiani, costretti a restare in casa a causa della pandemia di Coronavirus. Al fine di rispettare le ultime restrizioni, le aziende del Bel Paese hanno suggerito ai dipendenti di lavorare dalla propria abitazione, ma ciò ha portato alla nascita di nuove criticità inerenti la sicurezza.

Trend Micro ha analizzato l'attuale situazione italiana e ci fornisce un quadro dettagliato del più recente, e particolare, scenario lavorativo, attraverso le parole di Gastone Nencini, Country Manager di Trend Micro Italia.

Smart Working in Italia: i rischi del lavoro agile

Sia chiaro, lo smart working esiste già da molto tempo. Sono diverse le realtà italiane che permettono ai dipendenti di operare dal proprio spazio domestico, restando collegati alla rete aziendale e usufruendo degli strumenti messi a disposizione dall'azienda stessa. Con la recente emergenza sanitaria, tuttavia, gran parte dei cittadini ha dovuto abbracciare il cosiddetto 'lavoro agile', non senza particolari forzature.

gastone nancini trend micro italia

"In tutto il Paese c’è stata quindi una corsa all’utilizzo di questa modalità di lavoro, che possiamo considerare come un fenomeno molto positivo se pensiamo all’approccio culturale dell’Italia come Paese abbastanza tradizionalista e legato al posto di lavoro 'in sede', rispetto a realtà straniere che hanno già da tempo sdoganato la possibilità di lavorare da luoghi diversi dagli spazi aziendali", commenta Gastone Nancini di Trend Micro Italia.

Come fa notare lo stesso Nancini, il massiccio incremento delle persone che lavorano da casa ha spalancato le porte a nuove problematiche. Diverse infrastrutture non hanno potuto gestire al meglio l'improvviso aumento del traffico, andando in affanno a causa della mancanza di banda necessaria. Come se ciò non bastasse, ogni giorno la sicurezza delle reti è messa a rischio.

Fino a qualche settimana fa, un utente si sarebbe collegato alla rete aziendale dal laptop (o desktop) della sua postazione di lavoro, usufruendo dei servizi e dei software di sicurezza che avrebbero garantito protezione durante la navigazione web e nello scambio di e-mail: parliamo di firewall, proxy, controlli network tramite IPS/IDS e tutti gli strumenti necessari per proteggere le informazioni trattate. Tutto questo, o gran parte di esso, viene a mancare nel momento in cui lo stesso utente si collegherà da casa alla medesima rete aziendale, magari utilizzando un router non controllato.

Trend Micro: affrontare la sfida dello smart working con il cloud

Per aggirare tali problematiche, Trend Micro Italia consiglia l'adozione delle tecnologie cloud e delle soluzioni SaaS. "Le infrastrutture Cloud possono aiutarci a risolvere e a gestire in modo più snello i livelli di sicurezza, semplificando di molto l’impatto infrastrutturale", spiega Gastone Nancini.

Servizi come Worry Free e Apex One, entrambi offerti da Trend Micro, possono garantire la protezione degli Endpoint senza la necessità di avere i server di gestione all'interno dell'infrastruttura; questi sono infatti integrati nel Cloud Trend Micro, che si assicurerà di proteggere il dipendente - ovunque si trovi - secondo le policy definite dall'azienda, evitando gli eccessivi consumi di banda che possono verificarsi al di fuori della struttura lavorativa.

smart working italia

Tra i servizi consigliati dagli esperti troviamo Trend Micro Web Security, dedicato alla protezione della navigazione web. Il servizio si basa su una configurazione ibrida che consente all'azienda di impostare le regole per la navigazione indipendentemente dal luogo che ospita il lavoratore o dal dispositivo utilizzato (computer e mobile). Cloud App, invece, è una soluzione concepita per proteggere la posta dei più popolari sistemi cloud - come Office365 o Google Mail - tramite apparati di protezione gestiti direttamente da Trend Micro nei suoi Data Center.

Anche le soluzioni SaaS  possono fornire un aiuto concreto, assicurando flessibilità e potenza. Tra questi rientra Tipping Point, altra proposta di Trend Micro che è in grado di controllare il traffico da e verso il cloud e di garantire, al tempo stesso, la protezione dei nostri sistemi da eventuali minacce.

Restando in tema smart working, vi ricordiamo che Trend Micro Italia ha organizzato una serie di webinair dedicati alle sue soluzioni. Nei suoi corsi, del tutto gratuiti, Trend Micro svela alle aziende i metodi per sfruttare al meglio le sue soluzioni SaaS, grazie alle quali i dipendenti potranno lavorare da remoto in totale sicurezza.

9 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
nyo9026 Marzo 2020, 14:40 #1
Non sono convinto sul termine "Smart Working". Mi sembra il solito modo italiano di rendere tutto più figo e moderno con termini inglesi totalmente insensati.
zappy26 Marzo 2020, 18:44 #2
la denominazione ufficiale e legale in italiano è "lavoro agile"
retuor26 Marzo 2020, 19:11 #3
Penso che nemmeno "lavoro agile" sia il nome adeguato, "lavoro remoto" o se vuoi "remote working" non sarebbe corretto?
giuliop26 Marzo 2020, 21:08 #4
Originariamente inviato da: retuor
Penso che nemmeno "lavoro agile" sia il nome adeguato, "lavoro remoto" o se vuoi "remote working" non sarebbe corretto?


In italiano il termine è “telelavoro”, secondo lo Zingarelli in uso dal 1982; in inglese esiste “teleworking”, ma molto spesso si vede appunto “remote work(ing)”.
zappy26 Marzo 2020, 21:24 #5
Originariamente inviato da: retuor
Penso che nemmeno "lavoro agile" sia il nome adeguato, "lavoro remoto" o se vuoi "remote working" non sarebbe corretto?


Originariamente inviato da: giuliop
In italiano il termine è “telelavoro”, secondo lo Zingarelli in uso dal 1982; in inglese esiste “teleworking”, ma molto spesso si vede appunto “remote work(ing)”.

la legge italiana lo chiama "lavoro agile" che è una cosa diversa dal "telelavoro". non mi chiedere in cosa , ma la legge lo chiama lavoro agile.
giuliop26 Marzo 2020, 21:33 #6
Originariamente inviato da: zappy
la legge italiana lo chiama "lavoro agile" che è una cosa diversa dal "telelavoro". non mi chiedere in cosa


Nelle parole e nella fuffa che c’è intorno
recoil27 Marzo 2020, 09:21 #7
Originariamente inviato da: zappy
la legge italiana lo chiama "lavoro agile" che è una cosa diversa dal "telelavoro". non mi chiedere in cosa , ma la legge lo chiama lavoro agile.


la differenza dovrebbe essere questa: il telelavoro significa che lavori da remoto ma in luoghi e tempi ben definiti, per cui fai il classico 9-18 (o comunque l'orario concordato) e ti attieni a quello, inoltre credo che serva predisporre un luogo adeguato a norma
lavoro agile o smart dovrebbe implicare una maggiore autonomia sulle modalità di lavoro quindi orari più flessibili e anche luogo di lavoro non definito

oggi credo si stia facendo un misto, ma fondamentalmente le aziende si aspettano l'orario classico quindi direi che si fa più telelavoro che smart working al momento
da noi è girata l'informativa che non imponeva orari fissi, però elencava i requisiti per poter lavorare da casa, tipo che devi avere un bagno, non puoi lavorare in cantina o nel box (altro che compagnie che nascono nei garage come ai bei tempi ) che non deve esserci muffa nei locali bla bla
però di fatto c'era molta libertà sui modi, anche se ufficiosamente si aspettano che grossomodo dalle 9 alle 18 si stia lavorando...
zappy27 Marzo 2020, 10:32 #8
Originariamente inviato da: recoil
la differenza dovrebbe essere questa: il telelavoro significa che lavori da remoto ma in luoghi e tempi ben definiti, per cui fai il classico 9-18 (o comunque l'orario concordato) e ti attieni a quello, inoltre credo che serva predisporre un luogo adeguato a norma
lavoro agile o smart dovrebbe implicare una maggiore autonomia sulle modalità di lavoro quindi orari più flessibili e anche luogo di lavoro non definito...

grazie, molto chiaro
giuliop27 Marzo 2020, 15:59 #9
Originariamente inviato da: recoil
la differenza dovrebbe essere questa: il telelavoro significa che lavori da remoto ma in luoghi e tempi ben definiti, per cui fai il classico 9-18 (o comunque l'orario concordato) e ti attieni a quello, inoltre credo che serva predisporre un luogo adeguato a norma
lavoro agile o smart dovrebbe implicare una maggiore autonomia sulle modalità di lavoro quindi orari più flessibili e anche luogo di lavoro non definito


Giusto per completezza c'è anche la definizione su [U]Wikipedia[/U].

Leggendola, mi sono reso conto che il semplice modo di dire "vado in bagno" non è più sufficiente, ed è assolutamente necessario introdurre le specifiche definizioni di "minzione agile" ed "evacuazione agile", che esprimono la possibilità di espletare le proprie necessità fisiologiche in qualsiasi luogo e in qualsiasi orario, senza restrizione di sorta.

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^