Secondo GSMA gli apparati di rete 5G di Huawei sono sicuri

Secondo GSMA gli apparati di rete 5G di Huawei sono sicuri

Le apparecchiature per le reti 5G di Huawei, incluse le componenti core, hanno superato i test indipendenti Network Equipment Security Assurance Scheme (NESAS) di GSMA così come quelli proposti dal gruppo cinese IMT-2020 (5G) Promotion Group

di pubblicata il , alle 08:21 nel canale TLC e Mobile
5GHuawei
 
27 Commenti
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SpyroTSK26 Agosto 2020, 16:51 #21
Originariamente inviato da: GTKM
A meno che il firmware debba comunque avere una firma, o comunque che sia possibile fare il flash del firmware.

Per di più, parliamo di infrastrutture di telecomunicazione, non dell'editor di testo da usare sul PC.


Appunto, a maggior ragione il firmware può essere modificato ad hoc, oltre al fatto che i certificati sostituibili con i propri rende ancora più difficile il flash del firmware da parte di terzi.
Unrue26 Agosto 2020, 16:57 #22
Originariamente inviato da: Mparlav
Continuano a produrre quello che sanno fare meglio: switch e hub di rete.

Ma quando si parla di 5G per i provider, ci si riferisce principalmente ai ripetitori.
Recuperare in fretta il terreno perduto è molto relativo, considerato che la maggior parte dei contratti sono già stati stipulati dalla concorrenza.

E dall'articolo che hai postato, Ericsson e Nokia non sono in una buona situazione finanziaria e potrebbero essere alla portata per una fusione/acquisizione, ma evidentemente il CEO preferisce non allineare la sua strategia societaria a quella dell'attuale amministrazione, a questo punto, tanto vale aspettare l'esito delle elezioni presidenziali.



Il 5G degli switch e router è così diverso dal 5G dei ripetitori? (chiedo, non so)
Takuya26 Agosto 2020, 17:00 #23
Originariamente inviato da: Unrue
Il 5G degli switch e router è così diverso dal 5G dei ripetitori? (chiedo, non so)


Il 5G riguarda la stazione radiobase, a monte di questa c'è il tradizionale collegamento in fibra verso l'infrastruttura core (anch'essa 5G) dell'operatore.
Unrue26 Agosto 2020, 17:05 #24
Originariamente inviato da: Takuya
Il 5G riguarda la stazione radiobase, a monte di questa c'è il tradizionale collegamento in fibra verso l'infrastruttura core (anch'essa 5G) dell'operatore.


Continuo a non capire la differenza.
Personaggio26 Agosto 2020, 17:39 #25
Originariamente inviato da: Unrue
Lo so che non fanno nulla in casa, ma hanno le potenzialità per farlo. Cisco, tanto per fare un esempio, figuriamoci se non hanno le competenze per fare tutto in casa. E' che fino ad ora non c'era problema affidarsi alle aziende europee, dato che la Cina non aveva nulla in quel campo, fino ad ora...


Originariamente inviato da: Unrue
Il 5G degli switch e router è così diverso dal 5G dei ripetitori? (chiedo, non so)


Con 5G si racchiude una serie di tecnologie e relativi brevetti, prima proposti dai vari fornitori e poi approvati dal 3GPP nel corso degli ultimi 10 anni (il consorzio per le telecomunicazioni radio mobili) composto dai fornitori stessi, produttori di dispositivi, e operatori tlc di tutto il mondo.
La CISCO non ha mai neanche partecipato al 3GPP. Inoltre il 75% delle tecnologie 5G sono brevetti di proprietà di Huawei, l'unica azienda americana con qualche brevetto è Qualcomm per i relativi modem.
Anche se CISCO volesse, non potrebbe costruire apparati di rete 5G perché deve pagare i brevetti a huawei per il quale c'è il bando. E poi proprio perché non ha nessun brevetto, i suo apparati sarebbero molto più cari, persino della concorrenza Europea (Ericsson e Nokia) già più cari di Huawei.
Huawei ormai è diventata un colosso tale che quando vuole potrebbe benissimo comprarsi una tra Ericsson e Nokia.

In ogni caso non è assolutamente vero che la Cina fino a poco tempo fa non aveva nulla.
Huawei ha i brevetti anche del 35% delle tecnologie 4G (Sviluppate sin dal 2000, 20'anni fa) e ha anche il 60% dei brevetti 3G, però erano relativi alle tecnologie 3G usate solo in ASIA non in Europa, e infatti lo abbiamo cominciato a conoscere solo alla fine del decennio scorso quando le tecnologie delle reti di telefonia mobile sono state uniformate in tutto il mondo (con il 4G), ma in ogni caso negli anni '90 e 2000 aveva gran parte dei contratti di fornitura con gli operatori asiatici. Huawei nasce nel 1987 con la rete 2G in Cina e da allora è sempre cresciuta, oggi fattura 130MLD$ ha un utile di 9MLD e ha 200'000 dipendenti. per fare un paragone Nokia fattura 23MLD€ e ha un utile di 200 Milioni, Ericsson fattura 20MLD ed è in perdita da 3 anni di fila.
Per evitare fraintendimenti, tutte e 3 le società sono "Faberless" cioè tutte le loro produzioni non vengono costruite in casa, ma fabricate da società terze.
Unrue27 Agosto 2020, 07:04 #26
Originariamente inviato da: Personaggio
Con 5G si racchiude una serie di tecnologie e relativi brevetti, prima proposti dai vari fornitori e poi approvati dal 3GPP nel corso degli ultimi 10 anni (il consorzio per le telecomunicazioni radio mobili) composto dai fornitori stessi, produttori di dispositivi, e operatori tlc di tutto il mondo.
La CISCO non ha mai neanche partecipato al 3GPP. Inoltre il 75% delle tecnologie 5G sono brevetti di proprietà di Huawei, l'unica azienda americana con qualche brevetto è Qualcomm per i relativi modem.
Anche se CISCO volesse, non potrebbe costruire apparati di rete 5G perché deve pagare i brevetti a huawei per il quale c'è il bando. E poi proprio perché non ha nessun brevetto, i suo apparati sarebbero molto più cari, persino della concorrenza Europea (Ericsson e Nokia) già più cari di Huawei.
Huawei ormai è diventata un colosso tale che quando vuole potrebbe benissimo comprarsi una tra Ericsson e Nokia.


E quindi si torna alla mia domanda: come è possibile che gli USA siano rimasti così indietro in un settore così strategico? Ormai con il 5G è andata, vediamo se recupereranno con il 6G.

Originariamente inviato da: Personaggio
In ogni caso non è assolutamente vero che la Cina fino a poco tempo fa non aveva nulla.
Huawei ha i brevetti anche del 35% delle tecnologie 4G (Sviluppate sin dal 2000, 20'anni fa) e ha anche il 60% dei brevetti 3G, però erano relativi alle tecnologie 3G usate solo in ASIA non in Europa, e infatti lo abbiamo cominciato a conoscere solo alla fine del decennio scorso quando le tecnologie delle reti di telefonia mobile sono state uniformate in tutto il mondo (con il 4G), ma in ogni caso negli anni '90 e 2000 aveva gran parte dei contratti di fornitura con gli operatori asiatici. Huawei nasce nel 1987 con la rete 2G in Cina e da allora è sempre cresciuta, oggi fattura 130MLD$ ha un utile di 9MLD e ha 200'000 dipendenti. per fare un paragone Nokia fattura 23MLD€ e ha un utile di 200 Milioni, Ericsson fattura 20MLD ed è in perdita da 3 anni di fila.
Per evitare fraintendimenti, tutte e 3 le società sono "Faberless" cioè tutte le loro produzioni non vengono costruite in casa, ma fabricate da società terze.


Si è vero, volevo dire molti più anni fa non pochi, ho scritto male. Huawei fino a pochi anni fa non la conosceva nessuno "lato occidentale", però in effetti era già un colosso. Anche perché non si diventa così grandi in pochi anni.
Personaggio27 Agosto 2020, 23:23 #27
Originariamente inviato da: Unrue
E quindi si torna alla mia domanda: come è possibile che gli USA siano rimasti così indietro in un settore così strategico? Ormai con il 5G è andata, vediamo se recupereranno con il 6G.


Sempre riguardo la fornitura di apparati di rete Mobile con l'1G (TACS anni '80) ed il 2G (GSM anni '90) più o meno ogni paese aveva uno o più fornitori, USA e Italia compresi, ma sono poi falliti o assorbiti dai pochi rimasti oggi.

In USA c'erano:
[LIST]
[*]Motorola: il cui ramo relativo alle reti fu ceduto alla connazionale Luccent.
[*]Luccent: che prima si unisce ad Alcatel (Concorrente Italo-Francese) creando un società Italo-Franco-Statunitense, ma che poi l'intero gruppo viene venduto alla finlandese Nokia.
[*]Nortel: Sicuramente era il più grande dei 3, ma non è riuscito a stare dietro alla concorrenza europea, e così è fallita. I Brevetti Nortel sono poi stati venduti ad un'asta fallimentare, quelli relativi alle reti li ha presi Ericsson, gli altri se li sono divisi Apple, Microsoft e Qualcomm
[/LIST]

In Italia, oltre ad Alcatel (che era controllata da STM Microelettronic azienda di semiconduttori italo francese, poi diventata Italiana, con l'uscita delle francese Thomson, anche se ora ha la sede in Olanda) c'era Italtel. Ha praticamente trasformato l'allora rete telefonica fissa nazionale di SIP (Oggi TIM) da elettromeccanica (relè a elettronica, e ha creato le reti TACS e GSM di TIM. Poi è diventata americana e nuovamente Italiana. Oggi è controllata da Exprivia (società italiana con sede in Puglia) ma si occupa solo di servizi di consulenza e non produce più apparati.
Da noi c'era anche la Italo-anglosassone Marconi Company (Guglielmo, possiamo dire che è il primo cervello fuggito dall'Italia, andò a fondare la sua società in Inghilterra nel 1897.) Era ufficialmente una società inglese, ma c'erano più dipendenti in Italia che nel Regno Unito, compresi 3 centri di ricerca e sviluppo e 2 centri di produzione. Nel 2005 fu acquistata da Ericsson.

In Europa c'era anche Siemens che, congiunta alla giapponese NEC in una Joint Venture, aveva diversi contratti in ogni paese europeo. Finita la JV con NEC la fece con Nokia, creando la società NSN (Nokia & Siemens Network) che durò pochi anni per poi diventare al 100% di Nokia e con esso anche tutti i brevetti di Siemens relativi alle reti mobili finirono in Nokia.
Ma ogni paese aveva la sua spesso pubblica e poi privatizzata

Ci sono poi anche Samsung, che è presente solo in Asia e ZTE, altra società cinese che in Italia ha contratti di fornitura con Linkem e Windtre.

Oggi quindi ci sono sul mercato mondiale solo le Europee Nokia ed Ericsson e le Asiatiche Samsung, Huawei e ZTE.


Come mai dal centinaio che erano si sono ridotte a solo una manciata?
Una stazione radio da progettare e costruire da zero chiavi in mano GSM, nel 1995 al valore di oggi richiederebbe circa 150'000€. Oggi una stazione Radio che fa 2G,3G,4G e 5G ne richiede appena 5'000.
Una stazione GSM nel 1995 usava solo il 900Mhz con solo 3 settori (che corrispondono alle antenne) che gestivano complessivamente 3 celle. Gli apparati sotto il palo erano armadi alti 2m, larghi 1 e profondi 1, con diverse decine di piastre e centinaia di cavetti vari, per ogni singolo settore. Oggi l'apparato di una stazione radio con 4 settori che gestisce 12 celle 2100Mhz 3g (3 per settore), 4 celle 900Mhz 3G, 4 Celle 1800Mhz LTE, 4 celle 2600 LTE, 4 celle 800Mhz LTE, 4 celle 900 Mhz GSM e 4 celle 3.7Ghz 5G, è poco più grande di una scatola di scarpe e ha solo il cavo dati in ingresso (per collegarsi alla centrale) e i cavi che lo collegano alle 4 antenne.
Oggi l'hw non viene più venduto agli operatori, ma dato in comodato d'uso, con il servizio di manutenzione compreso, praticamente il fornitore non vende più metallo, ma un servizio. Chi è riuscito a convertirsi da una società metalmeccanica in una di servizi è ancora vivo, tutti gli altri sono falliti o confluiti nelle altre società.

Creare una nuova società oggi in questo mercato è difficilissimo, ma non improbabile. Società americane di grossi capitali come Apple, Google, Microsoft ecc hanno la possibilità economica di farlo, ma solo attraverso un'acquisizione, partire da 0 è impossibile perché la maggior parte dei costi e dei ricavi è dato dai brevetti, ad ogni generazione ne diventano parte dello standard oltre 20'000. Apple, Google e Microsoft fanno già parte del 3GPP, ma solo come produttori di dispositivi mobili. Ma in ogni caso non credo che gli convenga più di tanto, è un mercato in contrazione.

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