Con eHealth Experience Microsoft vuole accelerare la digitalizzazione in ambito sanitario

Con eHealth Experience Microsoft vuole accelerare la digitalizzazione in ambito sanitario

Una nuova area per il Microsoft Technology Center di Milano, interamente dedicata al medicale. Un percorso dove medici e ricercatori potranno valutare le tecnologie di MS e dei suoi partner per rendere più efficiente il sistema sanitario

di pubblicata il , alle 19:51 nel canale Innovazione
Microsoft
 

Il Microsoft Technology Center si arricchisce di una nuova area, la eHealth Experience, un "percorso esperienziale" che l'azienda di Redmond intende sfruttare per mostrare agli operatori sanitari un nuovo modo di gestire la presa in carica del paziente, adottando un approccio di medicina personalizzata e facendo leva sulle tecnologie e soluzioni di Microsoft e dei suoi partner. Qui si potranno vedere in opera Healthcare Bot per la gestione dell'accettazione, soluzioni di intelligenza artificialeper studiare l'andamento delle patologie, ma anche app a soluzioni per la collaborazione da remoto e la telemedicina, dispositivo IoT per il monitoraggio delle condizioni dei pazienti, applicazioni per il follow up. 

Microsoft eHealth Experience_The Journey

AI-SCoRE, il progetto medicale del San Raffaele sviluppato con il supporto di Microsoft e NVIDIA 

Innovare in ambito sanitario è fondamentale, e il digitale è la chiave sia per accelerare la ricerca sia per ottimizzare gli attuali processi adottati dalle strutture sanitarie. Microsoft collabora già da tempo con il settore sanitario e durante il Covid ha supportato (insieme a NVIDIA) l'Ospedale San Raffaele nello sviluppo del progetto AI-SCoRE, una piattaforma di apprendimento autonomo concepita per calcolare il rischio da Covid. 

AISCORE

Una soluzione nata in piena emergenza sanitaria, quando era fondamentale trovare nuovi strumenti per comprendere quali fra i tanti pazienti erano gravi e necessitavano di ospedalizzazione. Come spiega il Prof. Carlo Tacchetti, Direttore Centro di Imaging Sperimentale dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, in quel periodo l'unico strumento diagnostico erano i tamponi, che si rivelavano insufficienti per valutare la gravità dell'infezione, e quindi si è deciso di sviluppare una soluzione partendo dai dati di imaging dei pazienti. Tramite il cloud Azure, hanno iniziato a raccogliere queste informazioni, chiedendo ad altri 15 ospedali italiani di condividere le informazioni, ovviamente rispettando tutti i protocolli di sicurezza, considerato che si tratta di dati sanitari e quindi informazioni estremamente sensibili. 

Sulla base dei dati di 1.500 pazienti è stato poi addestrato un modello di machine learning e, successivamente, sono state effettuate le validazioni del modello, che permette di valutare velocemente quali persone colpite da Covid si trovano in condizioni gravi e necessitano dell'ospedalizzazione. Questo è il concetto di medicina personalizzata, che aiuta a ridurre il numero di pazienti all'interno degli ospedali e a individuare i trattamenti più efficaci . 

eHealth Experience: Microsoft e i suoi partner a supporto del settore medicale

Fondamentalmente, l'eHealth Experience è una showroom dove medici e personale sanitario possono vedere in azione le tecnologie di Microsoft e dei suoi partner. Un percorso che inizia dall'accettazione del paziente e si conclude con la sua dimissione e la visita di controllo. Qui si potranno ammirare Healthcare Bot che si occupano della gestione del triage medicale, strumenti di diagnostica, soluzioni digitali per la pianificazione degli appuntamenti, per la loro accettazione, dispositivi IoT che tengono sotto controllo le condizioni dei degenti, così come di chi riceve le cure in casa propria, e piattaforme per la condivisione dei dati. Queste ultime rappresentano un aspetto chiave, dal momento che accumulando informazioni e dandole in pasto agli algoritmi di machine learning è possibile dare un'accelerare la ricerca di nuove cure, sia generiche sia specifiche per il singolo individuo.  

Microsoft eHealth Experience

Fra i partner, Agfa Healthcare, Avanade, HopeCare, Imaginary, Munogu, Internet of People, Orobix, Porini, Progesoftware, Cluster Reply, Sophia Genetics.

Afga, per esempio, ha portato nell'eHealth Experience la sua soluzione per l'analisi della scansioni mediche. Una piattaforma che consente di condividere le immagini mediche con altri dottori, così da poterle valutare e analizzare anche se si trovano a distanza. Può sembrare una soluzione semplice, ma è in realtà molto complessa: immagini di questo tipo sono enormi, pesano tantissimo, ed è molto difficile gestirne la condivisione in tempo reale per lavorarci sopra in contemporanea. Non bisogna poi dimenticare gli alti requisiti di riservatezza di questi dati che, come già detto, sono estremamente sensibili e vanno trattati con estrema attenzione per evitare che possano essere trafugati. 

Solo creando un forte ecosistema e mettendo a fattor comune le esperienze dei singoli partner di Microsoft è possibile fornire ad un’azienda cliente, sia pubblica o privata, una vista su cosa oggi la tecnologia è in grado di fornire, minimizzando i silos e lavorando in modo aperto e inclusivo, spiega Andrea Cardillo, Direttore del Microsoft Technology Center di Microsoft Italia.

2 Commenti
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AlPaBo16 Novembre 2021, 21:10 #1
Sono curioso di sapere se il sistema è neutrale rispetto alla struttura del sistema sanitario.
In particolare, è tarato sulle esigenze di un sistema basato su assicurazioni private, come avviene esclusivamente negli USA, o tiene conto dei sistemi basati su un unico contractor, come in tutti i paesi europei e molti asiatici? Il primo sistema garantisce utili maggiori per i fornitori, ma costi ed esiti peggiori per la sanità generale.
bingobongo8518 Novembre 2021, 09:30 #2

Tante parole, pochi fatti

Ho avuto la possibilità di lavorare a due di questi progetti presso uno dei partner citati: più parole che altro. Il vero scopo dei progetti era ricevere finanziamenti dalla Regione Lazio e da altri enti, Microsoft compresa. Se poi si riusciva anche a farsi pubblicità, come in questo caso, meglio ancora.

Ci sono le teste e le tecnologie, ma quello che importa davvero alle aziende è il profitto. Se poi si parla di salute con lo Stato finanzia...

Uno dei motivi per cui non lavoro più presso quel partner è l'incompatibilità etica emersa durante questi progetti.

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