Dell: i dati sono il nuovo petrolio, ma la maggior parte delle imprese non sa come usarli

Dell: i dati sono il nuovo petrolio, ma la maggior parte delle imprese non sa come usarli

Un rapporto commissionato dalla multinazionale a Forrester Consulting mostra come il 70% delle imprese fatichi a sfruttare il potenziale dei dati. Il 45% delle aziende prese come campione non ha raggiuto i propri obiettivi di digitalizzazione

di pubblicata il , alle 14:11 nel canale Innovazione
DellGestione processi
 

I dati sono alla base del successo e dell'innovazione, e le imprese data-driven, quelle che elaborano le proprie strategie di business facendo leva sulle informazioni acquisite, sono quelle che crescono più velocemente. Peccato che raccogliere ed elaborare queste informazioni non sia affatto semplice, anzi: la maggior parte delle imprese, il 70% a livello globale, sta incontrando grandi difficoltà ad acquisire le informazioni, analizzarle e prendere decisioni basandosi su di esse. A metterlo nero su bianco è uno studio di Forrester Consulting, commissionato da Dell Technologies e basato su un campione di 4.036 decision maker di più di 40 Paesi.

Il paradosso dei dati: tutti investono per acquisirli, ma pochi sono in grado di usarli

Che i dati siano la chiave per il successo di ogni tipo di business ormai è chiaro alle aziende di ogni dimensione, e la maggior parte delle imprese sta investendo in questo ambito. La ricerca condotta da Forrester però fa emergere alcuni paradossi. Il primo è che in molti casi si cerca di adottare un approccio data-driven, ma difficilmente riescono a estenderlo a tutta l'organizzazione, a trasferire a tutti i dipendenti l'importanza di queste decisioni. Questo, però, non sembra frenare le imprese dal raccogliere una mole ancora più ampia di informazioni, fatto che crea un circolo vizioso: da un lato si dispone di un patrimonio di dati enorme, dall'altro non si è in grado di sfruttarlo per prendere le decisioni di business.

Forrester dell. datapng

Secondo l'analisi di Forrester, il 70% delle imprese italiane incontra difficoltà a raccogliere, analizzare e sfruttare il patrimonio informativo. Una delle cause è l'assenza di competenze all'interno dell'azienda: mancano i data scientist, insomma. Non è l'unica, però: solo il 22% delle aziende ha introdotto iniziative per “democratizzare” il dato all’interno della propria organizzazione, cioè a estenderne l'utilizzo a tutti i lavoratori e solo il 10% del panel sta incentivando i propri dipendenti a innovare, facendo leva sui dati e sui relativi processi di analisi. Il 61% ammette anche di non basare i propri target di sviluppo professionale sui dati. 

In pratica, nonostante la maggior parte delle realtà abbia compreso l'importanza del dato, non è ancora in grado di trarne a pieno il valore, sia a causa della mancanza di figure esperte nell'organico, sia per un approccio non ideale alla condivisione interna delle informazioni.

Il risultato di queste problematiche è che quasi la metà del campione (45%) ammette di non aver raggiunto gli obiettivi di digitalizzazione che si era posto. 

La ricerca di Dell Technologies commissionata a Forrester Consulting ha evidenziato diverse dinamiche particolarmente rilevanti, nonché una serie di paradossi sul modo in cui le aziende stanno utilizzando i dati in loro possesso”, ha dichiarato Filippo Ligresti, Vice President e General Manager di Dell Technologies Italia. “In questo quadro, emerge che molte aziende operano con una percezione che non corrisponde pienamente alla realtà. Ci sono aziende che ritengono di essere data-driven, ma poi non massimizzano questi dati come vero capitale aziendale e non danno priorità all'utilizzo dei dati in tutta l’organizzazione. Altre realtà, che dispongono già oggi di una mole di dati maggiore rispetto alla loro capacità di gestione, realizzano che il business richiede un ulteriore set di dati. Infine, molte aziende riconoscono e credono nei vantaggi di un modello operativo as-a-service, ma solo un numero esiguo di esse ha compiuto i passi necessari per integrarlo. È chiaro che le aziende necessitano di una strategia efficace per la gestione dei dati e per affrontare questi paradossi. Questo sarà possibile solo grazie a un approccio integrato che tenga conto della necessità di finalizzare il proprio percorso di trasformazione digitale". 

3 Commenti
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giovanni6912 Novembre 2021, 15:36 #1
"Ci sono aziende che ritengono di essere data-driven, ma poi non massimizzano questi dati come vero capitale aziendale e non danno priorità all'utilizzo dei dati in tutta l’organizzazione. "

Non è che tale affermazione nasce dal fatto che questo segmento di aziende preferisce internalizzare la gestione dei dati invece di finire sul 'computer di qualcun altro', ovvero il cloud?

" Altre realtà, che dispongono già oggi di una mole di dati maggiore rispetto alla loro capacità di gestione, realizzano che il business richiede un ulteriore set di dati. "

Queste sono le aziende che non hanno le skill per usarli e per farlo sono da targettizzare sul cloud...

" Infine, molte aziende riconoscono e credono nei vantaggi di un modello operativo as-a-service, ma solo un numero esiguo di esse ha compiuto i passi necessari per integrarlo."

E queste sono le aziende che si rendono conto del cloud /big data ma forse hanno meditato sui pro ed anche i contro di finire completamente sul computer di qualcun altro... 'as-a-service'.
phmk12 Novembre 2021, 20:06 #2
Il nuovo petrolio sono e saranno sempre più le "Terre Rare", altro che dati.
Senza di quelle non ci sono neanche i dati ...
scottial7713 Novembre 2021, 17:07 #3
Si continuano a confondere le risorse naturali con il denaro, esattamente come fanno gli economisti. Provate ad alimentare un motore con i dati.

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